Or s’avanza uno strano animale…

È divenuto "virale", aggettivo abusato persino in piena pandemia, il video del gallo cedrone su una pista da scii vicino Trento. Ma cosa c'è davvero di tanto eclatante? Oltre allo stupore superficiale, ci interessa davvero approfondire scoprendo di più su questo animale che vive in natura?
19 Gennaio, 2021
1 minuto di lettura

Siamo ossessivamente tempestati dalle immagini di un gallo cedrone impettito e audace che si avvicina a uno sciatore di fondo, avventuratosi suo malgrado in una imprecisata pista da fondo che potrebbe essere dovunque nel mondo ci sia neve e si scii, appunto, di fondo.

 

Gallo Cedrone
Gallo cedrone (Disegno di Fabrizio Carbone)

L’ordinaria pretesa di straordinarietà

Nel nostro Paese dove ormai gli aggettivi incredibile e straordinario ci sommergono (per carità non mi fate dire quell’altro aggettivo che in tempi di coronavirus è offensivo per chi non sta bene) la vista di un tetraonide (questa la famiglia, scientificamente parlando), baldanzoso e impenitente, ha spopolato. Questo è dovuto in gran parte al fatto che gli animali che vivono in natura sono talmente poco conosciuti che si grida allo strano ma vero e tutti in coro non fanno che lanciare un ohhhhh! che supera la barriera del suono.

Animali fantastici e dove ritrovarli

Un attimo per parlare del gallo cedrone, solo un attimo. È grande e grosso e in Italia vive sulle Alpi, non dovunque perché in alcune zone è stato cancellato da chi andava a cacciarlo “al canto”, cioè in primavera, cioè nel bel mezzo della fase riproduttiva dove moltissimi uccelli, piccoli e grandi, fanno il loro display amoroso. Il cedrone lo fa in modo eclatante, con la sua coda a ruota, e una serie di suoni, schiocchi e gorgoglii gutturali molto particolari. Così, ascoltando questa specie di “canto” i cacciatori italiani negli anni passati (quando si cacciava quasi tutto l’anno) ne hanno fatto strage. Ora no, per fortuna, c’è un ritorno del cedrone e la specie non è cacciabile (eccezion fatta per i bracconieri).

Gallo cedrone
Gallo cedrone (Disegno di Fabrizio Carbone)

La naturale spiegazione dei fatti

Che succede allora? Può capitare che il maschio di questo galliforme abbia una carica ormonale molto alta e che il suo testosterone lo faccia impazzire d’amore. Infatti viene chiamato “pazzo” dagli ornitologi quel cedrone che prosegue le sue parate per mesi e che, territoriale com’è, si avvicini minaccioso a chiunque possa essere un pretendente al suo harem di femmine. Che sia un cervo, un cane o un umano.

Basterebbe approfondire un po’

Tutto qui. Basterebbe chiedere notizie a un etologo, a un appassionato che va in natura per vedere la vita che vi scorre, a chi la disegna dal vivo, come il sottoscritto. E non rimanga fermo alla prima impressione, senza mai approfondire.

Mielizia

Saperenetwork è...

Fabrizio Carbone
Fabrizio Carbone
Giornalista professionista dal 1970, Fabrizio Carbone ha lavorato alla redazione romana de “Il Resto del Carlino” (nel 1972 da New York), de “La Stampa” e di “Panorama”. A partire dalla metà degli anni ottanta ha prodotto e diretto, insieme a Riccardo Truffarelli (gruppo 6 aprile, Perugia) numerosi documentari in Amazzonia, Costa Rica, Norvegia, Finlandia, Inghilterra, Italia per i programmi culturali della Rai3, tra cui Geo, Geo&Geo, il Viaggiatore. Ha diretto 6 speciali, tra il 2004 e il 2007, per la trasmissione Stella del Sud (Rai 1) in Etiopia, Tanzania, Amazzonia, Groenlandia, Norvegia, Mauritania. Coinvolto da sempre nella protezione e nella conservazione della natura è stato tra i soci fondatori del Wwf Italia, consigliere nazionale della stessa associazione, nel 2002, ma anche, nei primi anni ottanta, di Legambiente e Lipu. È direttore responsabile di Greenpeace News.
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