Foto: Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone

Sul Lago d’Orta il battito cardiaco delle cozze monitora la qualità delle acque

Uno studio promosso dall'Ecomuseo del Lago d'Orta, in Lombardia, insieme all'Università di Milano e all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, punta utilizzare il bivalvo "Unio Elongatulus" come indicatore ecologico. I risultati fra un anno e mezzo  
23 Luglio, 2025
2 minuti di lettura

Anche le cozze hanno un cuore. E il loro battito cardiaco può essere utilizzato come indicatore della qualità ambientale nell’habitat in cui vivono. È l’obiettivo di “Integrare, Qualità ambientale del Lago d’Orta, dagli immissari ai contaminanti emergenti”, una ricerca biennale utile allo sviluppo di interventi mirati di ripristino e bonifica, promossa dall’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone.

Il team del progetto "Integrare" dell'Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone
Il team del progetto “Integrare”. Foto: Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone

L’analisi  e il monitoraggio dei bivalvi e del loro battito cardiaco, infatti, permetterà di ottenere un’analisi aggiornata sullo stato ecologico del specchio d’acqua.

Rilevazioni e interventi

A eseguire e analizzare le rilevazioni sul Lago d’Orta saranno il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. I dati saranno condivisi con ARPA Piemonte, le amministrazioni comunali e il Gestore delle acque, per predisporre eventuali bonifiche e piani di monitoraggio periodici. L’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, ente capofila del progetto e promotore del Contratto di lago del Cusio, in cui rientra l’iniziativa, si occuperà del supporto di alcune fasi di campionamento delle acque e delle attività didattiche.

A tutela dell’ecosistema

Sono previste, infatti, iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento attivo della cittadinanza, dedicate alla conservazione dell’ecosistema, tra cui: workshop, attività didattiche nelle scuole, eventi divulgativi, uscite di campionamento, conferenze e una mostra finale organizzata dall’Ecomuseo stesso. Il progetto Integrare si inserisce pienamente negli obiettivi delle recenti politiche ambientali europee, come la Direttiva Quadro sulle Acque e la Strategia sulla Biodiversità 2030. Inoltre completa le attività svolte dal precedente progetto RisOrta, condotto tra 2023 e 2024, estendendolo a più aree del lago e a nuove classi contaminanti.

La bio-sentinella che rivela i contaminanti

L’Unio Elongatulus, comunemente detta cozza di lago, è una specie nativa e protetta, di cui si conferma la ricomparsa e ricolonizzazione del lago dal 2014. È un animale fondamentale come “bioaccumulatore” per la depurazione delle acque e il miglioramento dei fondali. È anche un efficace biosensore: è in grado, infatti, di fornire risposte biologiche misurabili in risposta alla presenza dei contaminanti.

Elettrocardiografo e analisi chimiche

Lo studio verrà realizzato mediante la posa di gabbie contenenti le cozze provenienti dal Lago Maggiore, opportunamente depurate, in sei stazioni del Lago d’Orta identificate in base al potenziale diverso impatto antropico. Dopo un anno le cozze saranno analizzate e confrontate con quelle native per capire se vivere nel lago può determinare degli adattamenti che si fissano a livello genetico nel tempo. Il monitoraggio prevede l’uso di un elettrocardiografo in grado di rilevare il battito cardiaco dei bivalvi in tempo reale e il loro stato di salute.

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Saranno monitorati anche i contaminanti emergenti, derivanti da attività industriali e domestiche, e le microplastiche nelle acque del Lago, per comprenderne distribuzione e caratteristiche.

Il Lago d’Orta

Si tratta di metodologie non ancora ampiamente applicate in progetti di biomonitoraggio degli ecosistemi lacustri, aspetto che rende il progetto un caso di rilievo.

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