libro di poesia su un prato

Giornata della poesia, voci di poeti ambientali

Abbiamo chiesto alla squadra del Festival Europeo di Poesia Ambientale un piccolo contributo per celebrare questa ricorrenza internazionale. Vi lasciamo alla lettura dei versi scelti per i lettori di Sapereambiente
21 Marzo, 2023
1 minuto di lettura

Ricordo

Ricordo una chiesa antica,
romita,
nell’ora in cui l’aria s’arancia
e si scheggia ogni voce
sotto l’arcata del cielo.
Eri stanca,
e ci sedemmo sopra un gradino
come due mendicanti.
Invece il sangue ferveva
di meraviglia, a vedere
ogni uccello mutarsi in stella
nel cielo.

Giorgio Caproni
(L’opera in versi, Mondadori 1998)

 

Non sapendo quando l’alba possa venire

Non sapendo quando l’alba possa venire
lascio aperta ogni porta,
che abbia ali come un uccello
oppure onde, come spiaggia.

Emily Dickinson
(Tutte le poesie, Mondadori 2022)

 

Trasformazioni ai tempi del bombardamento

Quando m’informarono che bombardarono
il cimitero di famiglia
nel mio piccolo quartiere
chiesi: come sta il cespuglio di melograno che cresce
sulla tomba di mia madre?
E quando mi risposero che stava bene
il mio cuore si trasformò in un campo di melograno.

Jan Dost
(Poesie che la guerra ha dimenticato in tasca al poeta, Musicaos 2020,
a cura di G.Napolitano traduzione Agron Argentieri)

 

Al pari di un profilo conosciuto

Al pari di un profilo conosciuto,
o meglio sconosciuto, senza pari
Fra gli altri animali, unica terra
La tua forma casuale quanto amai.

Sandro Penna
(Tutte le poesie, Garzanti 1977)

 

Neve residua

Ero l’energia oscura dei molti,
alla cui base c’è tutta la luce. Daimon
Berlino, un produttore di batterie,
di torce tascabili, buonsenso industriale.

Ma parliamo di petrolio. Quando il giorno chiaro
precipitò come al solito dalla sua pedana,
mi crebbe una pelliccia di tubi, ero il sole,
e i miei raggi arrivavano fino in Siberia.
Melanconia dell’informe, idolo,
che scorre nei tubi, gocciola in fondo
e lucida a specchio i pantani. La luccicante
intelligenza delle profondità serpeggia

e a ogni curva si inchina.
Cavalcare la tigre. Le sue strisce scivolano
sulla mia gamba come sangue mestruale.
E io avevo splendore, e rabbia.

Marion Poschman
(Nimbus, Del Vecchio editore 2022, traduzione Paola Del Zoppo)

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