Myriam Jael Riboldi
Myriam Jael Riboldi. Foto: Scuola etologia relazionale

Scienza, empatia, libertà animale. L’etologia relazionale secondo Myriam Jael Riboldi

Riconoscere emozioni e capacità cognitive degli animali, costruire insieme a loro relazioni fondate su empatia e rispetto. L'esperienza della studiosa e attivista che ha fondato questo metodo a Bedonia (Pr)
17/09/2025
3 minuti di lettura

L’ Etologia relazionale®, come un corridoio ecologico, connette l’uomo e gli animali e gli animali fra loro, attraverso l’empatia e il rispetto delle diversità. Pone lo studio delle caratteristiche comportamentali, cognitive ed emotive al centro della relazione.

LEGGI ANCHE >  Lassù fra le montagne, con i volontari di “Pasturs” tra mucche, pecore e lupi

Fondatrice di questo approccio è Myriam Jael Riboldi: etologa e zooantropologa, laureata in “Fisiopatologie cardiocircolatorie” nonché autrice di diversi volumi, presiede dal 2011 la “Cascina Myriam-Scuola di etologia relazionale” a Bedonia (Pr), un’associazione scientifico-culturale di studi etologici che comprende un podere circondato da prati e boschi, dove gli animali vivono in libertà.

Scelta di vita

Per realizzare questo progetto, quando aveva 35 anni, Miriam ha deciso di lasciare il lavoro in ospedale e di trasferirsi dalla sua Milano nell’Appennino Tosco-Emiliano: «Fin da subito mi resi conto che sarebbe stato importante insegnare a più persone possibili quello che stavo osservando ed elaborare un approccio che tenesse conto del vissuto interiore degli animali e della loro etologia».

Ed è proprio lei a raccontarci il significato di questa esperienza.

Myriam, quali sono le sue sensazioni ed emozioni quando trascorre il tempo con gli animali e in natura?

La relazione con gli altri animali mi aiuta a rimanere centrata nel qui-e-ora e a liberarmi così di ansie, paure, giudizi, almeno per un po’. Ho vissuto con tantissimi animali diversi in questi anni, eppure non smetto mai di sorprendermi, di provare fascinazione per l’unicità di ogni animale, di ogni relazione, di ogni intelligenza, di ogni personalità.

Lei ha trascorso un periodo della sua vita in Amazzonia come volontaria in campo umanitario, che cosa le ha lasciato questa esperienza?

L’arrivo in questo paradiso di biodiversità, per quanto possa suonare strano, non è stato semplice o paradisiaco. Quando ci si immerge in un ambiente nativo, soprattutto dopo anni di vita in appartamento, l’impatto sensoriale è soverchiante ma, una volta ambientatami, ho cominciato a sentirmi anche io parte di ciò che mi circondava, in sintonia. La sensazione di armonia e libertà che ho provato è stata totalizzante, forse irripetibile. È una sensazione che mi ha convinta ancora di più dell’assurdità di una prospettiva antropocentrica sull’universo. E tutto questo è diventato poi parte integrante dell’approccio dell’Etologia relazionale®.

Scuola di etologia relazionale
Foto: Scuola di etologia relazionale

“Etologia” deriva dal greco “ethos” che significa “costume” e “carattere”, quindi lo studio del comportamento animale in natura. “Relazione” invece deriva dal latino “relatio” cioè “rapporto”, “collegamento”. Che cosa significa per lei l’approccio dell’etologia relazionale?

Ho scelto di unire questi due termini per mettere in evidenza due snodi fondamentali del nostro approccio. L’insegnamento dell’Etologia relazione® punta ad offrire importanti strategie di pensiero e nozioni per affrontare con preparaziosi ne entrambi questi aspetti della relazione interspecifica. Altra chiave fondamentale è l’empatia, cioè la necessità di abbandonare i pregiudizi e lo sguardo umano, per calarsi nel punto di vista dell’animale con cui ci relazioniamo. La valutazione delle necessità, l’interpretazione dei comportamenti e delle intenzioni dell’animale, varia al mutare delle nostre emozioni, conoscenze, assunti e credenze.

In che modo si relaziona con l’animale domestico rispetto all’animale selvatico?

