
Passare dall’epoca preistorica dei rifiuti all’epoca contemporanea e del futuro delle risorse. Un obiettivo ambizioso che si può raggiungere. Come? Abbandonando l’idea sbagliata che abbiamo dei rifiuti In Italia. Basterebbe guardare con maggiore attenzione il nostro Paese per scoprire che oltre ai cassonetti incendiati, alle discariche fuori legge, alle tragedie come la Terra dei fuochi, esistono tante realtà virtuose nate dal basso, grazie allo sforzo di tanti cittadini e associazioni. Rossano Ercolini, Premio Nobel per l’Ambiente (Goldman Prize 2103), nel suo “Rifiuti Zero” ha voluto descrivere proprio questa rivoluzione ecologica silenziosa.

Noi italiani siamo migliori di quello che crediamo: nel nostro Paese, infatti, sono 276 i Comuni che hanno scelto di vivere senza mandare tonnellate di rifiuti in inceneritori o in discarica, azzerando l’inquinamento che ne deriva e non immettendo microplastiche in mare. La filosofia di “Rifiuti Zero”, quella che può farci uscire dall’inciviltà dell’uso e getta, si può racchiudere in dieci punti: organizzare la raccolta differenziata, perché la gestione dei rifiuti non è un problema tecnologico, e il suo punto di forza è il coinvolgimento della comunità; la raccolta porta a porta che può raggiungere quote percentuali superiori al 70%; la realizzazione di impianti di compostaggio nelle aree rurali; le piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali; la diffusione del compostaggio domestico; la realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici; l’introduzione di un sistema di tariffazione che premi i cittadini che riducono i rifiuti da avviare allo smaltimento; il recupero di materiali riciclabili sfuggiti alla raccolta differenziata; la riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili; la realizzazione della discarica pubblica transitoria. In breve, un mondo pulito è possibile.
Guarda l’intervento di Rossano Ercolini
















