Accesso alla scuola per i minori in fuga, la campagna di Unhcr

C’è tempo fino al 23 febbraio per sostenere la campagna “Coloriamo il futuro dei bambini rifugiati”. Lo propone lo scrittore Maurizio De Giovanni ai lettori di Sapereambiente. Sono 7,2 milioni i minori nel mondo che non accedono all’istruzione perché in fuga da conflitti e violenze.  
16 Febbraio, 2025
2 minuti di lettura

Nel mondo ci sono 14,8 milioni di bambini rifugiati in età scolare. La metà, ovvero circa 7,2 milioni non hanno accesso alla scuola. È quanto emerge dall’ultimo report sull’istruzione di Unhcr, agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Eppure durante le emergenze umanitarie, la scuola è un fattore di protezione per i bambini rifugiati, perché riduce i rischi di reclutamento forzato in gruppi armati, di lavoro minorile, di sfruttamento, di violenza sessuale e di genere, di gravidanze e di matrimoni precoci.

L’obiettivo di “Coloriamo il futuro”

Garantire il più possibile accesso all’istruzione è l’obiettivo di “Coloriamo il futuro dei bambini rifugiati”, campagna di UNHCR che viene raccontata dallo scrittore Maurizio Di Giovanni nel video in evidenza, esclusivo per Sapereambiente. I fondi raccolti andranno a sostenere il programma “Primary Impact” in 26 Paesi del mondo, che mira ad assicurare l’accesso a scuola a 250 mila bambini entro il 2027.

Le difficoltà nell’accesso all’istruzione

Dal report di UNHCR scopriamo solo il 65% dei bambini rifugiati frequenta la scuola primaria. Le barriere che i bambini e i ragazzi rifugiati in età scolare si trovano ad affrontare sono i costi (uniformi, i libri, materiali didattici, trasporto), l’assenza di scuole da frequentare o il loro sovraffollamento o la carenza di strutture di base come acqua, servizi igienici e sanitari. Le bambine e le ragazze rifugiate spesso si trovano di fronte a ostacoli in più, a causa di compiti loro culturalmente assegnati come raccogliere l’acqua o il combustibile, prendersi cura dei fratelli più piccoli o dei parenti più anziani, svolgere le faccende domestiche.

Classi stracolme e poche risorse

Infine, spesso gli insegnanti si trovano ad affrontare classi di oltre cento studenti con poche risorse. Gli insegnanti stessi sono spesso poco formati e attrezzati per affrontare le numerose difficoltà che i bambini e i ragazzi rifugiati portano con sé. Hanno infatti perso mesi o anni di scuola, hanno alle spalle esperienze traumatiche e si trovano davanti a barriere linguistiche e a nuovi programmi di studio.

Laura Iucci direttrice raccolta fondi Unhcr Italia

Un ritorno alla “normalità”

«La scuola salva la vita dei bambini rifugiati, le prove sono evidenti. Sui banchi, i bambini sono protetti da sfruttamento, abusi, violenze, reclutamento forzato, matrimoni precoci. Ma non solo, attraverso l’istruzione un bambino rifugiato può lasciarsi alle spalle i traumi e tornare a vivere una rassicurante normalità, un fattore essenziale per una sana crescita psicofisica. Inoltre, solo attraverso la scuola i bambini rifugiati possono integrarsi in un nuovo Paese, socializzare, imparare e potranno così, un giorno, realizzare i loro sogni e aspirazioni a beneficio loro e delle comunità che li hanno accolti o del loro Paese, quando ci saranno le condizioni per tornare a casa» , commenta Laura Iucci, direttrice della raccolta fondi di UNHCR Italia.

Dove vanno i fondo raccolti

I fondi raccolti con la campagna andranno a sostenere il programma “Primary Impact” di UNHCR in 26 Paesi del mondo, fra i quali Sudan, Siria, Yemen, Etiopia, Burkina Faso e Niger, e che mira a garantire l’accesso alla scuola primaria a 250 mila bambini e bambine entro il 2027 e ad assicurare che altre 500 mila iscritti non abbandonino l’istruzione. Fra i vari interventi previsti nel programma: il miglioramento delle infrastrutture scolastiche attraverso, fra le altre cose, la costruzione e ristrutturazione di aule e la fornitura di banchi, la fornitura di materiali didattici comprese le uniformi e zaini, assistenza economica per consentire alle famiglie di affrontare le spese legate alla scuola, formazione per gli insegnanti, il supporto psicosociale e per la salute mentale dei bambini.

Come donare

La campagna può essere sostenuta fino al 23 febbraio inviando un SMS al numero solidale 45588 o chiamando da rete fissa. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari WINDTRE, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Fastweb, Coop Voce, Tiscali. Sarà di 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb, Tiscali, Geny Communications e, sempre per la rete fissa, di 5 euro Convergenze, PosteMobile. È possibile donare anche dopo il 23 febbraio attraverso bonifico bancario intestato a UNHCR IBAN: IT84R0100503231000000211000 Causale: Coloriamo il futuro e sul bollettino postale sul conto corrente postale intestato a UNHCR Numero: 298000 Causale: Coloriamo il futuro.

Per saperne di più

sostieniunhcr.it/campagna_coloriamo_il_futuro

 

Mielizia

Saperenetwork è...

Anastasia Verrelli
Anastasia Verrelli
Anastasia Verrelli è giornalista e comunicatrice specializzata in ambiente e cultura, si occupa di divulgazione ambientale, identità territoriali e fenomeni culturali contemporanei.
Scrive con un approccio rigoroso e narrativo, unendo informazione e sensibilità verso i temi della sostenibilità. Parallelamente, opera come digital strategist, supportando enti e imprese nella costruzione di una comunicazione efficace e sostenibile.
Corso Sapereambiente 2026
Lifegrace guida
Mielizia
Resto sfuso

Agenda Verde

Librigreen

no title has been provided for this book

Tempo di ritorno, nel racconto di tre generazioni l'inizio della crisi climatica

Forse uno dei metodi più efficaci per raccontare la crisi climatica è quello di assumere il particolare come punto di osservazione privilegiato, di ri

no title has been provided for this book

Kaos. Dialogo filosofico sull'anatomia di un mondo in transizione

In un’epoca priva di bussola, Kaos (Il Mulino, 2026) si impone come un dialogo filosofico di rara intensità, volto a decifrare le fratture del present

no title has been provided for this book

“La grande avventura dei Gugulù”: un racconto per salvare il mondo dalla plastica

Il mondo dei Gugulù è fatto di plastica e i suoi abitanti alla plastica ci sono abituati. Anzi, a loro la plastica piace molto e non possono proprio f

Il puledro Ettore. Foto: Parco nazionale di Pantelleria
Storia precedente

Pantelleria, è nato un asino pantesco dopo trent’anni

Educare con i media: un bambino gioca con un robot
Prossima storia

Bambini e robot, un’esperienza di programmazione collaborativa nella scuola primaria

Leggi anche...