Nette condanne dell’attacco all’Iran e inviti alla mobilitazione sono giunti, già poche ore dopo l’avvio dell’operazione “Ruggito del Leone“, da parte delle realtà italiane del movimento pacifista. Al centro delle richieste rivolte a stati europei e Nazioni Unite: l’impegno per una de-escalation, la protezione del popolo iraniano, il ritorno ai negoziati.
E la denuncia della nuova aggressione al diritto internazionale messa in atto da Stati Uniti e Israele.
Diplomazia vanificata
La Rete Italiana Pace e Disarmo, ha sottolineato come appena venerdì, poche ore prima dell’inizio dei bombardamenti, «il ministro degli Esteri dell’Oman Badr al-Busaidi — il principale mediatore nei negoziati tra Washington e Teheran — avesse dichiarato che l’Iran era pronto a rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito e aveva definito l’accordo di pace “alla nostra portata”.
«Dopo tre round di colloqui a Ginevra, con l’Agenzia Internazionale dell’energia atomica (Aiea) direttamente coinvolta come osservatore tecnico, si intravedevano per la prima volta le condizioni per un’intesa (…)».
Con il popolo iraniano
«L’attacco missilistico di Usa e Israele contro l’Iran», continua il comunicato della Rete, «non aiuterà la società civile iraniana a liberarsi del regime teocratico ma darà nuove motivazioni a Teheran per accelerare e avviare in modo più esteso il proprio riarmo e rafforzare la repressione interna. Siamo con il popolo iraniano che da anni lotta in modo pacifico e nonviolento contro un regime teocratico e repressivo che non esita a uccidere i propri cittadini».
La libertà non arriva da nuovi colonialismi
«A quel popolo va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La loro richiesta di libertà, diritti, giustizia, democrazia è la nostra stessa richiesta, comune a tutti i popoli che lottano per rompere le catene dell’oppressione e dell’ingiustizia, in ogni parte del mondo. Conquiste che si ottengono con la forza del diritto e non le operazioni militari e nuove forme di colonialismo o di protettorati».
L’appello a governi e istituzioni internazionali
Rete Italiana Pace e Disarmo ha chiesto al Governo italiano e ai governi in Ue «di interdire l’uso di basi, porti e aeroporti» alle forze armate Usa, «l’immediata cessazione delle operazioni militari da parte di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran, nuovamente in aperta violazione del diritto internazionale, e il ritorno urgente alla diplomazia».
Ancora, la Rete chiede «che l’Ue assuma un ruolo attivo e autonomo nel promuovere la de-escalation e nel sostenere un accordo negoziale sul nucleare basato su verifiche internazionali credibili, la protezione delle popolazioni civili, prime vittime di ogni escalation militare, l’impegno dell’Onu a verificare e denunciare la repressione e la violazione dei diritti umani nei confronti di chi manifesta pacificamente in Iran».
Parole per le nazioni europee (allineate)
Prima ancora che Francia, Germania e Regno Unito si dichiarassero pronte ad adottare “azioni difensive” contro l’Iran, il comunicato di Fondazione PerugiAssisi e del Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” ricordava come l’attacco costituisse «un atto di aggressione ai sensi dell’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite e in violazione dell’art. 2 che stabilisce che gli stati “devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”».
«Chi ha sferrato questa nuova guerra deve rispondere dei crimini che sta compiendo. Chi non la condanna, è complice. Chiediamo alla Corte penale internazionale di esercitare la propria giurisdizione».



















