Nelle aree dove resistono sistemi di agricoltura non intensiva e senza uso di chimica, si registra una minore diffusione del virus. È quanto sostiene uno studio condotto dalla Scuola di Agraria dell’Università di Firenze in collaborazione con la segreteria scientifica dell’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale.
Lo studio mette in relazione il numero di casi di coronavirus registrati sul territorio nazionale e i modelli di agricoltura presenti nelle varie zone del paese, evidenziando una maggiore incidenza del virus in quelle zone agricole periurbane e ad agricoltura intensiva, in particolare nelle aree della Pianura Padana, del fronte adriatico dell’Emilia Romagna, della valle dell’Arno tra Firenze e Pisa e nelle zone intorno a Roma e Napoli. Sono aree dove si registra un (…)