Ogni animale va approcciato anzitutto sapendo che la nostra presenza è un elemento non neutro della sua esperienza e che, per quanto le nostre intenzioni possano essere buone, possiamo essere percepiti come un potenziale disturbo o pericolo. In linea di massima dobbiamo cercare di essere osservatori non invadenti e non egoisti. Questo è importante particolarmente con gli animali selvatici liberi. Per quel che riguarda gli animali domestici, fermo restando che molte delle considerazioni appena fatte rimangono valide, io penso che il nostro primo obiettivo sia invece proprio quello di costruire relazioni, di impegnarci ad essere presenti e complici nel loro sviluppo e nelle loro esigenze espressive.

Myriam Jael Riboldi, la Scuola di etologia relazionale
Foto: Scuola di etologia relazionale

Cosa comporta essere un operatore esperto in Etologia relazionale®?

L’operatore è uno studente che dopo aver completato un percorso di formazione online con sei corsi e altrettanti esami, nonché dopo aver acquisito la qualifica di Progetto Italia, sceglie di proseguire una formazione continua e di mettersi al servizio di un pubblico più ampio di sé e della propria famiglia, ad esempio come consulente e coadiutore delle relazioni con e tra animali.

LEGGI ANCHE >  Convivere con il selvatico. Cosa insegna il dibattito sugli orsi in Trentino

Essere un operatore in Etologia relazionale®, significa essere capaci d’informare sulle modalità comunicative degli altri animali, in merito alle loro esigenze motivazionali, espressive, ambientali, cognitive eccetera. Si educano così gli umani a rapportarsi agli altri animali senza pregiudizi e aspettative, con piena considerazione del loro mondo soggettivo ed emozionale, con empatia, nella consapevolezza che dialoghiamo con un qualcuno diverso da noi e non con un qualcosa.

Che cosa consiglierebbe a chi sente una spinta verso la natura, come quella che ha percepito lei, ma non sa come seguirla?

Anzitutto di essere convinti della validità di questo sentimento, della sua importanza sia a livello personale che sociale. Credo che ci sia un problema generale a monte: nella nostra cultura, la spinta verso la natura è “infantilizzata” e banalizzata. È un errore antropocentrico grave e va combattuto. Il mio consiglio è di impegnarsi moltissimo nello studio, perché è quello il salto di qualità che differenzia l’hobby fanciullesco da una competenza seria.

Scuola di etologia relazionale; Miriam Jael Riboldi a tu per tu con una pecora

Se la conoscenza non perde la strada dell’empatia diventeremo persone e professionisti più completi.

Per saperne di più

www.etologiarelazionale.it

Mielizia

Saperenetwork è...

Sara Boninsegna
Sara Boninsegna
Sara Boninsegna è laureata in Scienze della Natura all'università di Parma ed è Operatore esperto di secondo livello in Gestione forestale per la conservazione della Biodiversità, Operatore esperto in Etologia Relazionale, agrotecnica laureata, Guida Ambientale Escursionistica iscritta ad AIGAE per la quale tiene diversi corsi scientifici. La sua passione per la natura e il rispetto per ogni forma di vita l'ha portata ad abitare in collina, con la sua famiglia, senza televisione ma insieme a molti animali e con un orto che dà loro gli alimenti di cui hanno bisogno.
Corso Sapereambiente 2026
Lifegrace guida
Mielizia
Resto sfuso

Agenda Verde

[ecs-list-events design=”compact” thumb=”true” limit=”7″ order='ASC']

Librigreen

no title has been provided for this book

“Il lupo solitario”. Migrazioni, convivenze e umanità nella storia di Slavc

Un lupo che cammina nella solitudine della natura selvaggia non sa di essere il puntino di un Gps su uno schermo. Non sa niente di una pandemia che ha

no title has been provided for this book

“Ogni istante è una vita”. A Gaza, scrivere per resistere al genocidio

Il genocidio a Gaza è una pagina nera della nostra storia contemporanea. E non può essere ricondotto soltanto ai bombardamenti sulla popolazione inerm

no title has been provided for this book

“Il limulo”. Vita e prodigi di un fossile vivente da amare e proteggere

Ha visto la luce qualcosa come 450 milioni di anni fa e da allora non è cambiato di una virgola o quasi. È il limulo, uno dei fossili viventi più long

Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica 2021, durante il saluto alla comunità accademica
Storia precedente

Contro il genocidio a Gaza, a Roma assemblea pubblica con Giorgio Parisi

Prossima storia

Per Gaza e contro l’economia di guerra, l’Italia si ferma

Leggi anche...