
Ha visto la luce qualcosa come 450 milioni di anni fa e da allora non è cambiato di una virgola o quasi. È il limulo, uno dei fossili viventi più longevi della storia della Terra. A questo vetusto organismo marino che ispira curiosità e simpatia è dedicato “Il limulo. Vita e prodigi di un animale ostinato”, un albo illustrato per bambini dai sei anni in poi che va a impreziosire la collana di divulgazione Filopiume di Caissa Italia Editore.
Il libro, realizzato con la consulenza scientifica dell’organizzazione statunitense per la conservazione dei limuli Erdg – Ecological Research and Development Group, è frutto della penna di Sara Rodeghiero e dei pennelli di Laura Scivoli. «Il limulo è un animale così strano e singolare che ci ha subito affascinato, ma in pochissimi conoscono questa misteriosa creatura», commentano con entusiasmo le autrici.
«Così, abbiamo deciso di farci carico della sua storia e di raccontarla in maniera precisa, divertente e accessibile per tutte e tutti».
Una volta c’era… e tutt’ora c’è
Comincia proprio così, come una fiaba, questo delizioso albo divulgativo per bambini di tutte le età. Disegni e parole giocano tra loro e ci accompagnano con grazia amorevole alla scoperta del limulo, il “vecchio saggio” delle acque oceaniche. Che sia antichissimo lo deduciamo già dal suo aspetto essenziale e quasi alieno, che lo fa assomigliare a un disco volante con la coda.
Tanti nomi e tanti occhi
L’aura mitica e imperscrutabile da cui è avvolto si riflette anche nei suoi nomi, tanto poetici quanto fuorvianti. Gli inglesi lo chiamano “horseshoe crab”, granchio a ferro di cavallo, ma questo invertebrato innocuo e pacifico è più vicino agli scorpioni che ai crostacei. Linneo battezzò la specie che vive lungo le coste atlantiche americane Limulus polyphemus, in onore del ciclope con un solo occhio. Eppure il limulo di occhi ne ha dieci, mica uno, oltre a una manciata di fotorecettori sparsi per il corpo. E questi occhi, per di più, sono estremamente sensibili alla luce, persino a quella ultravioletta.

La lunga vita dei limuli
I limuli solcavano i mari del mondo già nel Paleozoico, 200 milioni di anni prima che facessero capolino i dinosauri, molto ma molto prima anche dei primi pesci. Oggi ne esistono quattro specie, che assomigliano come due gocce d’acqua a quelle di allora. Una è la specie americana, le altre vivono nell’Oceano Indiano e lungo le coste asiatiche dell’Oceano Pacifico, soprattutto vicino al Giappone. Il libro illustrato ci racconta in modo vivace e appassionante come passano il tempo questi buffi animali che possono vivere anche venticinque anni, cosa mangiano, come si muovono, quali sono i loro rituali riproduttivi. E ci fa scoprire in modo coinvolgente ed empatico anche le minacce che il limulo, oggi, si trova ad affrontare.
Minacciato dagli umani
Dopo essere sopravvissuto milioni e milioni di anni, il limulo rischia di scomparire per cause umane. L’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) classifica il limulo americano come “specie vulnerabile” e uno dei tre cugini asiatici come “specie in pericolo”, mentre per le altre due specie non ci sono dati sufficienti a stabilire lo status. Le principali minacce sono la perdita di habitat e il prelievo a fini alimentari (come pietanza o esca) e farmaceutici.

Sangue “acchiappabatteri”
Quest’ultimo aspetto è il più sorprendente. Il limulo ha infatti un “magico” sangue turchino che si coagula in presenza di batteri nocivi, proteggendolo dalle infezioni. Questa proprietà è sfruttata dalle aziende farmaceutiche per testare i prodotti e assicurarsi che non siano contaminati. Ecco allora che i poveri limuli vengono raccolti, spediti in laboratorio, salassati e poi rilasciati in natura, dove però spesso non sopravvivono dopo l’esperienza stressante. Oggi per fortuna si stanno sviluppando alternative sintetiche al sangue di limulo.
Portavoce ecologista per la conservazione della biodiversità
Sfogliando questo prezioso libro illustrato, attraversato da una vena ludica e poetica e completato da una scheda scientifica con tutte le “cose da limuli”, è impossibile non innamorarsi di lui. E il merito dell’opera è anche questo: avvicinare testa e cuore di grandi e piccini a un animale antichissimo e straordinario, per invogliarci a proteggere insieme a lui l’intera biodiversità del mondo naturale. Colpita e intenerita dal prodigioso limulo, Sara Rodeghiero ha voluto trasmettere proprio questo messaggio: «Ho pensato che sarebbe stato un bene far conoscere la sua storia anche ai più piccoli, che hanno nelle loro mani il futuro del pianeta.
«Custode del tempo e dello spazio che attraversa, con la sua tenacia evolutiva offre un monito gentile contro lo sperpero che l’uomo fa della natura».




















