
La XXXVI edizione del Ravenna Festival propone un programma ricco di eventi tra musica, danza e teatro. “Dove c’è musica non ci può essere alcun male”, dichiara Sancho Panza, il più celebre scudiero della letteratura mondiale. La citazione dal Don Chisciotte offre l’occasione per riflettere sul coraggio, dalla tradizione epica al cavaliere errante di Cervantes, fino al significato che l’eroismo può assumere ai giorni nostri. Il coraggio civile e spirituale, il coraggio di ricominciare, di creare e sperare.
Dopo l’inaugurazione del 31 maggio con Riccardo Muti e l’Orchestra Cherubini, col violinista Giuseppe Gibboni, nel racconto del festival spiccano due direttori d’eccezione come Zubin Mehta e Daniel Harding, rispettivamente con le Orchestre del Maggio Musicale Fiorentino e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, mentre Accademia Bizantina e Alessandro Tampieri firmano una serata dedicata a Vivaldi.
Tra gli ospiti: Cat Power, Max Richter, Pietro Fresa, Alexander Gadjiev e tantissimi altri artisti.
Tanti anche i titoli di teatro, a partire dal Bhagavadgītā del Grande Teatro di Lido Adriano, che ha scelto il testo sacro indiano come punto di partenza per questo spettacolo; la terza ed ultima avventura del Don Chisciotte ad ardere, progetto di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari di Teatro delle Albe/Ravenna Teatro e Marco Baliani che porta sul palco del Teatro Alighieri il suo Del coraggio silenzioso.
Da non perdere la rassegna Romagna in fiore, ospitata in alcuni dei luoghi colpiti dall’alluvione del 2023 in Romagna, con concerti pomeridiani senza grandi palchi e luci artificiali in luoghi dal grande interesse naturalistico.
Nell’anno giubilare, le basiliche cittadine, incluse quelle bizantine Patrimonio Unesco, ospitano gli omaggi a Palestrina dei Tallis Scholars e degli Odhecaton, oltre alla sacra rappresentazione sulla figura biblica di Rut.
Non mancano gli appuntamenti “fuori porta” a Cervia-Milano Marittima con Dardust, Alessio Boni e Carlo Lucarelli; al Pavaglione di Lugo con Enrico Rava & Stefano Bollani, Malika Ayane con l’Orchestra La Corelli e Uri Caine e a Palazzo S. Giacomo di Russi con La Lunga notte irlandese e La notte dello Spiritual jazz.