Militarizzare la società o costruire la Pace? Il webinar di Rete Pace Disarmo

La Rete ha pubblicato un'analisi della riforma dello strumento militare, promossa dal Ministro Crosetto, riforma che «non porta sicurezza, ma ipoteca il futuro delle nuove generazioni. La vera alternativa è la difesa civile, non armata e nonviolenta»

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19 Giugno, 2026
1 minuto di lettura

Venerdì 19 giugno dalle ore 16:00 alle ore 17:00, in un webinar in diretta, la Rete Italiana Pace e Disarmo presenta il proprio documento di analisi sulla riforma dello strumento militare promossa dal Ministro della Difesa Guido Crosetto. Laura Milani (Presidente CNESC), Mao Valpiana (Presidente Movimento Nonviolento) e Alfio Nicotra (Coordinatore Esecutivo RIPD) illustreranno rischi della riforma e proposte alternative per costruire sicurezza e Pace.

Al centro della discussione la domanda: aumentare spese militari e numero di soldati, o investire in difesa civile e nonviolenta?

Dalla leva obbligatoria alla warfare society

I disegni di legge per la riforma dello strumento militare disegnano uno Stato sempre più predisposto a fare della guerra una possibilità permanente e organizzata. Il webinar approfondirà i punti chiave dell’analisi svolta dalla Rete, tra cui la costruzione di una forza militare “multilivello”, con riserve operativa, territoriale e specialistica che attinge soprattutto dai giovani, e l’ipotesi di oltre 42 mila unità aggiuntive entro il 2033; il passaggio verso una “warfare society”, con un “ecosistema di convenienza” fatto di compensi, premi e decontribuzioni, e una presenza crescente delle Forze Armate nella scuola e nell’università; i costi strutturali stimati in circa 7-8 miliardi di euro annui aggiuntivi, a scapito di ambiente, lavoro, sanità, istruzione e welfare; lo spostamento dal “controllo democratico” alla “disponibilità operativa continua”, con centralizzazione del comando e indebolimento del ruolo del Parlamento.

Quale sicurezza vogliamo costruire

«Non siamo davanti a una riforma tecnica, ma a una scelta di civiltà – afferma Alfio Nicotra, Coordinatore dell’Esecutivo di Rete Italiana Pace e Disarmo – L’idea che più spese militari, più soldati e più militarizzazione portino pace e sicurezza è una promessa continuamente ripetuta e mai realizzata: gli ultimi venticinque anni di corsa al riarmo non hanno reso il mondo più sicuro, lo hanno destabilizzato».

Preparare la Pace con istituzioni di pace

Rete Italiana Pace e Disarmo a questa logica contrappone un’alternativa concreta: prevenzione e mediazione nonviolenta dei conflitti, diplomazia ancorata al Diritto Internazionale, Corpi Civili di Pace e protezione delle persone. Un’alternativa già scritta nella Costituzione (articoli 11 e 52) e tradotta nella legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile” promossa insieme a CNESC e Sbilanciamoci!, di cui è in corso la raccolta firme.

Per saperne di più

difesacivilenonviolenta.org

 

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