
Per ogni bambino, togliere le rotelle alla bici ha il sapore di un rito di iniziazione. C’è un misto di paura e smarrimento, ma anche l’incredulità che quello strano aggeggio, con quella superficie di appoggio così ridotta, possa davvero non cadere e noi con lui. Poi, in un istante quasi impercettibile, la spinta si fa equilibrio e la pedalata diventa distanza. Da lì non si torna più indietro perché, come si usa dire proprio dell’andare in bici, una volta imparato non lo si dimentica più.
A ben pensarci, non è molto diverso da altre iniziazioni. Camminare, nuotare, leggere e scrivere sono tutti equilibri insospettabili che si cominciano a padroneggiare dopo aver oltrepassato un magico punto di non ritorno.
L’autore del libro Mario Ginevro
Mario Ginevro, all’inizio di “Senza rotelle. Piccolo manuale (illustrato) della bici” (Ed. Scrittura Pura, 2022), porta il lettore a scrutare l’orizzonte dalla cima di una collina: «Là fisserai il tuo obiettivo». Che questo obiettivo sia un ciclo-viaggio di più giorni o raggiungere il proprio negozio di fiducia, non fa troppa differenza, perché il libro non ha la pretesa di trasformare chi legge in un professionista.
Ginevro vuole impartire alcuni rudimenti essenziali per approcciarsi alla bici, ma, soprattutto, vuole trasmettere un po’ di quel senso di libertà e avventura che solo questo mezzo sa smuovere.
Si parte dalla anatomia della bicicletta, ci si sofferma su alcuni cenni storici, si esplorano i diversi modelli e, nella parte conclusiva, si analizza quella specie di atleta/avventuriero/sognatore che è il ciclista. Il tutto accompagnato da illustrazioni dello stesso autore che riescono a far coesistere nella stessa tavola dettagli tecnici e leggero umorismo.
Perché, dopo che ogni aspetto pratico è stato curato, dopo che si è saliti in sella portandosi dietro l’essenziale, la strada inizia a scorrere sotto le ruote. Ed è bene prenderla come viene.


















