Il pangolino visto da Fabrizio Carbone
Il pangolino visto dal pittore e appassionato naturalista Fabrizio Carbone

Omaggio al pangolino

Contro questo esemplare della famiglia dei manidi si accanisce la peggiore crudeltà immaginabile: viene ucciso, triturato e venduto nei mercati, prevalentemente asiatici, della fauna selvatica. In più è stato indicato come "untore" della Sars-Cov-2. A lui il pittore Fabrizio Carbone dedica questo meraviglioso inedito
15 Giugno, 2020
1 minuto di lettura
Il pangolino visto da Fabrizio Carbone
Il pangolino visto dal pittore e appassionato naturalista Fabrizio Carbone

 

Rendo omaggio al pangolino, questo piccolo grande mammifero squamoso, sdentato e con grande lingua, abitante di aree vastissime del pianeta, dalla Cina alle Filippine, a tutto i Sud-est asiatico fino alle foreste dell’Africa subsahariana.

Piccolo di appena 3 chili e mezzo, grande fino a 33 chili di peso e quasi un metro di grandezza, se ne conoscono molte specie ma tutte in grave pericolo di estinzione perché oggetto di caccia a dir poco sfrenata. Viene ucciso, illegalmente, per le sue carni definite prelibate e per le sue squame di cheratina (la stessa sostanza dei nostri capelli) che piacciono tanto agli orientali: polverizzate infatti fanno parte di quell’immenso bazar della medicina tradizionale, soprattutto cinese, che non serve a nulla.

Così rendo omaggio a questo tenerissimo esemplare della famiglia dei manidi, contro cui si è accanita la peggiore crudeltà immaginabile: una volta ucciso il pangolino viene esposto, diciamo ammucchiato, dopo essere stato maciullato, triturato e scorticato in quei luoghi disgustosi e putrescenti che sono i mercati della fauna selvatica in Asia (soprattutto Cina) e nei mercati del bush meat africano.

Il pangolino è stato citato in giudizio dai media del Primo Mondo Ricco come untore, colpevole, insieme al pipistrello (genericamente) di aver trasmesso il Sars-cov-2 da animale a uomo. Per questo i pangolini sono stati demonizzati ma non si è avuto il coraggio di parlarne come incolpevoli e di descrivere il loro comportamento e la loro interessante storia biologica. Direi più che interessante visto che erano già presenti sul pianeta 48 milioni e 700mila anni prima dell’apparizione dell’Homo sapiens, a cui recentemente è stato aggiunto un secondo sapiens, tanto per non sbagliare.

 

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Mielizia

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Fabrizio Carbone
Fabrizio Carbone
Giornalista professionista dal 1970, Fabrizio Carbone ha lavorato alla redazione romana de “Il Resto del Carlino” (nel 1972 da New York), de “La Stampa” e di “Panorama”. A partire dalla metà degli anni ottanta ha prodotto e diretto, insieme a Riccardo Truffarelli (gruppo 6 aprile, Perugia) numerosi documentari in Amazzonia, Costa Rica, Norvegia, Finlandia, Inghilterra, Italia per i programmi culturali della Rai3, tra cui Geo, Geo&Geo, il Viaggiatore. Ha diretto 6 speciali, tra il 2004 e il 2007, per la trasmissione Stella del Sud (Rai 1) in Etiopia, Tanzania, Amazzonia, Groenlandia, Norvegia, Mauritania. Coinvolto da sempre nella protezione e nella conservazione della natura è stato tra i soci fondatori del Wwf Italia, consigliere nazionale della stessa associazione, nel 2002, ma anche, nei primi anni ottanta, di Legambiente e Lipu. È direttore responsabile di Greenpeace News.
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