È il 13 novembre 1965. A Roma si riuniscono ambientalisti della prima ora, ornitologi, appassionati di natura. Li convoca Giorgio Punzo, 54 anni, napoletano, etologo, filosofo, birdwatcher.
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Non è ancora nato ufficialmente il Wwf Italia ma c’è un fermento ecologista legato soprattutto alla devastazione della natura per l’uso indiscriminato di anticrittogamici in agricoltura, alla cementificazione forsennata e ad 1 milione e 700 mila cacciatori che usufruiscono di un lunghissimo calendario venatorio che consente di sparare praticamente a tutto.

I calcoli di allora, se qualcuno li avesse dimenticati, parlano di 100 milioni di uccelli uccisi ogni anno in Italia.
Le origini di una grande storia ambientalista
Punzo fonda allora, esattamente 60 anni fa, la Lenacdu: un difficile acronimo che sta per “Lega Nazionale Contro la Distruzione degli Uccelli”. È la nascita di un’associazione che passo dopo passo sposta la sua sede da Napoli a Roma, poi a Firenze (aiutata dai responsabili del British Institute of Florence) e finalmente a Parma, incredibilmente nel garage del medico e appassionato naturalista Francesco Mezzatesta che diventerà segretario nazionale. Oggi la Lipu, “Lega Italiana Protezione uccelli”, fa parte della rete internazionale BirdLife, che conta 12 milioni di soci in tutto il mondo. E la Lipu BirdLife Italia ha attraversato tutte le battaglie ambientaliste e naturaliste che hanno coinvolto il mondo della protezione della natura nella nostra penisola.

Sessant’anni di volontariato
In questi giorni si festeggiano perciò i 60 anni dell’associazione che oggi è ente morale, organizzazione di volontariato e ente del terzo settore. Ha quasi 30mila soci e 1.500 volontari, le sue guardie venatorie combattono il bracconaggio. La Lipu ha costituito 26 oasi naturalistiche e gestisce nove centri di recupero per la fauna selvatica che curano più di 20 mila animali l’anno.
L’upupa, simbolo di un impegno civile
Questi i dati di un ente che ha per simbolo l’upupa, il magnifico migratore dall’Africa, disegnato da Fulco Pratesi che fu anche presidente della Lipu dal ’75 al ’79.
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Oggi il vertice di questo storico gruppo è costituito da Danilo Selvaggi, direttore generale dal 2012, filosofo e rigoroso ricercatore della storia dell’ambientalismo mondiale. Il suo attuale presidente è Alessandro Polinori, partito come volontario Lipu e fondatore di un’oasi che è un gioiello assoluto della protezione della natura in Italia.

L’oasi di Ostia, rinascita di un luogo simbolo
L’oasi Centro Habitat Mediterraneo (Chm) Lipu si trova a ridosso del porto turistico di Ostia. La sua storia vale la pena di essere raccontata perché oggi i 20 ettari di lago e lussureggiante macchia mediterranea sorgono nella zona detta dell’Idroscalo, dove il 2 novembre 1975 fu assassinato Pier Paolo Pasolini. La zona era degradata: un’enorme discarica a cielo aperto tra baracche abusive con evidente pericolo sanitario.

La mobilitazione contro l’Oceanario
Nel 1990 una società australiana si presenta con un progetto faraonico: un oceanario con vasche per squali, delfini e orche proprio in quella zona. Un’operazione all’opposto della conservazione della natura. Scatta così una mobilitazione che vede in prima fila proprio Polinori, la Lipu e tutti gli appassionati di natura del litorale romano.
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Si raccolsero migliaia di firme da parte dei cittadini di Ostia per bloccare quello che fu definito uno zoo-killer. E si avanzò una controproposta: riportare la macchia mediterranea e ripristinare un ambiente palustre accanto al Tevere e vicino alla sua foce. La proposta viene accettata e dopo anni di lavori senza soste nel 2001 nasce il Chm e il Parco letterario Pier Paolo Pasolini a ricordo di quell’orribile omicidio.
Dall’Idroscalo al paradiso dei fenicotteri
Nei giorni scorsi centinaia di persone sono andate a rendere omaggio al grande poeta e regista e in molti sono rimasti affascinati dai racconti di Ester Mantero, la responsabile dell’oasi, sorpresi dal luogo che oggi è un hot spot di natura famoso in tutto il mondo. Per gli amanti del birdwatching bisogna ricordare che in quei meandri tra canneti e acque chiare nidifica l’airone rosso (unico luogo nel Lazio) e che da pochissimi anni decine di fenicotteri rosa trascorrono molti mesi all’anno in un’area naturale inaspettata a pochi chilometri da Roma. Qui si possono ammirare anatre come la moretta tabaccata e il fistione turco, specie ornitiche di tutto rispetto.

Il coraggio e la visione
La Lipu BirdLife Italia concluderà i festeggiamenti dei 60 anni con un finale importante: nei prossimi giorni si ritroveranno nella Tenuta del Presidente della Repubblica di Castel Porziano a brindare a un’eccellenza del naturalismo italiano.

E anche noi, da Sapereambiente, brindiamo a questa coraggiosa associazione che ha ancora molto da dire all’Italia di oggi.
L’upupa di Fabrizio Carbone per i 60 anni della Lipu














