raccolta uva

Minima ruralia. Semi, agricoltura contadina, ritorno alla terra

Il libro di Massimo Angelini è uno sguardo consapevole, discreto e rispettoso di una dimensione ancora legata agli elementi naturali e al lavoro manuale
7 Settembre, 2020
1 minuto di lettura
minima ruralia cover

Mettete in borsa “Minima Ruralia” e leggetelo in treno: scegliete una delle tante linee ferroviarie che si allontanano dalle città per addentrarsi, a suon di gallerie, ponti e curve, tra le increspature dell’appennino. Leggete qualche pagina, poi lasciate che il vostro sguardo vada a spasso in mezzo ad alberi e colline ai lati della ferrovia. Noterete che, ogni tanto, la continuità del paesaggio si interrompe a favore di una casa isolata, un paesino, alcuni orti. Forse non è proprio questa la campagna di cui ci parla Massimo Angelini, ma è quanto di più simile riesca a scovare il mio inesperto occhio di cittadino e la lentezza malinconica di un regionale sembra il mezzo più adatto ad accompagnare la lettura di queste storie nascoste, silenziose, talvolta soffocate.

 

Massimo Angelini,
Massimo Angelini è un “filosofo della terra e della parola”. I suoi lavori si concentrano sul mondo agricolo e sulla riscoperta della cultura contadina

 

Come le immagini attraverso il finestrino, scorrono gli appunti che compongono questa raccolta che, a detta della quarta di copertina, è  «un percorso di riflessione e di azione».

Il sottotitolo annuncia che si parlerà di “semi, agricoltura contadina e ritorno alla terra”. C’è molto di più all’interno: ci sono culture, tradizioni, storie. Ci sono intere comunità fatte di persone viventi e vissute, condensate dentro un unico abbraccio che attraversa il tempo. Ma, soprattutto, ci sono gesti quotidiani, semplici e concreti.

Il libro volge rapidamente in uno spaccato di antropologia, dove la dimensione rurale, così come i suoi abitanti, rifugge ogni forma di classificazione, lasciando il passo a una sapienza antica che non può essere rinchiusa dentro brevetti e certificazioni e che rischia di scomparire sotto il peso della burocrazia e di leggi, spesso, inadeguate.

 

Guarda l’intervista a Massimo Angelini

 

Angelini, poi, ci mette in guardia da chi si riempie la bocca ostentando promozione del territorio e dei  prodotti del territorio, temi di tendenza oggi, così come dai “nostalgici” che predicano il ritorno a una terra che non hanno mai conosciuto.

L’autore ci propone un esperimento tanto poetico quanto malinconico:  «…sali in alto, in costa, dove puoi guardare dentro una valle e i suoi paesi. E, quando il sole si è infilato nell’orizzonte, conta le luci che si accendono… La luce e il fumo tradiscono la presenza degli abitanti».

Proprio lì risiede l’essenza del mondo rurale, in chi lo vive, al di fuori delle mode e delle speculazioni. Ogni forma di valorizzazione di questo mondo può essere misurata nel tempo attraverso una semplicissima domanda:  «…dopo alcuni anni, si sale in alto e si contano le luci. Ce ne è qualcuna in più? Anche una sola?».

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