Sale la tensione tra Stati Uniti e Cuba. A confermarlo è l’agenzia di stampa Axios, secondo cui l’Avana avrebbe acquistato oltre 300 droni militari, a partire dal 2023, dalla Russia e dall’Iran. Cuba potrebbe rappresentare così una minaccia per gli Usa, data la possibilità di attaccare la base statunitense di Guantanamo Bay, navi militari statunitensi e forse Key West, in Florida, situata a 145 chilometri a nord dell’Avana.
L’avvertimento degli Usa
Lo scorso 14 maggio, durante l’incontro a sorpresa tra il direttore della Cia, John Ratcliffe, il Ministro dell’Interno cubano Lázaro Alberto Álvarez Casas, e Raúl Guillermo Rodríguez Castro (nipote di Raul Castro), Washingtonha lanciato un nuovo avvertimento al governo cubano: «Gli Stati Uniti manifestano la propria disponibilità ad avviare un dialogo più ampio su questioni economiche e di sicurezza, ma a condizione che il governo cubano apporti “cambiamenti fondamentali”».
Sul tavolo della trattativa, secondo il Dipartimento di Stato americano, sarebbero stati messi 100 milioni di dollari per favorire la transizione e smantellare la vera minaccia per l’imperialismo Usa: il sistema comunista cubano.
Rubio e gli aiuti per il popolo
Nelle scorse settimane il Segretario di Stato, Marco Rubio, aveva dichiarato di aver già avanzato un’offerta simile: «Abbiamo offerto al regime 100 milioni di dollari in aiuti umanitari che, sfortunatamente, finora non hanno accettato di distribuire alla popolazione cubana», ha detto il segretario di Stato. «Abbiamo fornito aiuti per l’uragano, ma ne stiamo offrendo altri, ed è il regime che non li accetta. Ne abbiamo discusso e speriamo di poterlo fare perché vogliamo aiutare il popolo cubano, che sta soffrendo a causa di questo regime incompetente che ha distrutto il Paese e l’economia», ha aggiunto Rubio.
Accuse inverosimili, risponde il governo cubano
In quella circostanza, il Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, aveva respinto duramente le dichiarazioni americane: «Consapevole di dover mentire per giustificare il suo attacco criminale contro il popolo cubano, il Segretario di Stato americano inventa la favola di una presunta offerta di aiuti del valore di 100 milioni di dollari o più, cercando di ingannare il popolo cubano e lo stesso popolo americano».
Mentre nelle ultime ore, sul presunto riarmo del governo cubano, si è pronunciato il vice Ministro degli Esteri dell’Avana, Carlos Fernández de Cossío: «Lo sforzo anticubano allo scopo di giustificare senza alcuna scusa un’aggressione militare si intensifica di ora in ora, con accuse sempre più inverosimili».
Il ruolo di Pechino
Gli analisti si chiedono intanto quale sarà la prossima mossa della Cina, dopo l’incontro fra Xi Jinping e Trump. Pechino rappresenta, infatti, il principale alleato dell’Isola, oltre che il motore dei Brics, blocco che propone un modello globale multipolare non dominato dal dollaro. Un legame, quello tra la Cina e l’Avana, che continua a innervosire gli Stati Uniti, alimentando una retorica da Guerra Fredda.
La crisi energetica mette la popolazione in ginocchio
Cuba, classificata dagli Stati Uniti come stato sponsor del terrorismo e principale esportatrice del marxismo in tutta l’America latina, intanto soffre. Le politiche di strangolamento imposte da Trump sono insostenibili. Non ci sono più scorte di carburante. A confermalo ai cittadini dell’Isola è stato il Ministro dell’Energia cubano, Vicente de la O Levy, spiegando che l’ultimo carico di 100mila tonnellate di greggio proveniente dalla Russia è stato consumato in poche settimane.
Il malcontento espresso dai cacerolazos
La popolazione è disperata, manca il cibo, manca l’acqua, mancano le medicine. E per questo motivo non si fermano le proteste dei cacerolazos in diversi municipi: La Lisa, Guanabacoa, Boyeros e Santo Suárez riporta Martí Noticias. Centinaia di residenti sono scesi lungo le strade battendo pentole e bidoni anche dai tetti delle case, mentre le autorità rafforzano il dispiegamento di polizia.
L’Onu chiede un dialogo costruttivo
A sostegno del popolo cubano è intervenuto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, perché le sanzioni a Cuba rappresentano una violazione del diritto internazionale. Non è possibile alcuna soluzione militare. «È necessario avviare un dialogo costruttivo», ha detto Guterres:
«Per garantire che il popolo cubano non continui a soffrire in modo così drammatico come sta accadendo ora».



















