Fabrizio Carbone
Il giornalista, scrittore e pittore Fabrizio Carbone

Io sto col rampichino

Una riflessione sui giorni del coronavirus del giornalista e illustratore naturalista, appassionato di birdwatching e legato da sempre alla Finlandia. Al cospetto di un passeriforme osservato con il binocolo dal balcone della sua casa romana
17 Marzo, 2020
2 minuti di lettura

Insieme a moltissimi appassionati di vera natura, qualche giorno fa, il 14 marzo 2020, ho trascorso un periodo di tempo in balcone, facendo birdwatching. Tra le quindici specie osservate da questo angolo periferico di Roma ho visto il rampichino, una delizia di 12 centimetri, che abita un grande leccio a pochi metri dalla terrazza da dove osservavo, binocolo alla mano, quel poco di natura che mi offre il luogo dove vivo quando non sto in Finlandia.

Il rampichino, un inedito di Fabrizio Carbone
Il rampichino, un inedito di Fabrizio Carbone

Bello questo rampichino, l’ho disegnato di getto, che cerca piccoli insetti tra la corteccia del suo albero e che non sa nulla del Covid-19: ha altri problemi per la testa perché per vivere e riprodursi deve pur trovare da mangiare qualche grammo al giorno.

Mi sento lontano dall’isteria, dalla paura, dalla frenesia che sta prendendo una parte della popolazione di Homo sapiens sapiens  che abita questo Pianeta. Esattamente il 20% dei 7 miliardi e 771 milioni che siamo oggi. Questa fettina di popolazione possiede invece l’80% di tutte le risorse non rinnovabili che esistono: gas, petrolio, carbone, oro, diamanti, ferro, nichel, metalli e leghe di coltan con cui apprestare microtecnologie che servono a messaggiarsi tra influencer e coglioni che le seguono. Il 20% si mangia anche il legname pregiato e non, con cui fare pavimenti di lusso, mobili prestigiosi e carta igienica. E lo frega, come frega tutto il resto a quel’80 che lo avrebbe ma a cui viene sfilato da sotto il naso.

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Parlo del Primo Mondo Ricco in cui, per culo, sono finito anch’io 77 anni fa. Questo 20% ha paura del Covid-19 perché può fare strage a caso, a cacchio, se volete, volgarmente parlando, a cazzo. Può infettare Trump o sua moglie, il capo dei capi, il più ricco calciatore del mondo, il tiranno terribile o il giornalaio all’angolo di via Cerva.

Va a caso e ti offre una scelta: polmonite di quelle toste con morte certa se sei vecchio e fragile oppure una situazione asintomatica che ti mette nel novero dei numeri con cui vengono censiti i contagiati. Perché quelli del Primo Mondo Ricco (ricordiamoci che si arriva anche al quinto mondo minuscolo) hanno paura? Perché, porca puttana, non c’è il vaccino. Non è stato trovato subito e non si sa quando si troverà. E allora c’è paura perché può toccare a ognuno di noi che abbiamo tutto e che abbiamo fregato tutto a quell’80 % che sopravvive sullo stesso Pianeta.

Se sfoglio le statistiche che OMS, ONU, UNEP, IPCC, Worldometers, Worldwatch Institute e Wuppertal Institute mi offrono in tempo reale vedo alcune cose interessanti: nel mondo oggi sono morte di fame 21 mila e 852 persone (ore 17:07) e dall’inizio dell’anno 2 milioni 289 mila 050 (ore 17:08). Questo dato non ci interessa perché non ci riguarda.

Nel mondo dall’inizio dell’anno sono morte 172 mila e 360 persone (stessa ora) per malattie dovute all’acqua inquinata, perché nel mondo ci sono 802 milioni e 719 mila persone che non hanno accesso all’acqua potabile. Questo dato non ci interessa perché non ci riguarda.

Dall’inizio dell’anno ad oggi sono morte 99 mila e 465 persone per l’influenza stagionale ma, badate bene, questa non è pandemia. Ma che vogliamo mettere in relazione questo dato con il Covid-19? Ma stiamo scherzando? Un dato interessante, a proposito di pandemia, ci descrive la situazione dell’Hiv/Aids. Le persone infettate da questo male sono 41 milioni,637 mila e passa. Quest’anno per Hiv/Aids sono morte 344 mila e 95 persone. Ma questo non ci interessa più perché chi ha i soldi si cura e di Aids nei paesi ricchi non si muore più, o quasi.

Malaria: dall’inizio dell’anno sono morte 200 mila 779 persone (ore 17:18). Ma le zanzare che portano quel morbo non abitano il primo mondo ricco e quindi il problema non si pone. La malaria si cura ma dove non ci sono i medicinali si muore. Mi fermo qui ma si potrebbe andare avanti parlando di aria inquinata che uccide, secondo l’OMS, 9 milioni di persone all’anno e di tanto altro ancora (le armi che il Primo Mondo Ricco vende ai paesi in guerra e che uccidono soprattutto civili e quindi soprattutto bambini).

Ma voglio finire con il dato dei morti per Covid-19 che le statistiche ufficiali ci danno alle ore 17:23 di domenica 15 marzo 2020: i morti nel mondo sono 6.085. Seimila e ottantacinque. Da quando questa spaventosa pandemia è iniziata: 6.085. Io sto con il rampichino.

Mielizia

Saperenetwork è...

Fabrizio Carbone
Fabrizio Carbone
Giornalista professionista dal 1970, Fabrizio Carbone ha lavorato alla redazione romana de “Il Resto del Carlino” (nel 1972 da New York), de “La Stampa” e di “Panorama”. A partire dalla metà degli anni ottanta ha prodotto e diretto, insieme a Riccardo Truffarelli (gruppo 6 aprile, Perugia) numerosi documentari in Amazzonia, Costa Rica, Norvegia, Finlandia, Inghilterra, Italia per i programmi culturali della Rai3, tra cui Geo, Geo&Geo, il Viaggiatore. Ha diretto 6 speciali, tra il 2004 e il 2007, per la trasmissione Stella del Sud (Rai 1) in Etiopia, Tanzania, Amazzonia, Groenlandia, Norvegia, Mauritania. Coinvolto da sempre nella protezione e nella conservazione della natura è stato tra i soci fondatori del Wwf Italia, consigliere nazionale della stessa associazione, nel 2002, ma anche, nei primi anni ottanta, di Legambiente e Lipu. È direttore responsabile di Greenpeace News.
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