Ruth Dueñas e il suo staff del progetto. Foto: Clara Ancicto

Nel Parco della Caffarella, ispirazione e vita. In dialogo con la stilista Ruth Dueñas

Domani, 13 settembre, presso la sede del Parco Regionale dell'Appia Antica, la presentazione di una collezione di moda, realizzata in esclusiva per Sapereambiente, che unisce amore per l'ambiente, sostenibilità sociale e valorizzazione delle diversità. Abbiamo intervistato l'autrice
12/09/2026
3 minuti di lettura

La bellezza dell’espressione artistica accolta dalla bellezza della natura. Questa la carta d’identità del Poetry Village, festival ideato da Saperenetwork in corso in questi giorni a Roma presso la Casa del Parco Vigna Cardinali in Caffarella, in una delle aree più pregiate del Parco Regionale dell’Appia Antica.

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Alla sua quarta edizione, l’evento si è spinto ancora oltre: insieme a poesia, musica, teatro e arti visive, quest’anno presenta un nuovo progetto artistico. L’ambito è quello della moda, grazie all’incontro con la stilista Ruth Dueñas.

La natura è fonte di ispirazione, mentre la sostenibilità ambientale e sociale sono, in varie forme, ingredienti del progetto e suoi obiettivi.

Ruth, vuole anticiparci qualcosa sul progetto che sarà presentato domani?

L’idea, sul medio periodo, è quella di creare in esclusiva per Sapereambiente una capsule collection di prodotti certificati, abiti con un impatto ambientale ridotto al minimo, iniziando prima di tutto dall’upcycling, che ho sempre praticato. Domenica 13 settembre, a chiusura del Poetry Village, presenteremo la prima collezione presso la ex Cartiera Latina, sede del Parco Regionale dell’Appia Antica: la sfilata si intitola “Sogno di una notte in Caffarella” e si realizzerà in collaborazione con l’associazione “Modelli si nasce” che coinvolge giovani in sindrome di autismo. Lavorano con me sia professionisti con cui ho collaborato nel tempo sia alcune donne che ho formato in corsi in ambito sociale, tutte persone che portano il loro valore aggiunto e che un progetto così bello ed etico a sua volta saprà valorizzare.

Corsi di sartoria e disegno di moda?

Si, sono da anni volontaria presso il centro di formazione Casa Scalabrini: tutti i lunedì mattina tengo le mie lezioni. Nel laboratorio di sartoria si inizia dal disegno e si prosegue con la modellistica: si porta su carta il disegno creato dallo studente per poi passare alla realizzazione del capo su stoffa, fino all’abito finito, con grande soddisfazione delle allieve. Un’esperienza precedente, dura e bellissima, con alcune donne dell’Africa, mi aveva insegnato a vedere la fragilità delle donne e insieme la loro forza, e a capire come noi donne siamo spesso vittime delle nostre culture. Per questo è importante avere un progetto per se stesse e gli strumenti per realizzarlo! Questo volontariato mi ha permesso di coltivare una “sensibilità” per le donne dei diversi Paesi, bengalesi, tunisine, marocchine, italiane, peruviane… Alcune di queste donne, come dicevo, le ho chiamate a partecipare al progetto per Sapereambiente.

Com’è iniziato il suo percorso nell’ambito della moda?

Vengo da una famiglia di sarti. Mio padre in Perù faceva il sarto, fin da piccola mi capitava di andare nel suo laboratorio, confezionava giacche e pantaloni da uomo e io, come si dice, rubavo con gli occhi. Trent’anni fa, abitavo già a Roma, ho deciso di aprire un laboratorio di sartoria in Via Albenga: ho iniziato con le riparazioni, ancora non sapevo tagliare e disegnare un modello, quindi mi sono messa a studiare. Ho superato le selezioni di un bando promosso dalla Cna e finanziato dall’Ue per accedere al Corso di Disegno di Moda della storica Scuola di Moda Ida Ferri. Il corso, di quattro anni, mi ha dato le competenze sia sul disegno che sulla modellistica, e ho iniziato a realizzare capi su misura per clienti privati. Ho continuato a crescere vincendo un bando della Provinciattiva.

Oltre a questo spazio sul territorio, il suo lavoro ha visto nel tempo altre collaborazioni, ce ne racconta alcune?

Nel 2011, nell’ambito della Settimana della Cultura Peruviana organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Ambasciata del Perù in Italia e dall’Università Roma Tre, ho realizzato e presentato una sfilata di miei modelli ispirati alle stoffe del Perù, presso il Museo nazionale Preistorico Etnografico ‘Luigi Pigorini’. Nel luglio 2014 presso l’isola Tiberina, presentai una mia collezione di moda, “I colori della mia terra”, sempre ispirata al Perù, in occasione della Settimana delle migrazioni. Nel 2019 ho partecipato a Multi Ethnic Fashion, evento dedicato alla moda internazionale. Nello stesso anno, come dicevo, ho dato lezioni a un gruppo di donne provenienti dall’Africa, per il progetto di un’associazione: il lavoro realizzato è stato presentato al museo MAXXi. Ho collaborato anche con il Municipio VII, insegnando sartoria presso il complesso dello Statuario, location bellissima, prima del Covid.

Le creazioni della collezione per Sapereambiente sono ispirate alla natura del Parco della Caffarella: vuole dirci qualcosa di più?

La Caffarella è un luogo per me vitale. In mezzo a quella natura, mi sono ritrovata. Lì parlo con me stessa e con tutto quello che mi circonda: e in quel momento inizia un momento di libertà e leggerezza, mi sono accorta che ricevo una serenità che mi porto ovunque vado. Conosco ogni angolo: vedo quanto le piante crescono, i nuovi sentieri che stanno facendo… A volte resto lì sdraiata ad aspettare che esca la luna! Si, rappresenta un centro di ispirazione. Osservo i colori di ogni foglia, ogni fiore che nasce, e nella collezione che realizzo per Sapereambiente ho scelto toni pastello, che per me richiamano il Parco della Caffarella.

Non è abbastanza dire che la natura mi ispira: la natura della Caffarella mi dà vita.

Mielizia

Saperenetwork è...

Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
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