Un uomo al cannocchiale
Formare nella responsabilità ambientale significa gestire l'impresa con lungimiranza

Parlare d’ambiente in azienda

Ormai per le imprese è fondamentale misurarsi con la sostenibilità. Ma bisogna andare oltre la comunicazione esterna e coinvolgere il personale, formandolo e responsabilizzandolo. Un processo che può aumentare l'autostima dei singoli, rendendoli protagonisti di un cambiamento possibile
25 Marzo, 2020
2 minuti di lettura

In molti casi sembra che ambiente e industria siano agli antipodi, almeno a leggere alcuni commenti sui social o qualche articolo giornalistico in vena di sottolineare l’ovvio. Che ovvio non è per niente. Oramai per molte industrie il tema ambientale è un punto cardine della strategia operativa.

Sgomberiamo, però, subito il campo dalle illazioni. Stiamo parlando di aziende serie condotte da imprenditori che hanno una visione chiara e che credono in quello che fanno.

Il rischio, semmai, è che delle tematiche ambientali un’industria ne parli ai suoi interlocutori esterni dimenticandosi dei propri collaboratori.

Ambiente e autostima, il ruolo del personale

Mancanza di sensibilità? Direi di no. Piuttosto mancanza di visione strategica.

A pensarci bene, infatti il personale rappresenta il primo e più importante veicolo per trasmettere i valori aziendali.

La percezione che un’azienda ha delle proprie responsabilità e dei propri impatti come delle opportunità di miglioramento messe in campo, sono messaggi importanti per coloro che, ogni giorno, operano all’interno della catena produttiva.

Sappiamo bene che una persona lavora meglio quando è più cosciente del suo ruolo soprattutto se si trova all’interno di un sistema produttivo complesso.  Percepirsi come un elemento del tutto piuttosto che un “numero” cambia moltissimo per l’autostima e per la motivazione di un lavoratore.

La formazione ambientale, tra conoscenza e autostima

Assume quindi un grande valore la formazione ambientale svolta proprio all’interno di quelle industrie energivore o a maggior impatto ambientale quali quelle petrolifere, chimiche e manifatturiere.

Considerata come un tassello di un processo molto più ampio e completo la formazione ambientale è il veicolo attraverso cui ciascun partecipante ha tempo e modo di conoscere come la sua azienda si sta organizzando, cosa sta facendo e, soprattutto come lo sta pianificando in tempi medio lunghi.

Una giornata tipo

Riassumendo dalla mia personale esperienza pluriennale di formatore ambientale in industria, direi che una giornata tipo deve contenere alcuni elementi fondamentali. Al primo posto metto l’ascolto dei partecipanti.

Vale a dire ritagliare un’ampia parte di tempo per stimolare l’emersione delle paure, preoccupazioni dubbi e anche delle proposte, delle visioni, dei sogni di chi siede in aula.

Di conseguenza sistematizzare quanto emerge in una visione più ampia e allargata rispetto ai puri confini di fabbrica per portarla alle dimensioni e alle sfide nazionali ed internazionali sui temi ambientali.

Coscienza del proprio ruolo

Solo a questo punto si può riprendere il discorso locale e focalizzato su cosa sta facendo e cosa può ancora fare la propria azienda. Resi coscienti del proprio ruolo sta poi al singolo la volontà di diffonderlo. Guai ad imporlo!

Da tutto questo discende, infine,  l’azione più importante di tutte; la volontà di agire singolarmente anche nella propria vita privata.

Messaggi che germogliano

Chiudo ricordando un episodio che mi ha particolarmente colpito. Qualche anno fa, al termine di un corso ambientale in raffineria mi ha avvicinato una partecipante e mi ha detto: «Grazie delle sue parole. Siamo in Sardegna e l’acqua è preziosa, ma fino a oggi non avevo mai pensato che avrei potuto fare qualcosa anch’io per la mia terra. Sa, affitto una casa di vacanze. Da stasera metterò un messaggio all’interno con tutte le buone pratiche per risparmiare  l’acqua». 

Il messaggio, quando trova terreno fertile, germoglia.

Mielizia

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Riccardo Parigi
Riccardo Parigi, genovese, è comunicatore ambientale. Laureato in filosofia è formatore, facilitatore, business coach, crisis manager. Si occupa di tematiche ambientali dal 1991. Fondatore e amministratore di Must – Comunicazione Ambientale. Docente AIAS Academy (Associazione italiana esperti ambiente e sicurezza). Dal 2020 è Ambassador mondiale di EN Roads simulatore dei cambiamenti climatici realizzato da MIT Sloan. Practitioner PNL.
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