Per il Postumanismo filosofico l'essere umano non è dicotomico, ma contaminato e in continua mutazione. Un animale tra gli animali che assume in sé aspetti del digitale e del virtuale

Abbecedario del Postumanismo. Le parole di un nuovo mondo

Il libro a cura di Elisa Baioni, Lidia Marìa Cuadrado Payeras e Manuela Macelloni, pubblicato da Mimesis Edizioni, è un dizionario per conoscere la corrente di pensiero che si è sviluppata nel primo decennio del XXI secolo

1 Aprile, 2022
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I limiti del linguaggio sono i limiti del mondo. Così scriveva Ludwig Joseph Wittgenstein, logico e filosofo del linguaggio, nella sua opera Tractatus logico-philosophicus (1921). Mai come in questo periodo storico il discorso sull’uso delle parole per forgiare un nuovo mondo è attuale e in fermento, basti pensare al dibattito sul linguaggio inclusivo. Abbecedario del Postumanismo, a cura di Elisa Baioni, Lidia Marìa Cuadrado Payeras e Manuela Macelloni (Mimesis Edizioni, 2021) è una guida per imparare a leggere la realtà in cui viviamo e a scrivere un nuovo capitolo della storia dell’essere umano, non più “uomo” e misura di tutte le cose, ma essere ibrido, in divenire, animale tra gli animali, aperto alla contaminazione e non più schiavo dei dualismi.

 

Una bambina, probabilmente del Sud Est asiatico, gioca e comunica con due gufi
Per il postumanismo, la parola non è più costrutto strumentale all’oppressione verso esseri considerati ‘meno umani’ perché non in grado di parlare

 

Cos’è il postumanismo filosofico?

Come spiega la filosofa Francesca Ferrando nel suo scritto Postumanesimo, transumanesimo, antiumanesimo, metaumanesimo e nuovo materialismo: relazioni e differenze e nello stesso Abbecedario, il termine postumano è un ombrello sotto il quale ritroviamo numerosi movimenti:

«Tutte queste prospettive riflettono su cosa significhi esseri umani nell’era digitale, nell’era della sesta estinzione di massa e in quella dei cambiamenti climatici, ma lo fanno con pratiche e punti di vista teorici molto diversi»

Il Postumanismo filosofico è una corrente di pensiero sviluppatasi nel primo decennio del XXI secolo e si poggia sull’interconnessione tra post-umanesimo, post-antropocentrismo e post-dualismo. L’uomo – maschio, eterosessuale, cisgender, neurotipico, normodotato – che è stato fulcro e misura nel pensiero occidentale, viene decostruito per abbracciare la pluralità dell’esperienza umana e animale, superando ogni forma di specismo, demolendo la separazione con gli altri esseri viventi.

 

È un essere umano che non è più bloccato nelle dicotomie noi/loro, uomo/donna, amico/nemico, natura/cultura, naturale/artificiale: riconosce e si contamina con un’alterità che non termina nell’organico, ma comprende l’inorganico del digitale e del virtuale.

La questione del linguaggio

Dedicare un intero libro alle parole non è un’operazione facile o scontata nel quadro generale del Postumanismo. È una corrente che avversa un passato (e un presente) in cui l’uomo si è issato sul piedistallo del linguaggio, quella caratteristica che lo distingue dall’animalità, attributo interpretato come il seme della coscienza e della soggettività. In quest’ottica sembra quasi un controsenso dare centralità al linguaggio.

«A differenza di altri metodi di comunicazione, la parola è quel costrutto che appartiene esclusivamente al regno dell’animale umano e ha cementato la nozione di differenza su cui sono stati costruiti diversi sistemi di oppressione. Basti pensare a come, anche all’interno della specie umana, coloro che non sono in grado di accedere alla parola, sia essa scritta o parlata, sono stati ritenuti, e in alcuni casi lo sono tuttora, meno umani»

È anche vero che la parola è costruttrice di realtà, plasmatrice del pensiero, e se vogliamo illuminare con una nuova luce il mondo in cui viviamo, il linguaggio può essere il principio del cambiamento.

 

Mani con delle scritte
Non più strumento di oppressione e divisione, la parola, scritta e parlata, è strumento di cambiamento e progresso. Un tipico esempio contemporaneo è il dibattito intorno al linguaggio inclusivo

Parole in evoluzione, parole nuove

Il libro è strutturato come un vero e proprio dizionario del Postumanismo i cui lemmi, scritti da numerose autrici e autori, sono completati da una breve bibliografia per poter approfondire ciascun argomento. Vi si trovano termini conosciuti che si stanno evolvendo, come “ambientalismo”, “biodiversità”, “flora”, “specismo” e “uomo”, e definizioni da introdurre nel nostro nuovo vocabolario, ad esempio “etnografia multispecie”, “postanimalismo”, “predicati umani” e “zooantropologia”. Piccoli fari che ci guideranno sulle rive del riconoscersi esseri umani diversi, pronti a contaminarsi e a frenare il declino del Pianeta di cui sono stati fino a ora i responsabili.

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Alessia Colaianni
Laureata in Scienza e Tecnologie per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali, dottore di ricerca in Geomorfologia e Dinamica Ambientale, è infine approdata sulle rive della comunicazione. Giornalista pubblicista dal 2014, ha raccontato storie di scienza, natura e arte per testate locali e nazionali. Ha collaborato come curatrice dei contenuti del sito della rivista di divulgazione scientifica Sapere e ha fatto parte del team della comunicazione del Festival della Divulgazione di Potenza. Ama gli animali, il disegno naturalistico e le serie tv.
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