Fiumi, laghi, mare. Colline, monti, vulcani. Dall’Appennino alla costa, dalla vetta del Terminillo alla foce del Tevere. Ambienti, paesaggi, microclimi. Un territorio diversificato, imprevedibile, sorprendente. È il Lazio, bello perché vario.
Il sistema museale Resina (Rete Sistemica Naturalistica) è nato per mostrare quanto sia vario, cioè ricco per natura, il Lazio.
Presidi culturali del territorio laziale
Quali sono gli obiettivi di Resina? Primo, sostenere lo sviluppo e l’attività dei musei scientifico-naturalistici. Secondo, promuovere la conoscenza della scienza e della natura, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico regionale e l’educazione scientifica, naturalistica e ambientale, tecnologica e biomedica. Con queste missioni la Rete Sistemica Naturalistica sarà protagonista della Festa del turismo lento, a Bracciano dal 9 all’11 ottobre, un progetto di Ti con zero/Cammino dei Vulcani condiviso con Gemal Aps, Gruppo Ecologico Micologico dell’Alto Lazio.
Resina alla Festa del Turismo Lento
Spiega il coordinatore Umberto Pessolano: «Resina è formata da una decina di musei, di cui cinque saranno presenti a Bracciano con stand, materiali didattici, esperimenti, giochi e reperti: il Museo del Fiume di Nazzano, il Museo civico archeologico naturalistico Adolfo Klitsche De La Grange di Allumiere, il Museo del Fiore di Acquapendente, il Museo dell’Energia di Ripi e il Museo naturalistico del Parco Marturanum Francesco Spallone di Barbarano Romano».
Inoltre ci saranno la Fondazione Bio Parco di Roma, il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata del Dipartimento di Scienze di Roma Tre, la Riserva naturale di Torre Flavia. E ancora il Cammino dei Vulcani e il Cammino degli Aurunci.
Uno schieramento di forze scientifiche
«Abbiamo fatto rete per avere più forza e visibilità, per formarci scientificamente e per scambiarci buone pratiche. Ciascun museo mantiene la sua specificità e territorialità, ma insieme, soprattutto in primavera, ci si unisce per bandi e progetti comunitari». continua Pessolano, direttore del Museo del Fiume di Nazzano. L’attuale tematica è la sostenibilità. «Lavoriamo nelle nostre sedi ma anche in scuole o eventi, come nel caso della Festa del turismo lento. La nostra attività contempla anche studi naturalistici, pubblicazioni, lezioni, itinerari».
Aree protette e animali da conoscere e tutelare
«La Riserva naturale di Torre Flavia, a Ladispoli, fa una straordinaria azione nel condividere la gestione dell’area protetta con le scuole, un comitato cittadino e i gruppi di volontari. Il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata del Dipartimento di Scienze di Roma Tre vive un nuovo fermento nelle indagini e negli studi specialmente nel settore entomologico, cioè gli insetti. E la Fondazione Bio Parco di Roma porta i suoi progetti di conservazione». La Festa del turismo lento ha coinvolto anche il Museo ornitologico Fondazione Palazzo Ruspoli di Cerveteri, con la sua collezione unica.

A Bracciano con percorsi di natura e arte
Turismo lento significa camminare e scoprire. Pessolano: «Si può scoprire anche solo osservando. I nostri materiali didattici, esperimenti, collezioni, si fanno a velocità zero». Sarà sua a Bracciano la mostra “I colori della natura”, da mercoledì 7 a domenica 11 nel Chiostro degli Agostiniani, con l’erbario “Fiori di campo” di Ornella Ricci, pittrice acquerellista, “Diario naturalistico” dei giovani allievi della scuola Dipingere&Disegnare e “Diari vulcanici” delle pittrici dell’associazione La Cerqua di Bracciano, le schede botaniche di Stefano Valente, la mostra di fotografie “Terra sacra” di Giuseppe Trogu e “I 33 nomi di Dio”, grande memory di Fernanda Pessolano. Sabato 10 alle 17.30 sempre nel Chiostro degli Agostiniani, Pessolano narrerà “Il paesaggio tolfetano” con l’ornitologo Corrado Battisti, direttore della Riserva di Torre Flavia, e l’entomologo Andrea Di Giulio, direttore del Museo di Roma Tre, accompagnati al pianoforte da Alessio Scialò. A seguire brindisi offerto dalle Cantine Morichelli di Trevignano Romano.
«Tutti insieme – conclude Pessolano – siamo una fabbrica di emozioni».



















