Donato Loscalzo, Festival europeo della poesia ambientale

Donato Loscalzo

Accettura, Matera, 1962
8 Maggio, 2020
1 minuto di lettura

[su_dropcap style=”default” size=”3″ class=””]D[/su_dropcap]onato Loscalzo è docente di Lingua e letteratura greca presso l’Università di Perugia. Si è interessato prevalentemente di lirica greca e in particolare di Pindaro e del teatro classico. Ha alternato gli studi classici all’interesse verso la poesia che ha frequentato da giovane. La sua prima silloge, Aspetti d’esistenza, risale al 1980 e racchiude piccoli testi composti dai sedici ai diciotto anni, mentre nel 2001 pubblica una raccolta di poesia: “Memórias e outras histórias em versos diversos” (Lisbona 2001), con testo a fronte e traduzione portoghese curata da Sebastiana Fadda.

Predilige la narrazione di piccole sequenze quotidiane, anche scontate, quando diventano però occasione di riflessione, di smarrimento e di ricerca di senso. Il “senso”, accolto solo come desiderio di ancorarsi a una realtà mutevole e precaria, trova nella poesia una dignità esistenziale e recupera un sentimento anche religioso, quello della speranza. Ha pubblicato una trilogia, dal 2015 al 2018: “L’amore, invece”, che tratta dell’amore come ossessione che accompagna ogni fase della vita dell’uomo, anche nei momenti in cui sembra essere una pulsione marginale; poi “Lunario interiore”, incentrato sulla percezione del tempo, inteso nella sua ciclicità, come manifestazione di una consolazione e di una escatologia che nel cristianesimo ha trovato una sua definizione religiosa. Infine “Bastano i Sassi”, una silloge dedicata ai temi e alle declinazioni della memoria, alla fugacità della vita umana che lascia segni indelebili solo su una materia che appare meno intelligente e duttile, come sono le pietre, le quali preservano tracce umane, scritte, date, memorie.

 

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Nel 2018 ha pubblicato con la casa Editrice Di Felice “Dietro l’Estate”, una raccolta dedicata a due temi: la nostalgia di una “vacanza”, o meglio di un’epoca ancestrale felice (un Paradiso perduto) che accompagna ogni gesto quotidiano, e la disperata ricerca di risposte definitive. Se la poesia a volte si rivela come una risposta possibile ai grandi quesiti, alla fine essa s’incarna in una domanda, o meglio in una delle tante domande impossibili, e che, proprio perché impossibili, costituiscono lo stimolo costante alla ricerca individuale e, più in generale, alla letteratura. È autore di libri di fiabe, tra cui “Fiabe umbre ritrovate” (Perugia, con xilografie originali di M. Leboroni), “Gatto in fabula” (Assisi 2000) e “Le fiabe dell’Umbria” (Orvieto 2013).

 

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