Caccia sulle Alpi piemontesi, nel mirino anche specie con popolazioni in netto calo
In un'area montana sfruttata oltre misura, dove la crisi climatica e l'impatto umano hanno già messo a rischio l'equilibrio degli ecosistemi, dal primo ottobre si è aperta la stagione venatoria. E i numeri dei "prelievi" autorizzati lasciano interdetti
Alpi. Un semicerchio allargato di più di milleetrecento chilometri di montagne con il Bianco che sfiora i 5000 metri e poi tutti gli altri vertici che fanno corona. Una realtà in evoluzione preoccupante con ghiacciai spariti, nevai scomparsi, frane costanti, estati bollenti con lo zero termico oltre l’immaginabile.
In questa realtà l’impronta dell’uomo contemporaneo sta lasciando segni di sovraccarico mai immaginato appena dieci anni fa.
La pernice bianca disegnata da Fabrizio Carbone
Gli abitanti delle Alpi
La montagna era stata custode di presenze antiche: stambecchi per primi, poi camosci, lepri variabili che diventano bianche d’inverno. Insieme il mondo dei grandi tetraonidi dal gallo cedrone, re delle abetaie e dei lariceti, al suo cugino il forcello, oggi ribattezzato fagiano di monte, le pernici bianche e le coturnici, regine delle rocce. Un mondo amato dai naturalisti, zoologi e ornitologi ma anche da chi questa fauna la vuole vedere con il binocolo senza disturbare o disegnarla alzandosi alle due di notte per scarpinare intorno ai duemila metri e oltre, salendo con il fiatone ma con la felicità di chi la Natura la conosce.
Estinzioni da clima e da antropizzazione
Questo mondo è in crisi perché l’impatto antropocenico ha creato, fuori dai Parchi nazionali e naturali, impianti di ogni tipo per l’inverno e l’estate, creando ristoranti dove esistevano rifugi spartani, piste ciclabili ovunque possibile, arrampicate e ferrate dove si improvvisano scalatori turisti con le scarpe da tennis nel migliore dei casi. La fauna ornitica è quella che ne risente di più perché i suoi areali si fanno sempre più stretti e le condizioni atmosferiche dovute al riscaldamento globale influiscono enormemente sulla vita riproduttiva delle specie. Così almeno dicono ornitologi e zoologi che mettono in risalto il pericolo di estinzione di fagiani di monte, pernici e coturnici, lasciando da parte i galli cedroni quasi estinti.
Fagiano di monte. Foto: Patrizia Chiozza
Aperta la stagione venatoria
E allora ecco che ci avviciniamo al problema ed entriamo in Piemonte, in questa fascia alpina bellissima sfruttata oltre misura, in pericolo ormai come tutte le montagne. Arriviamo così al tema caccia. Il primo ottobre scorso la Regione Piemonte, giunta di centro destra, con un tempismo veramente degno di miglior causa ha aperto la stagione venatoria pubblicando sul Bollettino ufficiale il numero massimo dei fagiani di monte, delle pernici bianche e delle coturnici che si potranno abbattere da allora in avanti.
I “prelievi” decisi
Si perché, senza consultare gli specialisti che studiano le popolazioni e fanno per quello che è possibile i censimenti delle specie, gli addetti regionali alla caccia hanno stabilito con un loro censimento che si potranno abbattere (il termine usato è prelievo) 596 fagiani di monte! L’anno scorso la cifra indicata era di 492 e nel 2024 ancora meno: 464.
Ma se per gli ornitologi il problema è il calo netto delle popolazioni non sarebbe stato meglio ridurre? O mantenere lo stesso numero dello scorso anno? 596! Possibile? Ma 600 sarebbe stato troppo? E con che criterio? Mistero.
Il fagiano di monte (forcello) disegnato da Fabrizio Carbone
La caccia “scienza”
Ma non finisce qui perché anche la coturnice ha avuto la sua stangata: 635 i capi da abbattere quest’anno contro i 433 e i 467 del bienni trascorso. Quindi sparare a volontà! Visto poi che sono i cacciatori i veri difensori della biodiversità e che il massimo responsabile dell’ars venandi italiana ha ufficialmente dichiarato che la caccia è “scienza”.
Non cacciabile ma … c’è il numero del prelievo
E la pernice bianca? Non se la sono dimenticata anche se il Presidente del Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha decretato per ora che la specie non è cacciabile. Il 15 novembre verrà sciolto definitivamente il dilemma e quindi la regione Piemonte ha già stabilito il numero dei “prelievi”: 101 per quest’anno a fronte degli 81 e dei 60 dei due anni passati. 101 quindi e sembrerebbero proprio numeri a caso.
Quali controlli su chi spara ad alta quota?
Resta da spiegare che solo i “cacciatori autorizzati” possono andare a sparare in montagna. Chi siano e quanti siano non è dato capire. Certo è che ognuno di loro avrà con se una fascetta inamovibile che dovrà attaccare alla zampa della preda e, entro 24 ore, presentarsi ai centri di controllo per far vedere il risultato della giornata in modo da contare alla fine il numero delle uccisioni.
Per chi è fuori gioco, cioè per chi non va a caccia, la domanda è semplice: ma ci sono controlli? Ci sono guardie venatorie che pattugliano le Alpi piemontesi dai duemila ai tremila metri a cominciare dal primo ottobre in avanti?
È possibile tutto questo in nome della conservazione e della protezione della biodiversità di cui i cacciatori italiani dicono oggi di essere i veri difensori?
Assalto 2. Opera di Fabrizio Carbone
Saperenetwork è...
Fabrizio Carbone
Giornalista professionista dal 1970, Fabrizio Carbone ha lavorato alla redazione romana de “Il Resto del Carlino” (nel 1972 da New York), de “La Stampa” e di “Panorama”. A partire dalla metà degli anni ottanta ha prodotto e diretto, insieme a Riccardo Truffarelli (gruppo 6 aprile, Perugia) numerosi documentari in Amazzonia, Costa Rica, Norvegia, Finlandia, Inghilterra, Italia per i programmi culturali della Rai3, tra cui Geo, Geo&Geo, il Viaggiatore. Ha diretto 6 speciali, tra il 2004 e il 2007, per la trasmissione Stella del Sud (Rai 1) in Etiopia, Tanzania, Amazzonia, Groenlandia, Norvegia, Mauritania. Coinvolto da sempre nella protezione e nella conservazione della natura è stato tra i soci fondatori del Wwf Italia, consigliere nazionale della stessa associazione, nel 2002, ma anche, nei primi anni ottanta, di Legambiente e Lipu. È direttore responsabile di Greenpeace News.
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