Un estratto dell'acquerello di Elena Mitrovic
Un estratto dell'acquerello di Elena Mitrovic

Diario dei vulcani, nona tappa. Sul litorale con matita e acquerello

Gli appunti di viaggio a firma di Marco Pastonesi con le immagini che accompagnano il progetto dell’associazione “Ti con zero” fra i Monti Sabatini e il Mar Tirreno. Lungo sentieri e ciclovie poco note, in compagnia di fotografi del territorio e... illustratori DIARIO DEI VULCANI
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9 Marzo, 2022
2 minuti di lettura

Taccuino e matita, taccuino e pastelli. In una tasca, nella bisaccia. Viaggiavano e scrivevano, viaggiavano e disegnavano, viaggiavano e illustravano. Goethe, Stendhal, Lord Byron, Montesquieu, Dickens.

Taccuini pieni di appunti e note, schizzi e scarabocchi, ritratti e paesaggi.

Abbiamo voluto farlo anche noi, nel nostro “Cammino dei vulcani”. Se poteva essere considerato un viaggio nel passato, quando dai Monti Sabatini al Mar Tirreno era mare, era crateri, era lava, allora lo avremmo fatto con consuetudini e modalità che appartenevano  al passato, più recente, sette-ottocentesco, quando non esisteva la fotografia. Elisabetta Mitrovic ha partecipato a una tappa, la prima, Ornella Ricci e Federico Gemma ci hanno accompagnato a distanza.

Tutti e tre donandoci le loro opere.

 

Elisabetta Mitrovic, di Oriolo Romano (Rm), lavora come educatrice ambientale, accompagnando bambini e adulti a osservare la natura con i suoi occhi, e come illustratrice per case editrici e parchi naturali in Italia e in Europa.

«Disegno e racconto la natura che osservo nei miei taccuini e opere su carta. L’acquerello, la tempera, le matite, i gessi, le chine sono i miei strumenti. Il mio segno segue i ritmi della natura, le forme degli animali, gli attimi di bellezza selvatica che osservo da lontano con un cannocchiale».

 

 

Ornella Ricci, di Bracciano (Rm), diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Roma, è pittrice e acquerellista e si dedica a tavole naturalistiche e a decorazioni per tessuti:

«Sono disordinata. Ma quando finalmente mi chiudo nello studio e mi siedo al tavolo, come seguendo il rituale di una cerimonia, respiro profondamente, prendo fogli e acquerelli ed entro in un’altra dimensione, naturale e spirituale, campestre e lacustre, pacifica».

 

Federico Gemma, Corriere e gambecchio, Torre Flavia, 2021

 

Federico Gemma abita ad Acilia, una frazione di Roma, è laureato in biologia, da 27 anni lavora come illustratore naturalistico. Dal 2001 espone a Londra con la Society of Wildlife Artists di cui è membro. Ha realizzato illustrazioni per ogni tipo di pubblicazione naturalistica e scientifica. All’attività di illustrazione affianca quella di pittore, ha esposto in Italia e all’estero e vinto prestigiosi premi legati alla Wildlife Art. La sua specialità è l’acquerello: «Ogni mio lavoro nasce dall’osservazione diretta – racconta – tanto che non riesco a dipingere specie e luoghi che non ho visto. Cerco di prendere appunti sul campo spostandomi sempre con taccuino, matita e acquerelli. Il disegno dal vero è un processo fondamentale e uno strumento insostituibile per osservare e fissare su carta istanti e idee. Da alcuni di questi appunti nascono acquerelli e lavori finiti, altri rimangono così, ricordi indelebili di viaggi e incontri. La natura è la mia principale fonte di ispirazione e riesco a goderne appieno solo quando posso disegnare e dipingere ciò che vedo». E conclude:

«Cerco con i miei lavori di raccontare l’istante in cui è avvenuto l’incontro. Non cerco la descrizione dettagliata, ma di ricreare i colori e le luci di un momento, la fugacità di un avvistamento, le sensazioni di un paesaggio, la plasticità di uno stormo di uccelli».

 

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