Ogni anno a dicembre la rivista Science seleziona il Breakthrough of the Year, ovvero una notizia o scoperta scientifica particolarmente significativa dell’anno che volge al termine. La scelta stavolta è caduta sulla Rise of the Renewables, vale a dire la l’ascesa delle rinnovabili.
Il 2025, infatti, è stato il primo anno in cui, a livello mondiale, è stata generata più energia da fonti rinnovabili, tra cui eolico e solare, che da carbone.
Foto emblematica
Simbolo di questa crescita e delle sue implicazioni economiche internazionali è la foto di George Steinmetz in copertina. Una distesa di pannelli solari (che nella versione online appare ancora più immensa) nel bacino idrico di Qianjiadong, in Cina. Il bacino «produce un doppio raccolto: energia solare e carpa gialla. L’impianto solare produce fino a 80 megawatt di energia mentre i pesci si nutrono sotto i pannelli».
I progressi nello stoccaggio
Per Science ha giocato un ruolo fondamentale la maggiore disponibilità di tecnologie per l’energia solare ed eolica e di nuove batterie al litio più economiche per lo stoccaggio dell’energia solare e l’alimentazione dei veicoli elettrici.
La situazione energetica mondiale, inoltre, è stimata come prossima al cosiddetto “picco del carbonio“, momento in cui, globalmente, le emissioni di combustibili fossili raggiungono il livello massimo per poi iniziare a diminuire.
Il beneficio ambientale
Infatti, l’uso di combustibili fossili continua a crescere, ma a un ritmo minore rispetto alle energie rinnovabili. «Sebbene l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a un aumento di 1,5 °C non sia probabilmente più raggiungibile, l’imminente declino nell’uso di combustibili fossili suggerisce che il maggiore consumatore di carbone al mondo, la Cina, sia “appena sul punto” di una diminuzione dei consumi». Circostanza che rende più vicina una diminuzione mondiale nell’uso delle fonti fossili.
La Cina traina la crescita
La Cina, che ha sviluppato, perfezionato e inondato il mercato di queste tecnologie, fornisce oggi l’80% delle celle solari mondiali, il 70% delle turbine eoliche e il 70% delle batterie al litio. Anche per i data center necessari per l’IA, che necessitano di enormi quantità di energia, Pechino disporrà di abbondante fornitura da fonti rinnovabili e, secondo Science, userà le fonti fossili come riserva.
Gli Usa fermi ai fossili
Nel frattempo gli Usa di Trump raddoppiano i combustibili fossili e hanno ritirato gli incentivi per la produzione e l’acquisto di veicoli elettrici a favore delle auto a benzina. Anche per i data center gli Stati Uniti stanno enfatizzando le fonti fossili. Per Science, una scelta economica, oltre che ambientale, sbagliata: la domanda globale di rinnovabili è in aumento e così i ricavi per i produttori. L’altro lato della medaglia della Svolta, per la rivista statunitense, è l’incapacità per gli Usa di trarre vantaggio da innovazioni alla cui nascita hanno contribuito. «I benefici ambientali e sociali della svolta vanno a beneficio di tutti i paesi» sottolinea Science.
«Ma i benefici economici sono goduti dalla Cina, che è inequivocabilmente leader mondiale nel prosperare grazie ai miglioramenti tecnologici».




















