Volano gli uccelli, volano. E vivono ovunque, si posano sugli alberi come sui tetti e sulle ringhiere, riempiono l’aria di ali e canti. Ce ne accorgiamo di più adesso che il Coronavirus ha svuotato le strade e le ha rese silenziose. E così, chiusi in casa ma con gli occhi bene aperti, basta un binocolo per compiere avvistamenti spesso inattesi quanto entusiasmanti, basta uno smartphone per condividerli ed entrare nella grande, appassionata comunità dei birdwatcher da balcone. E “Bird Watching a Km zero” è proprio il nome dell’iniziativa lanciata dall’associazione EuroBirdNet Italia subito dopo la pubblicazione del primo Decreto Legge con le misure di prevenzione più restrittive contro l’epidemia.
«Un successo strepitoso, superiore alle attese» racconta Luciano Ruggieri, torinese, 54 anni, che ha fondato e presiede l’associazione, autore fra l’altro insieme a Gianni Conca del volume “Birdwatching” (Giunti, 2014).
«Il prossimo weekend, cioè quello del 28 e 29 marzo, sarà il terzo di fila – riprende – Solo nel primo, 165 birdwatcher distribuiti in tutt’Italia hanno osservato 134 specie di uccelli. Dalle finestre sono state viste ben tre specie di aquila, l’Aquila reale, l’Aquila minore e l’Aquila anatraia maggiore. Poi sei specie di rapaci notturni, vale a dire il Gufo comune, il Gufo di palude, l’Allocco, la Civetta, il Barbagianni e alcune specie marine come la Sula e la Berta, maggiore e minore. È una grande prova del patrimonio di biodiversità d’Italia e possiamo goderne anche rimanendo chiusi in casa».
Fare birdwatching dalla finestra è un’attività praticata dagli appassionati nordeuropei ma fino a oggi poco diffusa dalle nostre parti. E non certo per mancanza di varietà da osservare, visto che siamo al quarto posto in Europa con 545 specie stanziali, piuttosto a causa del nostro clima, amico delle attività all’aperto. Molti uccelli, dai gabbiani ai rapaci e altri ancora, si sono ambientati nelle grandi città perché il loro habitat si restringe sempre di più per effetto dell’antropizzazione e dove c’è l’uomo è più facile trovare cibo. Così proprio le città sono diventate un laboratorio a cielo aperto per le specie viventi e gli uccelli ne rappresentano la stragrande maggioranza o almeno quella più visibile, insetti a parte.
Già l’anno scorso Ebn aveva studiato l’avifauna delle aree metropolitane con Urban Bird Blitz, che aveva ottenuto il patrocinio del Ministero dell’ambiente e si ripeterà quest’anno a maggio.
«Abbiamo scoperto specie mai registrate negli spazi urbani – riprende Ruggieri – come il Picchio nero a Torino, ha vinto però Udine con le sue 82 specie osservate. Con “Bird Watching a Km zero” abbiamo fatto di necessità virtù, in questo caso conta tutto quello che vola attorno alla propria casa, sia che si trovi in città, in ambienti suburbani o campestri».
La sua passione verso il mondo dei volatili viene da lontano: «Ho iniziato a praticare il birdwatching quando avevo 17 anni nell’Oasi Wwf Bosco di Vanzago, vicino Milano. E nel ‘97 ho costituito Ebn, una svolta nella comunicazione delle osservazioni ornitologiche perché già usavamo internet e una mailing list». Nel 2001 è diventata Ebn Italia ed è aperta a chiunque voglia riconoscere gli uccelli in natura:
«Lo spirito di Ebn è da sempre quello della condivisione: quello che vedo io, lo potresti vedere anche tu, organizziamo meeting e incontri sia reali che virtuali. La nostra mailing list è di 1240 iscritti, il nostro gruppo Facebook conta oltre seimila membri».
Sul sito dell’associazione c’è tutto ma proprio tutto, dai suggerimenti per il binocolo alle modalità di osservazione, fino alle schede su tutti gli uccelli osservati e foto di qualità altissima, indicazioni per usare al meglio internet, una rivista scaricabile unica in Italia, “Quaderni di birdwatching”.
E soprattutto la possibilità di entrare nella grande comunità dei birdwatcher italiani, con i suoi molti hub, disseminati in tutto il territorio.
Proprio ciò che serve, insomma, per avvicinarsi alle creature più libere della Terra e imparare a conoscerle nella loro infinita, stupefacente varietà: magari a partire da questo week-end, affacciandosi dalla finestra di casa.