In provincia di Reggio Calabria, lungo la fascia costiera che si estende da Villa San Giovanni fino a Monasterace, si coltiva il prezioso bergamotto (Citrus bergamia). Sembra siano proprio le correnti marine dello Stretto che, spingendo masse d’aria dal mar Tirreno verso lo Jonio, generano un flusso d’aria che assicura temperature stabili e un microclima congeniale alla coltivazione dell’agrume.
E alla produzione dell’olio essenziale di bergamotto più pregiato al mondo.
Un ingrediente chiave
In circa 1.500 ettari coltivati nel Reggino, la produzione media annua è di 100 tonnellate di essenza (per ottenere un chilo di essenza occorrono 200 chilogrammi di frutti). L’olio essenziale è un ingrediente chiave usato principalmente nella profumeria di lusso, ma usato anche in gastronomia, medicina e cosmetica. Sebbene esistano coltivazioni anche in Costa d’Avorio, Argentina e Brasile, l’essenza ottenuta in questi Paesi non è comparabile a quella reggina.

Risorsa per l’economia
Sono coinvolti oltre 8.000 lavoratori, inclusi gli addetti alla trasformazione: generano il 50% delle esportazioni del settore agro-industriale in Calabria. Una convinzione – un tempo radicata nella popolazione locale e che in tempi recenti il Museo del Bergamotto ha contribuito a sfatare – voleva che l’agrume fosse “velenoso”, pregiudizio sostenuto anche da interessi economici, per scoraggiarne il consumo. La ragione? Naturalmente per non sottrarre frutti all’estrazione dell’olio essenziale, riservato all’industria profumiera.
… e per la salute
Il frutto è disponibile da novembre a marzo, ha fiori bianchi (zagara) profumati, foglie lucide come quelle dell’arancio e proprietà antiossidanti. Studi condotti da Vincenzo Mollace, docente di Farmacologia presso l’Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro, dimostrerebbero che il bergamotto potrebbe essere impiegato anche come principio naturale in grado di ridurre colesterolo, trigliceridi e glicemia.

Patrimonio da valorizzare
Il Museo nasce nei primi anni ’90 e viene aperto al pubblico nel 2004, grazie alla visione e all’impegno costante di Vittorio Caminiti, tra i maggiori imprenditori calabresi nel settore dell’ospitalità, fondatore dell’Accademia Internazionale del Bergamotto e creatore del Polo del Bergamotto. Custodisce documenti, attrezzature antiche per l’estrazione dell’essenza, ricette, campioni di profumi, prodotti cosmetici e alimentari a base di bergamotto, video, per presentare una delle eccellenze meno note del patrimonio agroalimentare italiano.
All’interno del percorso espositivo, una teca è poi interamente dedicata ai Florio: racconta il contributo della famiglia reggino-palermitana alla valorizzazione internazionale del frutto di Reggio Calabria.
Un Polo di promozione culturale
Il museo resiste grazie alla passione e a risorse private, al lavoro volontario di persone che custodiscono con convinzione e tenacia la memoria, consapevoli delle potenzialità di questa risorsa. Accanto al Museo operano infatti anche la Confraternita del Bergamotto e del Cibo di Reggio Calabria, la BergaModels Fashion Academy, la Rassegna del Giornalismo Agroalimentare e Agroindustriale Pro Sud e altre iniziative di carattere scientifico ed educativo, quali eventi, mostre, laboratori, degustazioni, con percorsi accessibili per non vedenti e non udenti.
La tradizione di un territorio
Il Museo Nazionale del Bergamotto si attesta come il secondo museo più visitato di Reggio Calabria, dopo il Museo Nazionale della Magna Graecia che ospita i Bronzi di Riace. La maggior parte dei visitatori non lo scopre perché di passaggio in città ma si reca appositamente a Reggio per vederlo: principalmente appassionati di profumeria. Il museo racconta come un frutto possa diventare ambasciatore di un territorio, portatore di tradizioni, valori e saperi. Come sostiene Vittorio Caminiti, Presidente e Fondatore del Museo:

«quando lo visiti, inspiri il suo profumo e ispiri la storia di Reggio Calabria nel mondo».



















