Al Vertice dei Leader di Belém è stato lanciato il Tropical Forest Forever Facility (Tfff), un fondo innovativo per la conservazione delle foreste tropicali. Un progetto nato nel dicembre 2023, alla Cop28, cui ha lavorato il Brasile insieme ad altri Paesi e in dialogo con popoli indigeni, comunità locali e Organizzazioni non governative.
Ieri è stato lanciato da Brasile, Norvegia, Francia, Indonesia e 34 paesi tropicali, tra cui la Repubblica Democratica del Congo, la Papua Nuova Guinea, la Colombia e il Suriname che, con il Brasile, ospitano la maggior parte delle foreste tropicali del mondo.
Il finanziamento
La cifra impegnata ieri è di oltre 5 miliardi di dollari. Il fondo è progettato per essere scalabile: combinerà finanza pubblica, privata e filantropica per proteggere oltre 1 miliardo di ettari di foreste tropicali in più di 70 Paesi. Un riconoscimento dell’importanza delle foreste per la vita e l’economia.
Una fonte per comunità locali e popoli indigeni
Il fondo ricompenserà i Paesi per la conservazione delle foreste affinché possano fornire benefici globali come stoccaggio del carbonio, biodiversità, acqua pulita e resilienza climatica. Almeno il 20% dei pagamenti fluirà direttamente ai Popoli Indigeni e alle comunità locali: potenzialmente il Tfff sarà la più grande fonte internazionale di finanziamento diretto per coloro che da sempre sono i più efficaci custodi delle foreste tropicali.
Un obiettivo condiviso
Per Mauricio Voivodic, direttore esecutivo, Wwf Brasile «Il Tfff è già un’eredità determinante della Cop di Belém, non solo per il Brasile, ma per l’intero pianeta, in particolare per il Sud Globale, dove si trova la quasi totalità delle foreste tropicali del mondo.

Riunisce, come mai successo prima, la responsabilità dei governi, il ruolo delle popolazioni locali e la forza del settore finanziario attorno a un obiettivo condiviso».
Il traino dei paesi tropicali
L’annuncio segnala un cambio di paradigma nei finanziamenti per natura e clima, in cui i paesi tropicali stanno assumendo un ruolo sempre più importante in termini di innovazione e ambizione. Quei governi che storicamente sono stati beneficiari di aiuti stanno assumendo il ruolo di investitori.
L’assenza italiana
Il Wwf Italia sottolinea la mancata attenzione al Tfff da parte del Governo italiano, che invece esercita «pressioni in sede europea per indebolire e rinviare l’attuazione del Regolamento contro la deforestazione, un altro strumento fondamentale per arrestare e invertire la perdita e il degrado forestale». Mentre nei negoziati pre-Cop30 «Preoccupa il continuo insistere dei rappresentanti italiani sui biocarburanti: posizione che rischia di deviare l’attenzione dalle vere urgenze climatiche e ambientali e dal necessario abbandono dei combustibili fossili.
Le colture dedicate per i biocarburanti a livello globale sono e possono diventare un fattore di incremento della deforestazione».



















