Dettaglio del modulo compositivo di Mirella Rossomando

Cura e controllo di corpi e identità. Per le Giornate Basagliane la mostra “Inquadrat”

Sabato 16 maggio a Roma, un evento dedicato al rapporto tra l'individuo e le istituzioni tra arte, letteratura, dialogo e cinema, promosso dal Collettivo degli artisti di Montemario
14/05/2026
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Un insieme di cornici quadrate, modulate tra loro. Un’installazione collettiva stabile e al tempo stesso traballante. Si tratta di Inquadrat? la mostra del Collettivo degli Artisti di Montemario organizzata in occasione della VIII edizione delle Giornate Basagliane. La ricorrenza che rimanda alla firma della Legge Basaglia (1978) e che il collettivo celebra ogni anno con mostre, azioni performative, presentazioni di libri, tavole rotonde, cineforum e concerti.

Sempre con l’obiettivo di veicolare le tematiche del pensiero basagliano.

Inquadrat.Moduli compositivi di Angelo Rossi e Triana Ariè
Moduli compositivi di Angelo Rossi e Triana Ariè

La relazione tra individuo e istituzioni

Quest’anno la celebrazione, il cui tema sarà il rapporto tra individuo e istituzioni, si terrà sabato 16 maggio, dalle 16.30 alle 23.00, ospitata dall’occupazione abitativa in via Taggia, 70. Un’occasione per riflettere sugli schemi imposti e sulla loro ambivalenza: strutture di sostegno e potenziamento ma, anche, ostacolo alla libertà di espressione e di autodeterminazione.

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Le opere della mostra prendono ispirazione da L’istituzione negata di Franco Basaglia e dal pensiero di filosofi e sociologi che hanno esplorato il concetto di istituzione totale e il confine tra cura e controllo.

L’osservazione di corpi e identità

Gli artisti hanno indagato i dispositivi attraverso cui corpi e identità vengono osservati, classificati e normalizzati. I singoli lavori realizzati si uniscono in un’unica struttura, specchio della società dove individui, coppie e famiglie agiscono in sistemi più complessi e in istituzioni sempre più totalizzanti. Espongono gli artisti: Triana Ariè, Flaminia Bisceglia, Francesca Coccurello, Valeria Corsini, Daniela Di Mase, Paola Marinelli, Nina Razzaboni , Angelo Rossi, Mirella Rossomando, Juliette Way, Mela Wayfinder.

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Ispirato dal luogo in ha mosso i suoi primi passi, il Padiglione 31 dell’ex Manicomio Santa Maria della Pietà, dal 2019 il Collettivo degli Artisti di Montemario – sotto la curatela dell’antropologa Dafne Crocella – indaga il territorio, il disagio psichico, la storia del manicomio in Italia e il pensiero basagliano.

Moduli compositivi di Valeria Corsini e Francesca Coccurello

Il programma

Dopo l’apertura della mostra è prevista la presentazione dei libri: Riprendersi la vita. Etnografia del 4 stelle occupato tra bisogno e socialità di Osvaldo Costantini e La Quarta Compagna di Orsola Severini. Opere che parlano di resistenza, del costruire comunità e forme alternative di esistenza in spazi di esclusione o marginalità. Seguirà una tavola rotonda aperta al pubblico dove sarà portata anche l’esperienza della campagna per la chiusura dei CPR in Italia alla quale il Collettivo, quest’anno, ha aderito con il Viaggio di Marco Cavallo. A seguire è prevista una cena sociale organizzata dall’occupazione abitativa di Via Taggia. Per concludere verranno proiettati: il corto Acanto, vincitore del premio Corto Botanico, e di Francesco Munzi, girato con i ragazzi delle Comunità Terapeutiche di Primavalle e Cortina D’Ampezzo.

Per saperne di più:

inquadrat/

Mielizia
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