Cinque iniziative globali per la biodiversità che dovete conoscere

Cinque iniziative globali per la biodiversità che dovete conoscere

La varietà biologica rappresenta un elemento fondamentale per l'equilibrio degli ecosistemi. Per proteggerla esistono diverse organizzazioni che vigilano sullo stato di salute delle specie. Ma quali sono le loro missioni? Scopriamolo insieme
7 Maggio, 2025
5 minuti di lettura

La biodiversità è tra le risorse più preziose e vulnerabili del Pianeta. Nonostante la comunità scientifica le riconosca un ruolo chiave nel mantenimento degli equilibri ecologici, le minacce alla sua sopravvivenza sono numerose: basti pensare che le ultime stime dell’Ipbes parlano di circa un milione di specie a rischio di estinzione.

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A pesare è soprattutto l’azione dell’uomo: una recente sintesi di oltre duemila ricerche sulla perdita di biodiversità relative a 100.000 siti nel mondo, condotta dall’Università di Zurigo, ha messo in luce il ruolo drammatico che le attività antropiche svolgono nell’accelerare il declino della ricchezza biologica. Tuttavia, un’inversione di tendenza è ancora possibile.

Vi presentiamo cinque iniziative globali che lavorano ogni giorno per proteggere e ripristinare la biodiversità promuovendo il suo valore a tutti i livelli.

1. L’UNIONE MONDIALE PER LA CONSERVAZIONE DELLA NATURA (IUCN)

L’Iucn, fondata nel 1984, è Osservatore permanente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ed è stata la prima organizzazione internazionale a dedicarsi in modo esclusivo alle tematiche ambientali. Oggi conta oltre 1.200 affiliazioni e coinvolge diecimila esperti provenienti da 160 paesi.

Specie a rischio: i rinoceronti di Giava  

I rinoceronti di Giava sono di colore grigio scuro e hanno un singolo corno lungo fino a 25 centimetri. Sopravvivono solo circa 76 esemplari esclusivamente nel Parco Nazionale di Ujung Kulon a Giava, in Indonesia
I rinoceronti di Giava sono di colore grigio scuro e hanno un singolo corno lungo fino a 25 centimetri. Sopravvivono solo circa 76 esemplari esclusivamente nel Parco Nazionale di Ujung Kulon a Giava, in Indonesia. Foto: Wwf international

La Lista Rossa e il monitoraggio globale

L’ente è famoso in particolare per la redazione della “Lista Rossa”, che dal 1964 costituisce il più importante database aggiornato di informazioni sul stato di conservazione delle specie animali e vegetali del mondo, un vero e proprio “barometro della vita” sulla Terra. La Lista Rossa porta alla luce le maggiori criticità che affliggono la biodiversità globale e costituisce un riferimento utile per orientare le scelte politiche in materia di conservazione.

Le principali minacce alla biodiversità

Secondo gli ultimi dati, il 28% delle oltre 47.000 specie analizzate dall’Iucn risulta in pericolo. Tra le categorie più a rischio spiccano le conifere (che devono fare i conti con la deforestazione selvaggia e l’aumento degli incendi boschivi), diverse specie di coralli e squali (minacciati dall’inquinamento e dall’innalzamento delle temperature degli oceani) e di anfibi (che risentono del degrado delle zone umide, dell’urbanizzazione dilagante, della siccità e dell’immissione di specie aliene nel loro habitat).

  • Per saperne di più

www.iucn.org


2. L’EDGE OF EXISTENCE PROGRAMME

L’Edge of existence programme è un’iniziativa della Zoological Society of London che mira a conservare le specie evolutivamente distinte e gravemente minacciate a livello globale, definite appunto “edge”, un acronimo che sta per “Evolutionary Distinct and Globally Endangered”.

Specie a rischio: la “vaquita”

La focena del Golfo di California o “vaquita” (in spagnolo, piccola vacca) è il mammifero marino più raro al mondo, sull’orlo dell’estinzione: in Messico ne restano circa 10 esemplari. Foto: Wwf international

Conservare le specie uniche

Si tratta di specie spesso caratterizzate da una lunga storia evolutiva, ma che presentano pochi o nessun parente stretto nell’albero della vita. Sono dunque insostituibili (sebbene ogni specie lo sia), poiché dal momento della loro scomparsa diviene difficile, se non impossibile, osservare qualcosa di simile in natura.

Progetti nelle aree vulnerabili

Tra le “edge” più interessanti si annoverano la lucertola coccodrillo cinese (Shinisaurus crocodilurus), il pangolino (Manis pentadactyla) e l’Alveopora excelsa, un corallo i cui polipi, simili a fiori, presentano caratteri decorativi, e vengono perciò predati per abbellire gli acquari. Il programma Edge ha compiuto il suo sedicesimo anno e coordina progetti di conservazione in 49 paesi del mondo.

  • Per saperne di più

www.edgeofexistence.org


3. L’INTERGOVERNMENTAL SCIENCE-POLICY PLATFORM ON BIODIVERSITY AND ECOSYSTEM SERVICES (IPBES)

L’Ipbes è una rete internazionale indipendente formata da esperti e rappresentanti di governi, la quale conta 150 stati aderenti nel 2025, che si occupa di analizzare e monitorare i dati sulle specie globali e di studiare come la varietà, attraverso i servizi ecosistemici a essa correlati, influenza il benessere umano.

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È stata istituita nel 2012, a Panama City, e fornisce numerosi report generali, regionali e tematici (dedicati, ad esempio, all’influenza dei cambiamenti climatici sul declino della popolazione di insetti impollinatori) che costituiscono uno dei punti di riferimento più autorevoli per le discussioni internazionali sul tema.

