«Ama i progetti in cui è possibile affrontare temi serissimi con leggerezza e cose molto leggere come se fossero le più serie del mondo». Questa presentazione è particolarmente calzante per Roberta Ragona, in arte Tostoini, illustratrice e autrice. Nel suo percorso professionale sono numerosi i progetti in cui conoscenza, comunicazione e inclusione creano opere coinvolgenti, divertenti e da cui c’è sempre qualcosa da imparare.
Equilibrio creativo
Ne sono esempi l’allestimento museale per il Children interpretation center, l’area per bambine e bambini della Cittadella di Erbil, nel Kurdistan iracheno, per il World Monuments Fund. E ancora, le guide digitali ai beni Unesco e di facilitazione visuale in alcuni progetti per l’Unione Europea e l’United nations development programme.
Dal Kurdistan all’Europa
A maggio, Tostoini ha pubblicato per Aboca Kids il libro illustrato Fossili viventi, nel quale racconta la lunga storia del nostro pianeta attraverso animali curiosi e straordinari, creature del passato che possono farci riflettere sul futuro della Terra. “Fossile vivente” è un termine ormai abbandonato dalla comunità scientifica e indica un organismo che presenta, ancora oggi, caratteristiche morfologiche e genetiche sostanzialmente invariate nel corso di milioni e milioni di anni e che negli altri organismi derivati dallo stesso progenitore si sono poi evolute e modificate o sono scomparse.
L’abbiamo intervistata per entrare insieme dentro questo volume pensato per quanti amano il mondo dei fossili, dagli otto anni in su.
Lei si è già occupata di progetti divulgativi. Cosa la affascina di questa parte del suo lavoro come illustratrice e scrittrice?
Per me è un’operazione di traduzione. Mi piace la parte in cui metti la tua voce autoriale di scrittrice e illustratrice al servizio di una traduzione che può andare dal complicato al semplice, passando da concetti complessi a porre le informazioni in modo che siano più divertenti, più coinvolgenti, viste da un’altra angolazione. È proprio ciò che mi piace della divulgazione. A volte mi capita di farlo per i grandi, occupandomi di graphic recording e facilitazione, e altre per i più piccoli, non necessariamente con libri, ma anche con altri formati. È un’operazione di traduzione tra linguaggi e per me è divertentissimo: è una sfida espressiva in cui posso imparare anche io cose nuove.

Com’è nata l’idea del libro Fossili viventi?
Viene da molto lontano. Intanto proviene da una passione per tutto quello che sono gli animali, la megafauna, che non sono i dinosauri. Loro sono sicuramente delle star, sono carismatici, non c’è dubbio, ma c’è anche altro. Poi ci sono riflessioni legate un po’ ai miei studi precedenti di antropologia: ho iniziato a interrogarmi, ad esempio, sul concetto di fossile vivente, sul senso della dimensione del tempo che ci lega a un passato che ci sembra molto remoto, che non ci riguardi quasi, sull’evoluzione che prosegue e che, però, non modifica ciò che continua a funzionare.
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Un altro grande tema legato al libro è come si fa la scienza e chi fa la scienza. Mi piaceva molto l’idea di affrontare tutto questo da punti di vista diversi, quello dei bambini e degli adulti, e di realizzare un libro che non fosse solo un oggetto compiuto, ma l’inizio di un dialogo con gli adulti di riferimento, un seme di curiosità che poi va portato nel mondo.
In “Fossili viventi” lei affronta alcuni concetti che possono sembrare complessi per un pubblico molto giovane. In un’epoca nella quale si tende a ipersemplificare, ha optato per una soluzione controcorrente: un esempio è la definizione “fossili viventi”, che spiega non essere un’espressione strettamente scientifica, o la classificazione delle specie in pericolo dell’Unione internazionale per la conservazione della natura.
È stata una scelta su cui ci siamo confrontati molto nella fase di editing. Io sono incredibilmente fan dell’idea che l’intelligenza dei bambini, e dei lettori in generale, non vada sottovalutata: se un’informazione non è immediata, arriverà nei suoi tempi. Per quanto riguarda, ad esempio, la classificazione delle specie in pericolo, visto che uno dei temi è anche il futuro del Pianeta, mi sembrava importante non limitarsi a usare un semaforo, ma spiegare come funziona, come è stata sviluppata la classificazione. Se poi sei curiosa puoi andare avanti fuori dal libro, sapendo come e da cosa partire. Del resto, sono informazioni complesse, ma non più complesse di milioni di altre informazioni che le persone e i bambini acquisiscono nel mondo quotidiano. Invece, per la definizione di “fossili viventi”, credevo fosse rilevante chiarire il punto della questione, ossia che usiamo questo termine finché ci serve a raccontare delle cose e dopo, quando non ci servirà più, lo butteremo e ne useremo un altro. È bene chiarire cosa si vuole dire con le parole.

Nel volume parla di tantissimi strani animali (e anche di alcune piante). Qual è stato quello che l’ha sorpresa di più?
È durissima. A cuore sceglierei l’opossum, però il più sorprendente per me è stato l’hoatzin, un uccello erbivoro dall’odore raccapricciante. È la testimonianza che, se guardi con attenzione il mondo, non ci si annoia mai. È meraviglioso e paradossale.
Come immagina la fruizione di questo libro e cosa spera che porti a chi lo legge?
Immagino una fruizione trasversale: credo che illustrazioni così grandi, con una loro presenza, facciano sì che possa essere un libro divertente da sfogliare anche prima della fascia d’età per cui è stato ideato. Quindi che possa essere un libro di curiosità, in cui apri una pagina a caso e poi la richiudi e riparti da un altro punto, proprio come un libro delle risposte. È anche un testo per adulti curiosi: l’albo illustrato ha un pubblico che non è necessariamente quello dell’infanzia e, credendo che sia solo per bambini e bambine, si rischia di perdere della letteratura meravigliosa, della poesia commovente e delle storie incredibili.
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Penso a un libro di curiosità che possa intrattenere a casa, ma che dia anche la scusa per chiedersi “Dov’è un ginkgo nel parco più vicino?” e per uscire a guardare le libellule con attenzione. Ci sono un sacco di creature che sono lontanissime dalla nostra esperienza quotidiana tra le pagine di Fossili viventi, ma ce ne sono altre che fanno parte della nostra quotidianità e il fatto di essere ciechi alla natura che incontriamo tutti i giorni, secondo me, è un grande problema che viviamo, soprattutto in ambiente urbano. L’idea è, quindi, che possa essere un libro che funziona come germoglio di qualcos’altro che avviene fuori dal testo, che avviene con le altre persone.
Un seme che poi va nel mondo.

Roberta Ragona, Tostoini
Fossili viventi
Aboca Kids edizioni, 2025
64 pagine, 22 euro
ISBN: 9788855233170











