Foto: Salesiani per il sociale

Scuola, nella ricerca di “Salesiani per il sociale” la paura dei più giovani di non farcela

Fra gli studenti di periferia coinvolti nelle attività educative, emerge il bisogno di sentirsi accompagnati: solo il 46% frequenta la scuola volentieri e appena il 36% guarda al proprio futuro senza timore. Il doposcuola come risposta che offre inclusione e opportunità
18/09/2026
1 minuto di lettura

Per molti ragazzi che abitano le periferie del Paese, tornare a scuola significa tornare a misurarsi con la paura di non farcela, di essere emarginati, di restare indietro. Emerge da una ricerca svolta tra circa 300 studenti che partecipano alle attività educative promosse da Salesiani per il sociale – rete associativa che riunisce oltre 600 realtà in tutta Italia impegnate nella tutela dei minori – in alcune scuole di periferia a Roma, Torino, Palermo, Macerata e Cisternino (Br).

Le risposte dei ragazzi

I ragazzi continuano a credere nel valore della scuola – lo dice il 76% di loro – ma vivono quell’esperienza con fatica: solo il 46% dichiara di frequentarla volentieri. Ancora più forte è il dato sull’inclusione: quasi 9 studenti su 10 non si sentono completamente al riparo dal rischio di restare ai margini del gruppo. Guardando al futuro, solo il 36% si dice libero dal timore di un futuro fatto di insoddisfazioni e rimpianti, mentre un altro 32% resta in bilico, senza riuscire a immaginarlo con serenità.

don Francesco Preite, Presidente nazionale di Salesiani per il sociale
don Francesco Preite, Presidente nazionale di Salesiani per il sociale

Un luogo che accoglie e orienta

Per crescere bene, ai ragazzi non basta andare a scuola: «hanno bisogno di sentirsi riconosciuti, amati», spiega don Francesco Preite, Presidente nazionale di Salesiani per il sociale. «Nella nostra esperienza, anche nei contesti più fragili, se i giovani vengono creduti, ascoltati, accolti, possono dare il meglio, possono essere capaci di cambiare le fragilità in opportunità di crescita e di vita». L’esperienza del doposcuola salesiano non si ferma all’aiuto nello studio, ma mette al centro la cura della relazione e l’accompagnamento.

Prevenire solitudine ed esclusione

«È il cuore del Sistema Preventivo di don Bosco, di cui nel 2027 ricorrerà il 150° anniversario della pubblicazione del celebre testo. In un tempo segnato da povertà educativa, fragilità emotive e disuguaglianze, educare significa prevenire, esserci prima che il disagio diventi esclusione, contrastare la solitudine e offrire opportunità concrete, perché nessun ragazzo sia lasciato indietro e ciascuno possa diventare protagonista del proprio futuro» sottolinea Preite.

Foto: Salesiani per il sociale
Foto: Salesiani per il sociale

Contro la povertà educativa

Attraverso una rete di 112 servizi socioeducativi, tra cui 30 Case famiglia e 46 Centri diurni, Salesiani per il sociale raggiunge ogni anno oltre 200mila beneficiari, per garantire a ogni minore il diritto di crescere in un ambiente sicuro e ricco di opportunità. Nel progetto “Scuola libera tutti!”, ad esempio, che attraverso doposcuola e laboratori educativi contrasta la dispersione scolastica, i ragazzi coinvolti hanno raccontato un clima più sereno, con un calo degli episodi di bullismo e cyberbullismo subiti o osservati nel corso dell’anno.

Un risultato che conferma quanto la presenza educativa costante, giorno dopo giorno, possa fare la differenza.

Per saperne di più

salesianiperilsociale.it

 

Mielizia
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