un volontario del progetto Pasturs
Foto: progetto Pasturs

Lassù fra le montagne, con i volontari di “Pasturs” tra mucche, pecore e lupi

Compie 10 anni il progetto che coinvolge allevatori, studenti e appassionati in un'esperienza a diretto contatto con i capi di bestiame in Val d'Aosta, Trentino e nell'Appennino Tosco-Emiliano. Aperte le iscrizioni per l'edizione 2025
31 Marzo, 2025
4 minuti di lettura

Per alcuni è stata una parentesi unica, per altri un’esperienza illuminante. C’è chi torna più volte e chi ha scoperto una passione profonda, che gli ha cambiato la vita. Succede ai volontari del progetto Pasturs che da dieci anni porta ogni estate in alpeggio gruppi variegati di persone innamorate della montagna, dando loro la possibilità di viverla nel modo meno turistico e consumistico che si possa immaginare: due settimane con gli allevatori che praticano metodi tradizionali.

Lassù fra le montagne, con i volontari di “Pasturs”: : un gruppo con un gregge di pecore e capre
Foto: Progetto Pasturs

E da giugno a settembre vivono con i loro animali sui pascoli alti, mantenendone sano l’ecosistema.

Convivere con i carnivori

Sono donne e uomini preziosi, gli artefici di questo progetto, che investono nella possibilità di una coesistenza pacifica con i lupi e gli orsi. Per questo hanno adottato misure di prevenzione non violenta, come le recinzioni elettriche portatili e i cani da guardiania. Proteggono così con successo le loro mandrie e le greggi dai possibili attacchi dei grandi carnivori, i quali contribuiscono a loro volta a mantenere integro l’ambiente montano, tenendo sotto controllo le popolazioni degli ungulati selvatici.

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Un cerchio che si chiude e come un anello sposa la natura selvaggia con la presenza umana e le sue attività pastorali, nel rispetto di tutti i viventi coinvolti inclusi capre, bovini e cani, tutti animali troppo spesso maltrattati in altri contesti.

Lassù fra le montagne, con i volontari di “Pasturs”: reti di protezioine
Le recinzioni elettriche installate dai pastori. Foto: progetto Pasturs

Come iscriversi

Quest’anno Pasturs cerca volontari per gli alpeggi del Parco Naturale Mont Avic in Val d’Aosta e in Trentino per la Val di Sole e la Val di Non. Ci si può iscrivere fino al 13 aprile, compilando un modulo sul sito del progetto. Per chi non facesse in tempo, a breve si apriranno le iscrizioni per fare l’esperienza nelle terre alte del Parco delle Foreste Casentinesi, sull’Appennino Tosco-Emiliano. A candidatura accettata, si fa un colloquio conoscitivo e se si supera, si partecipa al corso di formazione obbligatorio e gratuito in presenza.

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I corsi si svolgeranno il 10 maggio per la Valle d’Aosta e il 24 per il Trentino. Non ci sono costi per tutta l’esperienza, a parte il viaggio, in quanto cibo e alloggio saranno offerti dall’allevatore. Requisiti di base? Curiosità e apertura mentale, capacità di adattamento, voglia di toccare con mano questa realtà e avere tra i 18 e i 45 anni. Così racconta Anna Crimella, laureata in Scienze ambientali e socia di Eliante, la cooperativa sociale no profit che ha ideato e gestisce il progetto Pasturs:

Un’estate da “pasturs” fra mucche, pecore e lupi: Anna Crimella, ideatrice del progetto "Pasturs"
Foto: progetto Pasturs

«In questi 10 anni hanno partecipato uomini e donne di tutti i tipi, da tutta Italia e da tutti gli ambiti professionali, coprendo l’intera fascia di età»

Al ritmo degli animali

Circa la metà di solito sono studenti universitari di Agraria, Scienze ambientali, Veterinaria e materie simili, poi ci sono insegnanti e persone che provengono da altri settori. Ma partecipano anche allevatori di altre regioni che vogliono vedere come si può gestire in maniera diversa l’attività: «Abbiamo avuto con noi un’allevatrice pugliese, che ha provato a fare la mozzarella a duemila metri» aggiunge Crimella. Gli allevatori arrivano al progetto per svariate vie, spesso sono segnalati dai parchi all’interno dei quali lavorano o arrivano per autocandidatura, perché per loro avere i volontari in alpeggio è un grande aiuto. Il limite dei 45 anni è stato stabilito perché in alpe si vive al ritmo degli animali da pascolo, con orari che non tutti riescono a gestire. Inoltre si evita agli allevatori l’imbarazzo di trovarsi a dare dei compiti o degli ordini a persone più grandi.

