«Il futuro non è un luogo lontano da raggiungere, ma qualcosa che costruiamo con le scelte di ogni giorno», così la giornalista ambientale e scrittrice Letizia Palmisano presenta il suo libro appena uscito “Il futuro non aspetta, si costruisce” (Città Nuova, 2026), con prefazione di Alessandra De Santis, curatrice de l’Atlante dell’Economia CIrcolare, educatrice e comunicatrice ambientale. Un testo, pensato per un pubblico eterogeneo, che presenta 24 esempi di aziende virtuose.
Che mostrano come l’economia circolare non sia un concetto astratto ma una realtà tangibile e alla portata di ogni persona.
Le sfide dei professionisti green (e delle persone comuni)
I protagonisti, Laura e suo figlio Alex (tributo a Laura Conti e Alexander Langer), raccontano sfide e soluzioni affrontate ogni da artigiani, imprenditori e innovatori italiani. C’è chi, da fondi di caffè, crea oggetti di design, recuperando così scarti organici, e c’è chi fa dell’upcycling una forma di arte e terapia, dando vita a vecchi arredi altrimenti destinati alla discarica. Storie che intendono ispirare il lettore e creargli una “cassetta degli attrezzi” con gli strumenti dell’economia circolare, dimostrando come questa sia «un’opportunità concreta per tutti, da mettere in pratica sia nei gesti quotidiani sia nelle proprie scelte professionali».
Nuovi termini per processi virtuosi
Termini inusuali come: Design for Disassembly (progettare per disassemblare), Product-as-a-Service (vendere l’uso anziché il prodotto), Ecodesign ed EPR (responsabilità estesa del produttore) prendono vita nei racconti di chi ha creato comunità solidali basate sul dono e sullo scambio, di chi ha trasformato spazi industriali in multifactory attraverso la collaborazione di artigiani e designer e di quei tecnici che, riparando e diffondendo le loro conoscenze, combattono l’obsolescenza programmata.
Un invito all’azione corale
«Di fronte alle grandi sfide del nostro presente, è facile sentirsi sopraffatti e quasi rassegnati, nonostante la voglia di fare. Ho scritto questo libro proprio come un antidoto alla rassegnazione, per raccontare che il futuro non si aspetta, si costruisce, e che le fondamenta sono già state gettate, pezzo dopo pezzo, ma serve passare a un’azione corale», spiega Palmisano. Per questo il libro è per chiunque voglia comprendere meglio come vivere in modo più sostenibile.
E come creare comunità creative e coraggiose pronte a rispondere alle sfide della transizione ecologica.


















