Glifosato, neonicotinoidi, fungicidi e insetticidi sono al centro dell’attenzione scientifica per i possibili effetti sul sistema nervoso, endocrino e riproduttivo degli organismi esposti. Sostanze che dai campi arrivano direttamente nel nostro cibo. Lo ricorda Greenpeace Italia, con la petizione lanciata per chiedere lo stop all’uso dei pesticidi e una maggiore tutela della biodiversità.
Una contaminazione diffusa
Dalle aree agricole, i pesticidi si diffondono nel suolo e nelle acque, entrano nei cicli naturali e contribuiscono a un’esposizione diffusa e a perdita di biodiversità, alterazione degli habitat acquatici e impatti sulla catena alimentare. Anche quando alcune sostanze vengono vietate o sostituite da molecole simili, ci impiegano anni a scomparire.
In Italia, secondo Ispra, i pesticidi sono presenti in circa i due terzi dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e in una quota significativa delle acque sotterranee, evidenziando una contaminazione diffusa delle risorse idriche.
L’impatto sulla salute umana
Secondo il dossier Legambiente Pesticidi nel Piatto 2025, fino al 48% degli alimenti sugli scaffali italiani contiene residui di pesticidi. Nella frutta superano spesso punte del 70%. Il glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo e presente anche in prodotti come cereali, pasta e legumi, è stato classificato come “probabile cancerogeno per l’uomo” dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. La gravidanza e la prima infanzia sono invece le categorie più sensibili: l’Oms evidenzia come l’esposizione ad alcune sostanze chimiche, tra cui pesticidi con effetti neurotossici o di interferenza endocrina, possa incidere sullo sviluppo ormonale e neurologico di feti e bambini.
200mila alveari scomparsi
Gli insetti impollinatori, tra cui le api, responsabili di circa due terzi della produzione di frutta e verdura, sono tra le specie più a rischio. Secondo uno studio del 2024 , l’esposizione cronica a residui di pesticidi, anche a dosi definite “sicure”, compromette orientamento, apprendimento e sistema immunitario degli insetti impollinatori. Non a caso, circa un terzo delle popolazioni europee di api e farfalle è già in declino. Solo in Italia sono scomparsi 200.000 alveari negli ultimi dieci anni.

L’arretramento dell’Ue
Per Silvia Visca, responsabile programma biodiversità di Greenpeace Italia, «Non possiamo più ignorare il legame tra ciò che mangiamo, l’ambiente e la nostra salute. La Commissione europea, inoltre, con il pretesto della semplificazione normativa, sta portando avanti un pericoloso arretramento per la protezione della salute pubblica e dell’ambiente. Con la proposta “Omnibus sulla sicurezza di alimenti e mangimi”, si vorrebbe introdurre la possibilità di concedere approvazioni illimitate per le sostanze attive, eliminando le revisioni sistematiche necessarie a vietarne l’uso quando nuove evidenze scientifiche ne provano la pericolosità».
Le richieste della petizione
La petizione di Greenpeace, rivolta alle istituzioni italiane ed europee chiede di vietare i pesticidi più pericolosi (per salute umana e biodiversità) a partire da quelli con effetti documentati sul sistema endocrino, neurologico e sugli impollinatori, e di fermare la deregulation prevista dal “pacchetto Omnibus”, che mira a ridurre le revisioni periodiche e ad allungare le autorizzazioni alle multinazionali dell’agrochimica.
Chiede inoltre regole più stringenti che tengano conto degli effetti combinati e cronici della presenza di più sostanze presenti nello stesso alimento dal momento che ad oggi la conformità legale si basa infatti sulla singola molecola, senza considerarne il cosiddetto multiresiduo. Infine, la richiesta è per un sostegno concreto all’agroecologia, con investimenti in modelli agricoli che promuovono pratiche sostenibili e riducono l’uso della chimica di sintesi e tutelano suolo, acqua e biodiversità.
Regali solidali dedicati alle api
Greenpeace Italia propone anche regali “bee friendly”, pensati per sensibilizzare sul ruolo degli impollinatori e contribuire alle campagne ambientali. Tra le proposte la casetta per api, un rifugio progettato per accogliere api solitarie e altri impollinatori, e i vasetti per coltivare fiori amici delle api, ideali per favorire la presenza di insetti impollinatori anche in contesti urbani.



















