Mappi, imaging fluorescente per leggere come le piante comunicano lo stress

Messo a punto da ricercatori della Statale e del Politecnico di Milano, lo strumento analizza la propagazione dei segnali, l'adattamento allo stress e la comunicazione sistemica nei vegetali nel terreno. Con prospettive applicative per l’agricoltura in contesti di cambiamento climatico
17/02/2026
1 minuto di lettura

Un nuovo sistema di imaging ottico consente di osservare il modo in cui foglie, fusto e radici di una pianta adulta comunicano tra loro in risposta a stress ambientali. Sviluppato da un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e a da uno del Politecnico di Milano guidato da Andrea Bassi , Mappi (MAcro Plant Projection Imaging) , questo il nome dello strumento, monitora i segnali molecolari in vivo, su tutti i tessuti e in tempo reale.

Andrea Bassi e Giorgia Tortora del Politecnico di Milano, e Bianca Maria Orlando Marchesano e Alex Costa dell'Università degli Studi di Milano
I ricercatori dello studio: da sinistra, Andrea Bassi e Giorgia Tortora del Politecnico di Milano, e Bianca Maria Orlando Marchesano e Alex Costa dell’Università degli Studi di Milano Foto: lastatalenews.it

La lettura di segnali chiave

Grazie a una doppia visione perpendicolare, Mappi è in grado di “leggere” la pianta in tutte le sue parti. Durante lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, sono state monitorate le dinamiche del calcio e dell’L-glutammato in piante adulte di Nicotiana benthamiana, rivelando onde di calcio a lunga distanza regolate dallo sviluppo e innescate da ferite, ustioni o immersione, e una rete di segnalazioni bidirezionali dal germoglio alla radice e dalla radice al germoglio, più complessa di quanto ipotizzato in precedenza.

Comprendere un ambiente che cambia

La nuova piattaforma di imaging a fluorescenza è open source, a basso costo e modulare per analizzare piante coltivate nel terreno superando i limiti degli strumenti tradizionali progettati per organismi vegetali di piccole dimensioni coltivate in laboratorio. Il contributo di Mappi potrà essere fondamentale, ad esempio, per comprendere le risposte delle piante nel contesto del cambiamento climatico.

Nicotiana Benthamiana. Foto: Wikimedia Commons

Studi sul campo

«Mappi permette di superare i limiti della microscopia tradizionale e apre la strada a nuove ricerche sulla fisiologia delle piante adulte» spiega Andrea Bassi, docente del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano e coordinatore dello studio insieme ad Alex Costa fisiologo vegetale e professore del Dipartimento di Bioscienze all’Università degli Studi di Milano e autore di riferimento del lavoro.

«L’obiettivo è rendere questa tecnologia accessibile alla comunità scientifica, favorendo studi su specie di interesse agricolo in condizioni più simili a quelle naturali».

Mielizia

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Anastasia Verrelli
Anastasia Verrelli
Anastasia Verrelli è giornalista e comunicatrice specializzata in ambiente e cultura, si occupa di divulgazione ambientale, identità territoriali e fenomeni culturali contemporanei.
Scrive con un approccio rigoroso e narrativo, unendo informazione e sensibilità verso i temi della sostenibilità. Parallelamente, opera come digital strategist, supportando enti e imprese nella costruzione di una comunicazione efficace e sostenibile.
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