Venerdì 19 giugno dalle ore 16:00 alle ore 17:00, in un webinar in diretta, la Rete Italiana Pace e Disarmo presenta il proprio documento di analisi sulla riforma dello strumento militare promossa dal Ministro della Difesa Guido Crosetto. Laura Milani (Presidente CNESC), Mao Valpiana (Presidente Movimento Nonviolento) e Alfio Nicotra (Coordinatore Esecutivo RIPD) illustreranno rischi della riforma e proposte alternative per costruire sicurezza e Pace.
Al centro della discussione la domanda: aumentare spese militari e numero di soldati, o investire in difesa civile e nonviolenta?
Dalla leva obbligatoria alla warfare society
I disegni di legge per la riforma dello strumento militare disegnano uno Stato sempre più predisposto a fare della guerra una possibilità permanente e organizzata. Il webinar approfondirà i punti chiave dell’analisi svolta dalla Rete, tra cui la costruzione di una forza militare “multilivello”, con riserve operativa, territoriale e specialistica che attinge soprattutto dai giovani, e l’ipotesi di oltre 42 mila unità aggiuntive entro il 2033; il passaggio verso una “warfare society”, con un “ecosistema di convenienza” fatto di compensi, premi e decontribuzioni, e una presenza crescente delle Forze Armate nella scuola e nell’università; i costi strutturali stimati in circa 7-8 miliardi di euro annui aggiuntivi, a scapito di ambiente, lavoro, sanità, istruzione e welfare; lo spostamento dal “controllo democratico” alla “disponibilità operativa continua”, con centralizzazione del comando e indebolimento del ruolo del Parlamento.
Quale sicurezza vogliamo costruire
«Non siamo davanti a una riforma tecnica, ma a una scelta di civiltà – afferma Alfio Nicotra, Coordinatore dell’Esecutivo di Rete Italiana Pace e Disarmo – L’idea che più spese militari, più soldati e più militarizzazione portino pace e sicurezza è una promessa continuamente ripetuta e mai realizzata: gli ultimi venticinque anni di corsa al riarmo non hanno reso il mondo più sicuro, lo hanno destabilizzato».
Preparare la Pace con istituzioni di pace
Rete Italiana Pace e Disarmo a questa logica contrappone un’alternativa concreta: prevenzione e mediazione nonviolenta dei conflitti, diplomazia ancorata al Diritto Internazionale, Corpi Civili di Pace e protezione delle persone. Un’alternativa già scritta nella Costituzione (articoli 11 e 52) e tradotta nella legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile” promossa insieme a CNESC e Sbilanciamoci!, di cui è in corso la raccolta firme.
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