leoni asiatici del Bioparco di Roma
Leoni asiatici del Bioparco di Roma (Foto Ufficio Stampa Bioparco Roma)

Lo zoo entra nella letteratura

Il romanzo "Lo zoo di Roma", di Pascal Janovjak, mescola realtà e finzione e pone una riflessione originale sul nostro rapporto con la natura e il mondo animale. In un momento in cui gli animali selvatici sono apparsi anche nei contesti urbanizzati
19 Ottobre, 2021
1 minuto di lettura
Lo zoo di Roma, romanzo

«Le scimmie rimpiangono la recinzione della loro vecchia gabbia, su cui potevano arrampicarsi. E pazienza se adesso si annoiano a morte. Le sbarre sono per gli umani davvero troppo deprimenti. Le griglie sono state quindi sostituite dai vetri, quest’epoca ama l’assenza di asperità e la trasparenza, si ha l’impressione di essere in un centro commerciale, è rassicurante».

Questo è un passaggio di Lo zoo di Roma (Casagrande Edizioni) secondo romanzo di Pascal Janovjak, autore svizzero che da 10 anni abita a Roma e che si è cimentato in quest’opera pluripremiata nel racconto dello zoo dalle origini ad oggi, mescolando continuamente realtà e finzione. Si colgono, leggendolo, da una parte una critica nei confronti di queste strutture, dall’altra una fascinazione per la storia di questo luogo – uno degli zoo più antichi d’Europa – dove tanti naturalisti romani, a iniziare da Fulco Pratesi, hanno conosciuto gli animali da bambini prima di poterli osservare in natura.

 

Pascal Janovja
Classe 1975, Pascal Janovjak nasce a Basilea da madre francese e padre slovacco

 

La trasformazione in Bioparco nei primi anni Duemila è al centro del romanzo. Giovanna Di Stefano è stata assunta per rilanciarlo e sotto lo sguardo divertito del responsabile scientifico, si imbatte in Chahine, un architetto algerino inviato sul posto per una missione misteriosa. I due si scambieranno poche parole, ma si cercheranno ogni giorno, e insieme scopriranno i luoghi più nascosti del parco, parleranno con i vecchi guardiani e rievocheranno vicende del passato.

Un’istituzione per mostrare il dominio del selvaggio

C’è dunque nostalgia e malinconia nelle pagine, ma anche una riflessione originale sul nostro rapporto con la natura e il mondo animale quanto mai attuale, soprattutto in un momento storico nel quale a Roma, ma non solo, ci confrontiamo con un’invasione di animali selvatici che non ha precedenti e provoca reazioni anche scomposte.

I cinghiali che passeggiano tra le auto, i gabbiani che rubano la pizza dalle mani dei bambini e attaccano i piccioni in pieno centro, gli stormi di pappagallini verdi sempre più numerosi…

 

Bioparco di Roma, ingresso
L’entrata del Bioparco di Roma

 

Quando lo zoo di Roma è nato, nel 1911, come ben racconta Janoviak, costituiva un’apprezzata meta di evasione per i romani. Tanto che «si costruisce una linea di tram, un tram nuovo fiammante che sferraglia dal centro dell’urbe fino al suo estremo nord, per depositarti come un fiore davanti ai cancelli».

Era un luogo di meraviglia e stupore, con la leonessa Italia portata dal Duce in persona. Mentre oggi … sarà vero che ci si va come alternativa al centro commerciale? Che guardiamo gli animali dal vetro come un documentario dallo schermo televisivo? Un romanzo, “solo” un romanzo, che pone però non pochi interrogativi.

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