Nell’ambito della rassegna Teatro in Auditorium, domenica 25 gennaio alle ore 18.00 presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, Sala Petrassi, andrà in scena Olympe, opera scritta e diretta Francesca Tricarico e interpretata dalle attrici ex detenute e ammesse alle misure alternative alla detenzione della compagnia Le Donne del Muro Alto.
Il progetto
Tratto dal romanzo La donna che visse per un sogno di Maria Rosa Cutrufelli (Sperling & Kupfer, 2008) lo spettacolo è nato nel 2015 da un primo studio nella Casa Circondariale Femminile di Rebibbia.
Negli anni ha calcato altri prestigiosi palchi romani, dalla Festa del Cinema di Roma al Teatro India, fino alla Corte Suprema di Cassazione, con il sostegno dei fondi otto per mille della Chiesa Valdese per il primo allestimento fuori le mura detentive.
Lo spettacolo
Olympe racconta gli ultimi giorni in carcere di Olympe de Gouges (1748 –1793), intellettuale, drammaturga e attivista francese nell’epoca della Rivoluzione, impegnata nella difesa dei diritti civili. Nota per la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, che anticipa istanze centrali del femminismo, De Gouges si pronuncia anche su temi del dibattito politico-sociale del suo tempo. Denuncia infatti le condizioni degli schiavi, dei poveri, degli infermi.
Libertà e liberazione
A Parigi nel 1793, a causa del manifesto politico Le tre urne, viene arrestata e poi condannata alla ghigliottina per “aver scritto ai francesi invece che all’amante”. Da un’altra cella, fa eco alla sua attesa quella di altre donne a lei vicine. Il susseguirsi dei momenti trascorsi in carcere in attesa del processo diventa una riflessione sulla negazione della libertà individuale e sulla cultura come strumento di libertà e liberazione.
La compagnia
Le Donne del Muro Alto è un progetto teatrale nato nel 2013 su iniziativa di Francesca Tricarico e dell’associazione Per Ananke ETS. La compagnia porta il teatro oltre le mura carcerarie per favorire il reinserimento lavorativo e sociale, offrendo formazione teatrale e opportunità lavorative.
Partito dalla Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, il progetto coinvolge donne detenute, ex detenute e in misure alternative, insieme a studenti di scuole e università. Il progetto è stato premiato dalla Fondazione De Sanctis con il Premio Internazionale per i Diritti Umani 2025.


















