Un dettaglio del dipinto "Scena di caccia primitiva" di Pietro Di Cosimo, pittore rinascimentale italiano
Il passaggio dalla caccia all'agricoltura è una delle tappe prese in considerazione da Jeffrey Sachs per spiegare l'evoluzione del progresso umano. Nella foto, il dipinto "Scena di caccia primitiva", del 1494 circa, di Cosimo Di Pietro, pittore rinascimentale

Dal Paleolitico al Digitale, le tappe della globalizzazione spiegate da Jeffrey Sachs

Anche questo venerdì vi proponiamo la (ri)lettura di un libro del grande economista statunitense. Si tratta di "The Ages of Globalization", saggio del 2020 che analizza lo sviluppo della civiltà umana attraverso i più significativi cambiamenti economici, sociali e politici
10 Dicembre, 2021
2 minuti di lettura
Terra, popoli, macchine Settantamila anni di globalizzazione

The Ages of Globalization, è un’opera del 2020 del noto economista statunitense Jeffrey D. Sachs (edita in italiano da Luiss University Press, come Terra, popoli, macchine. Settantamila anni di globalizzazione) in cui Sachs analizza la storia del genere umano negli ultimi 70.000 anni attraverso i più significativi cambiamenti economici, sociali e politici. Scritto con uno stile avvincente, quasi fosse un romanzo d’avventure, il libro ci aiuta a comprendere perché lo sviluppo della civiltà sia avvenuto, inizialmente, in una precisa area del pianeta per poi diffondersi ovunque.

L’approccio narrativo ci aiuta a comprendere alcuni aspetti sia legati al clima sia a scelte, certamente non programmate, dei nostri antenati che hanno profondamente modificato l’evoluzione.

 

Jeffrey Sachs
Jeffrey D. Sachs, economista e saggista. Tra le sue opere, The Ages of Globalization, edito dalla Columbia University Press nel 2020

A cavallo del progresso

A titolo d’esempio il rapporto con i cavalli. Hanno svolto un ruolo fondamentale da sempre sia in Europa che in Asia anche come forza motrice oltreché come mezzo di trasporto fino all’avvento della macchina a vapore nel 1750. Ma non ne ha avuto alcuno nel Nord America fino all’arrivo, devastante, dei primi Conquistadores. E tutto questo perché? Perché i cavalli, come molti altri animali, prima di essere addomesticati erano cibo. Si stima infatti che l’arrivo dell’uomo nelle Americhe sia avvenuto 33.000 anni fa e che abbia determinato la fine dei mastodonti, del mammouth, delle tigri dai denti a sciabola e… dei cavalli selvaggi che erano considerati cibo e non ancora risorsa. Senza i cavalli si è di fatto impedito un rapido collegamento e un progresso tecnologico e culturale.

 

Primo piano di un cavallo, con un altro sullo sfondo
Prima di essere addomesticati e di venire usati come mezzo di trasporto, i cavalli vivevano fondamentalmente allo stato brado, usati soprattutto come cibo

 

Tappe fondamentali

L’addomesticamento è avvenuto in una fase successiva dello sviluppo umano. Ma mentre in Asia e in Europa sopravvissero nel Nord America si estinsero. Non avendo a disposizione un mezzo di trasporto così versatile, nel Nord America si è di fatto impedito un rapido collegamento e, di conseguenza, anche un progresso tecnologico e culturale. Con esempi simili si seguono le tappe fondamentali della contaminazione delle diverse culture come base di una crescita collettiva. Anche il cambio di organizzazione sociale da “cacciatori” a “coltivatori” ha determinato un cambiamento di cui ancora oggi vediamo le conseguenze.

 

   Guarda il video di Jeffrey Sachs 

 

Dal Paleolitico al Digitale

Quello che più può interessare il lettore sono le tre dimensioni dei cambiamenti a lungo termine: la crescita della popolazione mondiale, la percentuale di urbanizzazione, la capacità della terra di generare prodotti per ogni singolo abitante. In un momento in cui, finalmente, l’attenzione alla povertà, ai cambiamenti climatici e alla sostenibilità sono valori importanti, Terra, popoli, macchine. Settantamila anni di globalizzazione è un testo fondamentale da leggere tutto d’un fiato. Ripercorrendo con Sachs le sette tappe della globalizzazione mondiale dal Paleolitico allEra Digitale, abbiamo un quadro fedele e disincantato di chi si sia stati, di chi siamo e di chi potremmo diventare.

Citando una frase del discorso inaugurale del Presidente John Fitzgerald Kennedy – presente nel libro – possiamo condividere che: «L’umanità, per la prima volta, ha sia gli strumenti per abolire ogni forma di povertà, sia di eliminare tutta la vita sul pianeta». La scelta sta a noi.

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Riccardo Parigi
Riccardo Parigi, genovese, è comunicatore ambientale. Laureato in filosofia è formatore, facilitatore, business coach, crisis manager. Si occupa di tematiche ambientali dal 1991. Fondatore e amministratore di Must – Comunicazione Ambientale. Docente AIAS Academy (Associazione italiana esperti ambiente e sicurezza). Dal 2020 è Ambassador mondiale di EN Roads simulatore dei cambiamenti climatici realizzato da MIT Sloan. Practitioner PNL.
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