Specie a rischio: l’abete delle Madonie

Questo abete endemico italiano è tra le conifere più rare al mondo. Ha un areale di distribuzione ristretto al solo Parco delle Madonie, tra 1350 e 1700 metri di altitudine, dove sopravvivono circa 30 esemplari.
L’Abete delle Madonie è tra le conifere più rare al mondo. Ha un areale di distribuzione ristretto al solo Parco delle Madonie, tra 1350 e 1700 metri di altitudine, dove sopravvivono circa 30 esemplari. Foto: Iucn

Scienza e politica

L’iniziativa nasce infatti con l’obiettivo di promuovere il dialogo tra scienza e politica, orientando il dibattito pubblico verso i temi più urgenti e per i quali occorrono azioni coordinate, efficaci e veloci. Pur non facendo parte degli organi Onu, il progetto riceve supporto dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep).

  • Per saperne di più

www.ipbes.net


4. RE: WILD

Fondata nel 1998 da un gruppo di scienziati conservazionisti e con il supporto dell’attore Leonardo di Caprio, Re:wild promuove progetti di conservazione ad alto impatto, avvalendosi di oltre 500 partner locali attivi in diversi “hotspot”, ovvero aree riccamente biodiverse e ad alto rischio (come le foreste tropicali) e supportando la conservazione dell’ambiente come misura essenziale per la tutela delle singole specie. Le comunità del luogo vengono attivamente coinvolte e informate, per rafforzarne il ruolo di “custodi degli ecosistemi”.

Specie a rischio: il cervo di Bewean 

Il cervo di Bawean è endemico dell'isola omonima nel Mar di Giava. È minacciato soprattutto dalla deforestazione e dagli attacchi dei cani randagi: nel 2006 si stimò una popolazione di circa 300 capi.
Il cervo di Bawean è endemico dell’isola omonima nel Mar di Giava. È minacciato soprattutto dalla deforestazione e dagli attacchi dei cani randagi: nel 2006 si stimò una popolazione di circa 300 capi. Foto: Wikipedia

Ambienti insostituibili

Negli anni, Re:wild ha ripristinato oltre 200 milioni di ettari di terre e aree costiere, istituendo 160 aree protette in regioni minacciate da antropizzazione e inquinamento in 80 diversi paesi. Si è occupata inoltre di studiare gli ambienti cosiddetti “insostituibili”, dove dimorano tremila specie ritenute prossime all’estinzione. Tra queste, il cervo di Bewean (Axis kuhlii), diffuso esclusivamente nell’isola indonesiana da cui prende il nome. Lavorando a stretto contatto con gli specialisti dell’Iucn, l’organizzazione ha inoltre catalogato 4.300 specie a rischio e contribuito alla riscoperta di varietà in precedenza considerate perdute.

  • Per saperne di più

www.rewild.org


5. LA CONVENZIONE DI WASHINGTON SUL COMMERCIO INTERNAZIONALE DELLE SPECIE DI FAUNA E FLORA SELVATICHE MINACCIATE DI ESTINZIONE (CITES)

La Cites è frutto di una risoluzione dell’Iucn del 1963, sottoscritta nel 1973 da oltre 80 stati membri. Regola oggi il commercio di quasi 40.000 specie animali e vegetali a rischio, combattendo i traffici illegali e le pratiche di sfruttamento insostenibili che mettono a repentaglio la loro sopravvivenza, e limitando o proibendone i movimenti e la vendita. La sua forza risiede negli accordi internazionali, che ne consentono l’applicazione in quasi tutte le aree del mondo: nel 2025, con l’adesione del Turkmenistan, ha raggiunto quota 185 membri tra organizzazioni regionali (come l’Unione Europea) e singoli stati.

La magnolia cubana è un albero sempreverde originario dell’isola di Cuba. Cresce fra 700 e 1.800 metri di altitudine, produce dei fiori dal diametro di circa 2,5 centimetri. È considerata vulnerabile dall’Iucn. Foto: Cubasi

Contro il commercio illegale

Secondo le ultime stime del World Wildlife Report delle Nazioni Unite, sebbene il traffico illegale di specie selvatiche continui a rappresentare una minaccia significativa, i fenomeni più gravi, come il bracconaggio e il commercio di prodotti derivati da elefanti, rinoceronti e altre specie iconiche, si sono ridotti significativamente. Ma l’attenzione, avverte la relazione, deve restare alta: oltre a rappresentare un rischio per la biodiversità, il commercio illecito è anche un problema sociale che mina la relazione tra comunità umane e natura, ed è spesso alimentato da reti criminali internazionali che sfruttano lacune normative e corruzione per mantenere in vita i propri traffici.

  • Per saperne di più

www.cites.org

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Anna Stella Dolcetti Menenti Savelli
Anna Stella Dolcetti Menenti Savelli
Laureata in Lingue e Culture Orientali presso La Sapienza di Roma e specializzatasi in Management Internazionale alla Luiss, si è formata nelle materie dello sviluppo sostenibile, della finanza verde e della gestione delle risorse naturali presso l’Imperial College di Londra, lo Jrc della Commissione Europea, l’Unitar, l’Eiss e l’università Lumsa. Impegnata nello studio e nella ricerca sui modelli economici sostenibili presso la University of Sussex nel Regno Unito, ha ottenuto riconoscimenti in competizioni internazionali dedicate alle nuove tecnologie e alle loro applicazioni per la sostenibilità, ha lavorato in grandi gruppi multinazionali del settore farmaceutico e, dal 2018, collabora con diverse realtà editoriali nella creazione di percorsi di formazione, articoli e approfondimenti su cultura, economia e ambiente.
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