Dodici candidati per l’ambiente e le comunità, la campagna “Facciamo eleggere”

Anche quest'anno l'iniziativa, promossa da Forum Disuguaglianze e Diversità e da Ti Candido, propone un gruppo di donne e uomini interessati a lavorare nelle istituzioni locali mettendo al centro persone e natura

13 Maggio, 2026
1 minuto di lettura

«In un mondo sempre più fragile, attraversato da conflitti, disuguaglianze e trasformazioni profonde, servono istituzioni più aperte, competenti e capaci di coinvolgere davvero le persone nelle scelte collettive». Così i coordinatori di Ti candido spiegano l’intento della campagna “Facciamo eleggere”, di cui sono promotori insieme a Forum Disuguaglianze e Diversità. L’obiettivo è sostenere, alle prossime amministrative, 12 donne e uomini, espressione delle comunità che si candidano a rappresentare:

e che intendono mettere al centro della loro azione la giustizia sociale e ambientale e la lotta alle disuguaglianze.

Obiettivi concreti

Nata nel 2021, la campagna vuole portare nelle amministrazioni comunali le istanze di chi non ha voce ed è interessato a: favorire la creazione di comunità energetiche (per democratizzare l’accesso all’energia), approvare piani urbanistici che tengano conto delle esigenze delle persone, promuovere patti con le aziende (contro precarietà e sfruttamento), valorizzare le diversità (anche di chi ha un background migratorio) e puntare sulla mobilità sostenibile. Obiettivi molto concreti che i candidati si impegnano a realizzare.

Spazio ai giovani

La campagna punta su un gruppo eterogeneo, con particolare attenzione alle voci più fresche e giovani dei candidati under 30 (ben cinque). In tutto sette uomini e cinque donne, provenienti da otto regioni – tra sud, centro e nord – che, come dichiarato dai coordinatori di Ti candido, sono già «espressione concreta del Paese che vorremmo: più plurale, accessibile e partecipato, vivo. Un Paese in cui più persone possano fare politica trovando spazio, strumenti e fiducia per farlo».

Ricreare la fiducia

I candidati provengono tutti da percorsi di attivismo in movimenti o partiti. L’attivismo per il Forum Disuguaglianze e Diversità  è essenziale per concorrere a ricostruire l’infrastruttura sociale fatta di movimenti, organizzazioni di cittadinanza attiva e partiti: «è proprio al livello locale di governo che si può rifondare una relazione tra persone e istituzioni.»

«Una classe dirigente che viene dall’attivismo, quelli che noi chiamiamo agenti di cambiamento, può concorrere a questo obiettivo con passione e visione».

Per saperne di più:

https://www.ticandido.it/

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