L’Italia che prepara la pace e i suoi volti noti. Continua “Un’altra difesa è possibile”

Rete Pace e Disarmo, Cnesc e Sbilanciamoci! stanno proseguendo la raccolta firme per portare in Parlamento la proposta di legge per istituire un Dipartimento della Difesa civile non armata e non violenta. Numerosi i testimonial che hanno aderito
7 Luglio, 2026
1 minuto di lettura

Una proposta – coordinata da Rete Italiana Pace e Disarmo, Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile (Cnesc) e Sbilanciamoci! – che affonda le radici nella Costituzione, per ripudiare la guerra come strumento di offesa.

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Un progetto concreto e sostenibile per costruire la pace con un’azione diplomatica e non violenta. Una risposta all’attuale deriva militarista di stati che continuano ad aumentare le spese militari a discapito di quelle sociali.

Questa la campagna “Un’altra difesa è possibile”, che promuove l’istituzione di un Dipartimento della Difesa civile non armata e non violenta.

L’appello alla cittadinanza e i testimonial

Il comitato che ha redatto il testo di legge rinnova l’appello alla cittadinanza perché, attraverso le firme, si raggiunga rapidamente la soglia necessaria alla presentazione in parlamento. Già hanno aderito volti noti dello spettacolo, dell’informazione e della scienza, come: Gad Lerner, Marco Damilano, Giulia Innocenzi, Nico Piro, i docenti Donatella Di Cesare e Carlo Rovelli, gli attori Alessandro Bergonzoni e Ascanio Celestini, il vignettista Mauro Biani.

Le comunità hanno bisogno anche di una protezione non armata

La proposta, come detto, prende ispirazione dall’articolo 11 della Costituzione e dà concretezza al principio secondo cui la difesa della Patria (art. 52) può essere adempiuta anche in forme civili e nonviolente. Il cuore della proposta consiste nel riconoscere, accanto alla difesa militare, un secondo pilastro basato sulla prevenzione dei conflitti, sulla mediazione, sulla protezione delle comunità e sulla tutela dei beni comuni in caso di calamità, crisi sociali ed emergenze ambientali.

Giulia Innocenzi
Giulia Innocenzi

Una visione pragmatica

La Campagna chiede di destinare risorse a ciò che genera sicurezza reale e duratura: welfare, istruzione, sanità, cooperazione internazionale e strumenti di pace. Il Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta coordinerebbe Protezione civile, Corpi Civili di Pace, Servizio civile e un Istituto per la ricerca per la pace e il disarmo. Un investimento nelle persone e nelle competenze invece che aumentare le spese militari a discapito di quelle sociali, che restituisce centralità alla società civile, al volontariato e ai giovani, protagonisti attivi della costruzione della pace.

Firmare e divulgare

L’adesione dei testimonial è un segnale di responsabilità civile e pubblica. Dà voce e visibilità a un’idea di sicurezza alternativa, contribuendo a portarla al centro del dibattito politico e culturale del Paese.

Ogni firma, ogni voce che si aggiunge, avvicina l’obiettivo e rafforza la richiesta di un’Italia che prepari la Pace anziché la guerra.

Per saperne di più

firmereferendum.giustizia.it/

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