Bruno Piero Vaschetti
Bruno Piero Vaschetti. Foto: Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi

Quarant’anni per le cicogne. A Racconigi una festa per Bruno Vaschetti

Dalla prima voliera del 1985 alle oltre cinquanta coppie di oggi: la storia di un appassionato naturalista che ha trasformato la Cascina Stramiano, nel Cuneese, in un’oasi naturalistica unica. Nel week end due giorni di eventi per ringraziarlo
25 Settembre, 2025
3 minuti di lettura

È l’11 dicembre del 1985, quarant’anni fa. Alla Cascina Stramiano, tre chilometri da Racconigi, in provincia di Cuneo, arrivano dieci cicogne bianche. Le ha fatte venire, dalla Svizzera, Bruno Piero Vaschetti: una persona che vale la pena di conoscere e di ringraziare per la sua vita dedicata alla Natura con la maiuscola.

Bruno Piero Vaschetti, quarant'anni per le cicogne: un nido di cicogne
Foto: Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi

Soprattutto per aver fatto tornare le cicogne a nidificare in Italia.

In principio fu una stalla

La sua storia è ricca di fascino, sospesa tra il rigore scientifico e la fantasia creativa. Cominciamo a parlare della Cascina Stramiano, un complesso di architettura agricola che nasce nel 1754. A un passo è Racconigi, dove sorge il castello dei Savoia. Tutto intorno non c’era altro che boschi e appezzamenti agricoli degli ultimi Re d’Italia (nel Castello nacque Umberto II).

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La famiglia Vaschetti si trasferisce nella Cascina nel 1929: sono agricoltori e contadini. È il nonno a prendere in mano il lavoro ed è qui che nasce Bruno, il 21 aprile del 1947. La monarchia viene sconfitta nel referendum un anno dopo e la famiglia Vaschetti ha la fortuna di usufruire del diritto di prelazione per coloro che abitavano e lavoravano in zona e di riscattare, alla fine degli anni Settanta, tutto il podere.

Il locale oggi utilizzato per il centro visite era la stalla della cascina. Qui sopra Bruno Vaschetti nel 1977 con cento vacche piemontesi e settanta nidi di rondine
L’attuale centro visite era la stalla della cascina. Qui sopra Bruno Vaschetti nel 1977 con cento vacche piemontesi e settanta nidi di rondine. Foto: archivio personale

Un ragazzo innamorato della natura

Bruno Vaschetti va a scuola e finisce le elementari e poi «tanta scuola pastorale», sempre fuori in campagna dall’alba al tramonto, osservando le migrazioni che dal nord passano sopra la pianura con la cerchia delle Alpi all’orizzonte. La passione per i grandi veleggiatori, per le gru e le cicogne, ma anche per le oche e le anatre selvatiche. Da ragazzo ha una capacità innata di interagire con la Natura: la studia da solo, la osserva, ne conosce tutti i segreti. Segue le migrazioni e le cicogne che passano in volo ma non si fermano. In Italia non nidificano.

Bruno Piero Vaschetti, quarant'anni per le cicogne: La vista da un capanno nell'oasi
La vista da un capanno nell’oasi. Foto: Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi

L’impegno scientifico

A 30 anni Bruno Vaschetti consegue il permesso per inanellare a scopo scientifico gli uccelli in migrazione e apre la prima stazione ufficiale di ricerca in Piemonte. Ed è nell’85 che, sull’esempio di quanto avviene in Inghilterra, inizia a trasformare l’azienda agricola in un’Oasi di protezione naturalistica.

Bruno Vaschetti con la prima cicogna
Bruno Vaschetti con la prima cicogna. Foto: Francesco Mezzatesta.

Il Progetto cicogne

Si arriva così al Progetto cicogne di 40 anni fa, in collaborazione con la Lipu, la Lega Italiana per la Protezione degli uccelli. E così siamo di nuovo all’inizio della storia e alle dieci cicogne bianche arrivate dalla Svizzera dove erano tornate a nidificare. Bruno costruisce una grande voliera e comincia ad allevarle con una dedizione assoluta. Sui sei comignoli della Cascina Stramiano vengono allestite le basi per favorire la costruzione dei nidi.

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Passano pochi mesi e nella primavera del 1986 una coppia di cicogne bianche mette al mondo “Paolino“, così battezzato dai giornali locali. Da allora a oggi sui sei comignoli della Cascina Stramiano, ogni anno sei coppie di cicogne portano a compimento la loro opera di riproduzione.

Bruno Piero Vaschetti, quarant'anni per le cicogne: i nidi di cicogna sui comignoli
Foto: Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi

Popolazione in crescita

Ma altre cicogne bianche (attenzione: la specie deve essere così nominata perché esiste anche la cicogna nera, molto rara ma anch’essa nidificante in Italia) hanno trovato il modo, tornando dall’Africa, di fare nidi intorno: nei campanili e persino sui tralicci della corrente. Quest’anno 54 coppie in zona, nuovo record assoluto. E dal primo “Paolino” ad oggi più di duemila cicogne bianche sono nate grazie a Bruno Vaschetti e al lavoro della sua famiglia: la moglie Francesca e le figlie Gabriella, Enrica e Lorenza, nipoti compresi.

Bruno Piero Vaschetti, quarant'anni per le cicogne: un incontro con i visitatori
Foto: Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi

Lavoro a pieno ritmo

Oggi il Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi è meta di comitive scolastiche, di appassionati birdwatcher, di fotografi naturalisti che possono usufruire di zone naturalizzate dove osservare da appostamenti perfettamente attrezzati lo svolgersi della vita di specie difficili da osservare così bene, come le centinaia di gru che trascorrono i mesi invernali nella grande zona umida.

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Accanto al Centro è attivo il Cras (Centro recupero animali selvatici) che lavora a pieno ritmo per curare ogni anno centinaia di animali feriti o in difficoltà e reimmetterli in natura quando possibile. E sabato 27 e domenica 28 settembre alla Cascina Stramiano per Bruno ci saranno grandi festeggiamenti.

Bruno Piero Vaschetti, quarant'anni per le cicogne: un'illustrazione di Fabrizio Carbone
Le cicogne di Bruno, di Fabrizio Carbone, settembre 2025

Perché il lavoro e la passione dei Vaschetti devono essere da esempio per tutti coloro che credono in un futuro possibile.


Per saperne di più

www.cicogneracconigi.it

Mielizia

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Fabrizio Carbone
Fabrizio Carbone
Giornalista professionista dal 1970, Fabrizio Carbone ha lavorato alla redazione romana de “Il Resto del Carlino” (nel 1972 da New York), de “La Stampa” e di “Panorama”. A partire dalla metà degli anni ottanta ha prodotto e diretto, insieme a Riccardo Truffarelli (gruppo 6 aprile, Perugia) numerosi documentari in Amazzonia, Costa Rica, Norvegia, Finlandia, Inghilterra, Italia per i programmi culturali della Rai3, tra cui Geo, Geo&Geo, il Viaggiatore. Ha diretto 6 speciali, tra il 2004 e il 2007, per la trasmissione Stella del Sud (Rai 1) in Etiopia, Tanzania, Amazzonia, Groenlandia, Norvegia, Mauritania. Coinvolto da sempre nella protezione e nella conservazione della natura è stato tra i soci fondatori del Wwf Italia, consigliere nazionale della stessa associazione, nel 2002, ma anche, nei primi anni ottanta, di Legambiente e Lipu. È direttore responsabile di Greenpeace News.
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