Requisiti di base

Ci sono inoltre alcuni requisiti di base che i candidati devono avere: trattare bene i loro animali, aderire al progetto di coesistenza, adottare almeno una misura di protezione, anche solo di sorveglianza se non l’avessero ancora fatto, garantire le condizioni igieniche e di vivibilità degli ambienti. Queste vengono verificate dagli organizzatori di Pasturs, che si preoccupano anche di accoppiare ogni volontario con l’allevatore più adatto.

Lassù fra le montagne, con i volontari di “Pasturs”: un volontario con il gregge e il cane
Foto: progetto Pasturs

Dall’alba al tramonto

Il progetto raccoglie sempre molte adesioni. Lo scorso anno solo per Val d’Aosta e Trentino ci sono state 210 candidature e sono stati selezionati in 65, ai quali si sono aggiunti dieci volontari degli anni passati. Durante una giornata tipo in alpe si accompagna il pastore o la pastora nelle occupazioni di tutti i giorni. All’alba ci si sveglia e dopo la colazione ci si occupa degli animali, si assiste all’eventuale mungitura, si controllano le nuove nascite se ce ne sono e i possibili problemi di salute, poi si posizionano le reti elettrificate e aiutati dai cani si fa pascolare il gregge o la mandria. Si pranza in baita se il pascolo è nei dintorni, altrimenti si mangiano pane, formaggio e salumi tipici e si torna dal gregge. Al tramonto finiscono le attività, si cena e si va a dormire.

Lassù fra le montagne, con i volontari di “Pasturs”: una volontaria di spalle
Foto: progetto Pasturs

Scelte di vita

«Chi viene dalla città vuole soprattutto provare un’esperienza diversa, ma alcuni arrivano per fare una prova e decidere se scegliere questa vita – riprende Anna Crimella – In ogni caso per quanto noi li prepariamo, solo con la conoscenza diretta si possono rendere conto». Alcuni alpeggi sono più comodi di altri, nei più spartani magari ci sono solo una stanza e un bagno da condividere. I volontari aiutano a tutto tondo l’allevatore, ma a volte capita che nonostante la voglia, a qualcuno manchi la capacità di lavorare con gli animali. E allora può dare una mano con quello che sa fare, in montagna ogni abilità può rivelarsi preziosa«Abbiamo avuto un volontario, carpentiere nella vita, che ha aiutato gli allevatori a riaprire il sentiero per condurre i manzi al pascolo, reso impraticabile da una frana provocata da una bomba d’acqua» conclude Anna Crimella.

Lassù fra le montagne, con i volontari di “Pasturs”: un gruppo di partecipanti
Foto: progetto Pasturs

«La sua è stata quindi un’esperienza sui generis, ma ha dato comunque un contributo prezioso».


Per saperne di più

www.pasturs.it

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Rossella Bertugno
Rossella Bertugno
Giornalista freelance, dagli anni '90 si occupa di lifestyle, architettura e design. Curiosa di molte cose, ama tutto ciò che è visivo; il cinema, la fotografia, l’arte. Ama la natura e crede che un mondo migliore sia possibile. Ama le storie raccontate dagli altri nei libri e nei film. Ha sempre avuto una predilezione per le parole che fanno riflettere, che emozionano, divertono, o magari disturbano. Così nel suo lavoro – da Elle Decor a Io Donna, da At Casa a La Nuova Ecologia a Leiweb - ha mescolato il più possibile le proprie passioni, cercando di unire ambiente e cultura, immagini e testo, fotografia e parole.
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