Fonte: C3S/ECMWF

Copernicus, l’estate 2026 è la più calda mai registrata in Europa occidentale

Stress termico record, condizioni di siccità diffuse, portate fluviali molto basse e mari insolitamente caldi si sono verificati in gran parte del continente contemporaneamente
02/10/2026
2 minuti di lettura

Siccità, ondate di calore estremo, con temperature record sia per la superficie del mare che per l’aria, in particolare in Europa occidentale, e portate fluviali più basse delle ultime trenta estati. Sono gli ultimi dati Copernicus, servizio per il cambiamento climatico (C3S) gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), e del Servizio Copernicus di gestione delle emergenze (Cems).

Una stagione di estremi climatici combinati

Per Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’Ecmwf, «Le conseguenze si sono estese ben oltre i record di temperatura, influenzando la disponibilità idrica, i sistemi energetici, i trasporti, gli ecosistemi e la salute umana. Con il continuo riscaldamento del clima, eventi come questi sottolineano l’importanza di costruire resilienza ai rischi climatici sempre più interconnessi».

Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima Ecmwf. Foto: Linkedin

Stress termico “molto forte” in oltre metà continente

Vediamo i numeri. Lo stress termico ha interessato tutto il continente, con il 52% (altro record) esposto a uno stress “molto forte”(con temperature percepite pari o superiori a 38°C) a fine stagione. Le condizioni estive erano arrivate in gran parte dell’Europa occidentale già a fine maggio, e ci hanno portato dentro la terza estate più calda mai registrata in Europa e la più calda in assoluto per l’Europa occidentale, con una temperatura media di 21,7°C (2,5°C al di sopra della media del periodo 1991-2020), superando il precedente record del 2003.

Categoria di stress termico più grave registrata durante l’estate (da giugno ad agosto) del 2026, in base alla temperatura massima percepita stagionale (Indice Climatico Termico Universale, UTCI). Dati: ERA5-HEAT. Fonte: C3S/ECMWF.

Caldo diffuso e persistente, su terre e mari

Si sono registrati 17 giorni in cui almeno il 60% dell’Europa occidentale ha subito temperature superiori ai 30°C, contro gli 11 giorni del 2003 e i 7 giorni del 2025. Considerando la media dell’Europa occidentale, il “forte” stress termico ha interessato ben 41 giorni, cinque in più del 2003, mentre i giorni con stress termico “molto forte” sono arrivati al numero record di 13.

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Temperature superficiali del mare (Sst) record o quasi record sono state registrate, inoltre, lungo gran parte della costa atlantica e nel Mediterraneo occidentale e centrale. Le ondate di calore marine limitano il raffreddamento notturno nelle aree costiere e ne aumentano l’umidità, peggiorando lo stress da calore.

L’impatto sulle risorse idriche …

Si è trattato della più grave siccità estiva dal 1992, anno in cui l’Efas ha iniziato a raccogliere dati. A luglio e agosto, si sono registrate simultaneamente portate minime record o quasi record in molti dei principali fiumi europei, tra cui Reno, Danubio, Po, Loira, Rodano e Senna. Ciò ha causato gravi disagi a settori come il trasporto merci, con ripercussioni sulle catene di approvvigionamento, e ha esercitato una pressione crescente sulla disponibilità di acqua dolce, sull’irrigazione, sulla produzione di energia idroelettrica, sul raffreddamento dei reattori nucleari, evidenziando lo stretto legame tra i cambiamenti climatici e le rilevanti sfide geopolitiche come la sicurezza energetica.

Portata media estiva (giugno-agosto) di 12 principali fiumi europei, dal 1992 al 2026. Le barre indicano gli anni con valori superiori o inferiori alla media 1992-2020. Dati: EFAS. Crediti: CEMS/C3S/ECMWF.

… e sugli incendi boschivi

Secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi, entro il 2 settembre, la superficie bruciata nell’Unione Europea era quasi il doppio della media del periodo 2006-2025 per quello stesso periodo dell’anno, con un’attività particolarmente estesa in Spagna e Francia. I dati del Servizio di monitoraggio atmosferico Copernicus (Cams) hanno mostrato che le emissioni dovute agli incendi boschivi in ​​Europa alla fine dell’estate erano tra le dieci più alte dal 2003.

Con milioni di persone esposte a livelli pericolosi di inquinamento atmosferico.

Mielizia

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