Green Pea retail park

Green Pea, il retail park sostenibile e innovativo

Aprirà al pubblico a Torino  il 9 dicembre il megastore a emissioni zero della famiglia Farinetti all’insegna del claim «From duty to beauty»
4 Dicembre, 2020
2 minuti di lettura

“From duty to beauty”. È con questo slogan che Oscar e Francesco Farinetti hanno presentato il primo megastore dedicato a prodotti e servizi sostenibili. Si chiama Green Pea e aprirà le sue porte al pubblico il 9 dicembre, a Torino, presso il Lingotto. Dopo Unieuro e Eataly, la nuova avventura imprenditoriale della famiglia Farinetti è un green retail park grande 15 mila metri quadrati e suddiviso su cinque piani, ciascuno dedicato a un tema: Life, Home, Fashion, Beauty e Otium ovvero 66 negozi, un museo, 3 luoghi di ristorazione, una piscina, una spa e un club dedicato all’Ozio Creativo.

«Ricordiamoci che dall’ozio sono nate democrazia, filosofia e arte», precisa Oscar Farinetti, durante la conferenza stampa di presentazione che si è svolta stamattina, con tanto di tour all’interno.

 

 

 

Aziende che sfiorano la perfezione

Cento marchi selezionati tra arredi, moda, auto e tempo libero. E poi ancora smartphone rigenerati e cibo biologico. Il complesso vuole essere sostenibile in ogni dettaglio: la struttura è realizzata con il legno recuperato dagli alberi abbattuti durante la tempesta Vaia, lavorati poi da un artigiano locale. «Inoltre, calpestando il pavimento si produce energia e il fabbisogno dell’edificio è soddisfatto per l’89% da fonti rinnovabili. Sfioriamo la perfezione»,  racconta Oscar Farinetti. Questo concetto del “avvicinarsi al 100%” torna più volte nel discorso farinettiano. «Abbiamo voluto mettere insieme aziende totalmente sostenibili ma anche ospitare quelle che per il momento sono sostenibili al 50 o 60 per cento ma che stanno investendo e crescendo sulle tematiche ambientali» aggiunge l’imprenditore piemontese.

«Insomma, con Green Pea vogliamo dimostrare che vi è la possibilità, subito, di vivere in armonia con il pianeta senza rinunciare al bello. Poiché ci sembra di aver raggiunto questo scopo già con Eataly per quanto riguarda il cibo, dunque l’agricoltura, ora ci proviamo con le altre principali attività di consumo: muoversi, abitare, vestirsi e poi stare puliti, in forma e sapienti».

 

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Un Green Pea a Torino

Ma perché Green Pea, ovvero pisello verde? «Questo piccolo legume è rotondo come la Terra e verde come dovrebbe essere il nostro Pianeta», spiega il fondatore di Green Pea. «Nel 2020 deve diventare cool comportarsi bene e il pisello verde vuole essere il simbolo di questa inversione di rotta nella produzione e nel consumo. Dobbiamo smettere di consumare o consumare con rispetto? Green Pea risponde con un’idea: è il momento di valorizzare il lato bello e piacevole di comportarsi bene, nel Rispetto della Natura».  Green Pea sarà l’unico store di questo tipo in Italia. E allora perché la scelta è ricaduta su Torino? È ancora Oscar a rispondere: «Perché è la città più vicina a dove sono nato, per una questione di scaramanzia ma soprattutto perché Torino è una città creativa dove è nata l’automobile, il cinema, la radio, la moda, la telefonia e qui si è originata anche la prima cooperativa di lavoratori». E ancora:

«Vogliamo che questa inaugurazione diventi una serendipity, un progetto nato durante un momento sfortunato ma che in futuro sappia diventare un fiore all’occhiello nel mondo. Come quando a New York sentono parlare di Torino e rispondono “certo, dove c’è Eataly”».

 

 

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