Sono sbarcati in un piccolo porto nel sud-est di Creta la maggior parte degli attivisti della Global Sumud Flotilla catturati nella notte del 30 aprile dalla Marina militare israeliana. In loro sostegno, presidi e cortei si sono attivati ieri in quasi sessanta città italiane. Abbordaggio, sequestro e danneggiamento ai motori di alcune imbarcazioni, poi abbandonate, sono avvenuti a quasi mille chilometri dalle coste di Gaza, controllate illegalmente dal blocco israeliano.
Un attacco alla libertà in pieno Mediterraneo, che ha portato di nuovo nelle piazze l’equipaggio di Terra.
La diplomazia delle dichiarazioni
La dichiarazione congiunta Italia-Germania che, nel tardo pomeriggio di ieri, chiedeva al governo di Israele, senza nominarlo, «di astenersi da azioni irresponsabili» potrebbe aver indirizzato lo sbarco delle persone catturate in Grecia anziché, come inizialmente temuto, nel porto israeliano di Ashdod.
Nella prima nota diffusa da Palazzo Chigi , ieri mattina, il Governo italiano aveva condannato il sequestro delle imbarcazioni chiedendo «al Governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo».
La versione del Governo israeliano
Il Governo d’Israele ha sostenuto, nelle ore precedenti l’operazione militare, che la Global Sumud Flotilla sia finanziata da Hamas. Inoltre, il Times of Israel riporta oggi che, sempre secondo il Ministero degli Esteri, Israele è intervenuto dopo che la flottiglia «ha tentato attivamente di bloccare una nave mercantile israeliana. Ecco perché Israele ha agito tempestivamente, pacificamente, nel rispetto del diritto internazionale e con l’obiettivo di garantire la sicurezza di tutte le persone a bordo, e continuerà a farlo».
Non tutti rilasciati
Degli attivisti fermati, 175 secondo dati diffusi ieri da Israele, 211 secondo la stima di Global Sumud France riportata da AdnKronos, due non sono stati liberati. Si tratta di Thiago Avila e Saif Abu Keshek poiché sospettati, secondo un post su X del Ministero degli esteri israeliano, rispettivamente di “attività illecite” e di “affiliazione con un’organizzazione terroristica”. Attivista climatico brasiliano, Avila era già stato arrestato nella missione di settembre e in precedenza a giugno, in acque internazionali, a bordo della Madleen, partita da Catania verso Gaza, con Greta Thunberg. Saif Abu Keshek palestinese, è membro del direttivo della GSF e risiede a Barcellona.
«Chiediamo ai governi del mondo di fare pressione sul regime israeliano affinché rilasci i nostri compagni ora» è l’appello della Global Sumud Flotilla.




















