Oxfam report disuguaglianze 2026
Immagine: rapporto Oxfam 2026 sulle disuguaglianze

Disuguaglianze che svuotano la democrazia, il report Oxfam per invertire la rotta

Per la Ong, il 2025 segna una soglia senza precedenti di ricchezze mondiali nelle mani di pochi e di una conseguente concentrazione estrema di potere politico. Mentre lo spazio dei diritti e delle opportunità viene eroso
21 Gennaio, 2026
3 minuti di lettura

Il divario tra ricchi e poveri nel mondo è più ampio che mai, come conseguenza di precise scelte economiche e politiche nazionali e globali. Un divario che erode le democrazie dall’interno, restringendo lo spazio reale di diritti e opportunità. Lo sostiene Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia:

il nuovo report Oxfam, pubblicato anche quest’anno in occasione dell’avvio del meeting annuale del Forum Economico Mondiale di Davos.

Dodici ricchi possiedono più ricchezza di 4,1 miliardi di persone

La ricchezza dei miliardari è aumentata di oltre il 16% nel 2025: tre volte più velocemente rispetto alla media degli ultimi cinque anni, e ha raggiunto il livello record di 18,3mila miliardi di dollari. Un aumento nelle tasche dei miliardari, solo nel 2025, di 2,5 mila miliardi di dollari, cifra che sfiora l’intero patrimonio detenuto dalla metà più povera dell’umanità: i 12 miliardari più ricchi possiedono una ricchezza superiore di queste 4,1 miliardi di persone.

Metà della popolazione mondiale in povertà

Di contro, il tasso di riduzione della povertà globale non avanza dal 2019. Quasi la metà della popolazione mondiale vive in povertà, mentre una persona su quattro soffre di insicurezza alimentare. I recenti tagli agli aiuti internazionali hanno colpito direttamente le popolazioni più vulnerabili e, secondo le stime, potrebbero provocare oltre 14 milioni di morti aggiuntive entro il 2030.

Accesso al potere e controllo delle narrazioni

All’interno degli stati democratici, le disuguaglianze svuotano la democrazia in molti modi. Secondo il rapporto, la concentrazione della ricchezza si traduce in concentrazione del potere politico. Ad esempio, un miliardario ha una probabilità di ricoprire incarichi pubblici fino a 4mila volte superiore rispetto a una persona comune. Inoltre, nove delle dieci maggiori piattaforme di social media appartengano a miliardari. «Sappiamo bene – ha sottolineato Amitabh Behar, direttore esecutivo di Oxfam – quanto i social media abbiano un ruolo fondamentale nel plasmare le narrazioni politiche.

Amitabh Behar
Foto: YouTube, @SDGaction

«Inoltre, otto delle dieci maggiori aziende di Intelligenza artificiale sono di miliardari, quindi quello cui stiamo assistendo è il controllo totale delle narrazioni».

Territori, esclusione e derive autoritarie

Inoltre, sottolinea Oxfam, le disuguaglianze «corrodono il tessuto morale della società e lacerano il patto civico, il senso di appartenenza, la capacità di riconoscersi parte di un destino comune. (…) Se si adotta una prospettiva territoriale, ci si trova di fronte a un arcipelago diviso in luoghi che contano e luoghi che non contano.

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A questi ultimi, il cui numero è in espansione, corrispondono aree trascurate, prive di potere e prospettive, in cui il disagio delle persone si trasforma in un sentimento condiviso di esclusione e la perdita di opportunità e di riconoscimento si traduce più facilmente in voto anti-sistema (…). Luoghi il cui smarrimento e malcontento sono intercettati con maggiore facilità da forze politiche populiste o estremiste, con proposte di cambiamento tanto illusorie quanto in grado di attecchire e determinare, in caso di successo elettorale, una preoccupante involuzione democratica».

L’Italia nel trend

In Italia, secondo Oxfam lavoro e fisco, anziché redistribuire le risorse, amplificano le disuguaglianze. Risulta infatti che dal 2010 al 2025 la ricchezza nazionale è cresciuta di oltre 2.000 miliardi, ma di questo aumento il 91% è andato al 5% più ricco, contro il 2,7% alla metà meno abbiente. Nonostante i salari rappresentino il 38% del Pil contro il 50% dei profitti: dei 100 punti di entrate fiscali e contributive, 49 provengono dai salari e solo 17 dai profitti.

Giovani e donne sottopagati

Il rapporto Oxfam inoltre rileva l’assenza di progressi nella lotta alla povertà nel nostro paese, mentre il tasso di inattività ci colloca in cima all’Unione Europea, lì dove l’incremento dell’occupazione (principalmente degli over 50) lascia esclusi o sottopagati giovani e donne.

La ricchezza delle famiglie italiane. Rappresentazione grafica dal rapporto Oxfam sulle disuguaglianze 2026
Distribuzione della ricchezza delle famiglie italiane, anni 2010-2025Q2. Fonte: Banca d’Italia/Oxfam

Un’alternativa egalitaria c’è

Il rapporto sottolinea che «Le misure di natura predistributiva e redistributiva in grado di contrastare efficacemente le elevate e crescenti disuguaglianze sono tante»: e ne richiama diverse, nel dettaglio. Ad esempio, per l’Italia, la possibilità di accesso a un reddito minimo a chiunque si trovi in condizione di bisogno, l’attuazione di politiche e investimenti di lungo periodo a sostegno dell’abitare, l’introduzione di un salario minimo legale, misure dissuasive ex ante per il contrasto al lavoro nero e grigio, un’imposta progressiva sui grandi patrimoni, un maggiore prelievo sulle grandi successioni.  Anche a livello internazionale Oxfam chiede provvedimenti e iniziative per incidere sui processi Onu e G20.

Al fine di ridurre gli squilibri economici a livello globale.

Per saperne di più

www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-erode-democrazia/

Mielizia

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Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
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