Foreste di pianura, Paleoartico settentrionale. Grandi distese coltivate, fattorie, piccoli villaggi. Alla fine di maggio non fa più buio. I campi sono arati, altri già seminati. Grande movimento di lepri europee, chiurli maggiori, pavoncelle.
Avvicinandosi alle foreste grande movimento di beccacce.
Un patto e un incontro speciale
Posso dire che siamo nella Finlandia centrale ma niente altro perché ho un patto con il ricercatore, studioso e fotografo Benga Pontinen che mi ha promesso di portarmi a vedere lo Pteramys volans, quello che noi chiamiamo scoiattolo volante e i finlandesi liito-orava. Insieme a me ci sono due testimoni per questo incontro emozionante: Fabio Cianchi, storico responsabile delle oasi Wwf della Maremma ora in pensione, e Roberto Macario, veterinario di Rivoli, appassionato ornitologo e conoscitore del Grande Nord.

Piccoli nella tana
Pontinen ha fissato il programma e ci porta in una foresta in un certo senso “magica”. Come fosse una favola potteriana c’è da attraversare una porta, in questo caso un ruscello con un ponte di legno, e si penetra nel fitto di grandi betulle, pini silvestri, abeti rossi. È qui, poco lontano dal ponte, che una mamma di scoiattolo volante ha messo al mondo due, forse tre, piccoli e li sta svezzando con il suo latte. Per farlo deve cercare il cibo adatto e per questo deve spostarsi in aree anche lontane approfittando del fatto che vola, anche per poco ma si può spostare di centinaia di metri per volta e quindi di allontanarsi anche di chilometri dalla sua tana.
Qualcosa si muove
E la tana è il buco fatto dai picchi e ogni anno abbandonato. Un buco nel tronco di un abete a 6-10 metri da terra. Di solito basta il buco di un picchio rosso maggiore perché il Pteramys volans è piccolo. La femmina sfiora i 20 centimetri (il maschio 13-15). Ecco allora che troviamo la tana ma non ci avviciniamo. I miei testimoni sono anche fotografi e quindi montano i cavalletti per poggiare i teleobiettivi.
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Appostati, si attende che qualcosa si muova, che il raro sciuride appaia. Pontinen spiega l’etologia della specie e racconta che questa femmina, che sta seguendo da mesi, si trova all’interno della tana. E dovrà sicuramente uscire allo scoperto.

Il momento del silenzio
Quindi silenzio assoluto. Gli occhi sono puntati sulla tana. Dalle ricerche e dalle statistiche si sa che lo scoiattolo volante esce dalla tana ogni due ore e qualche minuto, come se avesse un orologio biologico con sveglia incorporata. Non c’è da aspettare molto: infatti un grande occhio nero spunta appena dal buco. Passano minuti prima che questa scoiattolina mostri tutta la faccia. È impercettibile il movimento che compie per guardarsi intorno. Poi esce: completamente grigia con sfumature più evidenti sul viso. La coda è piccola, niente a che fare con quella dello scoiattolo rosso, quello europeo. Velocemente si sposta sul bordo dell’albero per fare i suoi bisogni.
Segni e prove evidenti
Qui c’è un particolare estremamente importante: gli escrementi sono piccole palline color chicco di di granturco e vanno a finire a terra proprio a pelo dell’albero. Per i ricercatori e gli studiosi si tratta di evidenze che non lasciano dubbi. Sono la prova che quel buco di picchio è abitato da scoiattoli volanti. Già volanti, appunto, anche un centinaio di metri alla volta.
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Ma come fanno? Sono provvisti di un petagio, un mantello di pelle ricoperto da un fitto pelo grigio che tengono sotto la pancia quando si arrampicano sugli alberi ma che spiegano facendolo gonfiare all’aria. Il petagio parte da tutte e quattro le zampe e forma una meravigliosa vela quasi quadrata.
L’emozione dell’avvistamento
Tornando alla nostra scoiattolina la seguiamo salire sull’albero poi un balzo di una ventina di metri, poi una risalita su un secondo abete e poi più nulla. I testimoni hanno fotografato. Sono felici, emozionati perché di certo si è trattato di una meraviglia vivente della Natura. Il discorso ora si fa più serio. Quanti scoiattoli volanti della specie Pteromys volans esistono in Europa? E dove? Pontinen, che conosce tre nidi, non sa darci notizie certe. La specie è sicuramente presente in Finlandia e in Estonia. Punto e basta. Ma vive in Russia, Siberia compresa fino alla Kamčatka. L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Uicn) considera questo scoiattolo volante in pericolo, ma non serio.
Le difficoltà di studiarli
Si dice che ce ne siano in realtà molti di più perché sono abitualmente notturni e vivono in areali talmente fuori mano da rendere quasi impossibile una ricerca sistemica.

Per chi è riuscito come noi a vedere la scoiattolina volante c’è la soddisfazione come fosse quella di una vera scoperta.
Nota a margine: il mercato nero e la cultura pop
C’è da dire che il mammifero scatena passioni molto forti da parte di chi vorrebbe averlo, pensate la follia, in casa. C’è un mercato nero che riguarda purtroppo specie asiatiche da parte di una forte richiesta giapponese che li identifica nei pupazzi animati, nei Manga che fanno parte di una schiera di figure, storie, fantasie, magie religiose con grande seguito di pubblico appassionato.











