Foto: Wikimedia Commons

Zone umide in declino. La primavera delle Oasi Wwf ne promuove la tutela

Fino al 2 giugno l'iniziativa consente di visitare paludi, lagune, stagni protetti. Ecosistemi vitali per biodiversità, sicurezza dei territori e clima. Di cui il 75% è già scomparso
07/05/2026
1 minuto di lettura

L’edizione 2026 della Primavera delle Oasi Wwf apre al pubblico oltre cento zone umide. Aree protette, salvate da decenni di impegno di biologi, operatori, educatori e volontari. Paludi, lagune, stagni, torbiere e risorgive sono infatti tra gli ecosistemi più minacciati.

Ma la loro conservazione ha effetti diretti sulla sicurezza delle persone e sulla biodiversità.

Un’emergenza ambientale

Tre zone umide su quattro, in Italia, sono scomparse, mentre di quelle rimaste quasi il 40% è in stato di conservazione inadeguato. Queste aree occupano una porzione limitata del territorio nazionale ma svolgono servizi ecosistemici essenziali: assorbono l’acqua in eccesso durante le piogge intense, riducono il rischio di alluvioni, contrastano la siccità, migliorano la qualità delle acque e contribuiscono a mitigare il cambiamento climatico grazie alla loro capacità di stoccare carbonio.

Un fauna ricchissima

Le specie legate agli ambienti umidi sono veri e propri indicatori dello stato di salute di questi ecosistemi – paragonabili, per ricchezza della fauna, alle foreste tropicali. Luoghi indispensabili per milioni di uccelli migratori lungo le rotte euro-africane, così come per anfibi e pesci d’acqua dolce.

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Numerosi interventi di recupero delle wetlands, alcuni per favorire condizioni favorevoli al ritorno di specie simbolo, un tempo prossime alla scomparsa, prevedono ripristino degli habitat, controllo delle specie aliene e reintroduzioni controllate, oltre a programmi di riproduzione, rinaturaizzazione e monitoraggio.

Minacce sventate

Le zone umide hanno affrontato minacce storiche: abusivismo edilizio, deforestazione, sfruttamento incontrollato delle risorse naturali e bracconaggio. Oggi le sfide da affrontare riguardano il cambiamento climatico, gli eventi estremi e le specie aliene invasive.

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Il modello delle Oasi, fondato su azioni concrete di conservazione, è nato 60 anni fa sul Lago di Burano in Toscana, zona al tempo minacciata da caccia e degrado. Oggi il Lago di Burano è una Riserva Naturale Statale di oltre 400 ettari.

Gli eventi della Primavera

Tante Oasi Wwf (oltre 24.000 ettari di natura protetta in tutta Italia), nate come aree curate da volontari, sono diventate nel tempo Riserve Regionali o Nazionali e siti di importanza internazionale. La Primavera delle Oasi si svolge nei fine settimana, fino al 2 giugno, con visite guidate, attività per famiglie, workshop con esperti e birdwatching.

Per saperne di più:

primavera-delle-oasi/

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