Inondazione Venezia
Inondazione Venezia (Foto: Pixabay)

Impatto climatico

Il dossier "10 key trend sul clima" di Italy for Climate ha messo in evidenza le luci e le ombre delle nostre politiche ambientali. Registrando un aumento delle temperature e dei disastri connessi ai cambiamenti climatici
3 Aprile, 2020
1 minuto di lettura

 

Inondazione Venezia
Inondazione Venezia (Foto: Pixabay)

 

Nel 2019 l’Italia ha perso la leadership  in Europa sulle fonti rinnovabili per la generazione elettrica e si conferma, sul nostro territorio,  un aumento delle temperature più alto rispetto al resto del mondo. Le emissioni di gas serra si sono ridotte del’1% rispetto all’anno precedente, vale a dire  intorno a circa 423 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (MtCO2eq). Si tratta di una riduzione che ancora non è in linea con il target 2030.  A svelare le luci e le ombre dell’Italia nella lotta ai cambiamenti climatici è il  dossier “10 key trend sul clima – i dati 2019 in anteprima per l’Italia” di Italy for Climate, pubblicato a fine marzo, che ha rilevato un aumento degli eventi estremi: 1600 (erano meno di 150 poco più di 10 anni fa).

E proprio nell’anno in cui si sarebbe dovuta organizzare la Cop26 insieme al Regno Unito, i dati sulle performance climatiche non sono positivi, anche se si registrano alcuni segnali incoraggianti: la riduzione dei costi delle rinnovabili elettriche e la diminuzione della produzione di elettricità dal carbone, scesa dai 49 miliardi di kWh del 2012 a circa 20 stimati nel 2019.

«Stiamo affrontando in queste settimane una grave crisi sociale ed economica dovuta alla pandemia globale di estrema gravità – ha dichiarato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile –  In assenza di un processo strutturale di riduzione delle emissioni e di interventi tempestivi per indirizzare la ripresa, dopo la crisi economica grave e un calo significativo delle emissioni connesse all’attuale pandemia, le emissioni potrebbero tornare a crescere come e forse anche più di prima».

Mielizia

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Michele D'Amico
Michele D'Amico
Sono nato nel 1982 in Molise. Cresciuto con un forte interesse per l’ambiente.Seguo con attenzione i movimenti sociali e la comunicazione politica. Credo che l’indifferenza faccia male almeno quanto la CO2. Giornalista. Ho collaborato con La Nuova Ecologia e blog ambientalisti. Attualmente sono anche un insegnante precario di Filosofia e Scienze umane. Leggo libri di ogni genere e soprattutto tante statistiche. Quando ero piccolo mi innamoravo davvero di tutto e continuo a farlo.
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