Flotilla. 428 rapiti, intercettate tutte le barche, gli spari e lo sciopero della fame

Secondo gli organizzatori, 87 degli attivisti fermati intraprenderanno l'estrema protesta non violenta. Si attendono notizie ufficiali sulle loro condizioni. Mentre anche il convoglio di terra è bloccato in Libia
20/05/2026
1 minuto di lettura

Ieri sera la marina militare israeliana ha intercettato le ultime imbarcazione della Global Sumud Flotilla: un abbordaggio illegale iniziato lunedì, in acque internazionali, all’incirca tra i 270 e i 150 km dalle coste di Gaza. Sono 428 gli attivisti rapiti e, secondo informazioni diffuse nelle ultime ore dalla sezione italiana della Gsf, almeno 87 hanno aderito a uno sciopero della fame:

«Per protestare contro il loro rapimento illegale e in solidarietà con oltre 9500 prigionieri palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane».

Gli spari sulle imbarcazioni

Video sui social della Flotilla hanno mostrato spari con i rubber bullet che, secondo la portavoce Maria Elena Delia, hanno colpito sei barche di cui una registrata in Italia. Ieri sera il Ministro degli Esteri Tajani, dopo aver richiesto di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane, ha chiesto a Israele «di adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare l’integrità fisica e i diritti fondamentali dei cittadini italiani». Secondo gli organizzatori sono 29 gli italiani, 27 per il Ministero degli Esteri. È attiva la piattaforma per fare pressione sui governi internazionali.

Nuove posizioni nel mondo

Lunedì, in un comunicato congiunto, i Ministri degli Affari Esteri di Turchia, Bangladesh, Brasile, Colombia, Indonesia, Giordania, Libia, Maldive, Pakistan e Spagna avevano condannato «con la massima fermezza i rinnovati attacchi israeliani contro la Global Sumud Flotilla, un’iniziativa umanitaria civile pacifica volta a richiamare l’attenzione internazionale sulla catastrofica sofferenza umanitaria del popolo palestinese», invitando «la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità legali e morali, a garantire la protezione dei civili e delle missioni umanitarie e ad adottare misure concrete per porre fine all’impunità e assicurare la responsabilità per tali violazioni».

Nel frattempo, il Global Sumud Convoy

Il Convoglio di Terra Global Sumud, missione civile composta da oltre 200 partecipanti provenienti da 25 paesi, trasporta ambulanze, medicinali e case mobili e comprende medici, ingegneri, insegnanti e costruttori ecologici. Giunto in Libia nelle scorse ore, pur avendo ricevuto garanzie per il passaggio dalle autorità libiche, il convoglio si è trovato bloccato da un contingente militare schierato al valico di Sirte mentre i negoziati con la Mezzaluna Rossa si sono interrotti. Anche in questo caso, leggiamo sui canali della Global Sumud «Una forza militare impedisce a civili disarmati di consegnare aiuti a una popolazione assediata.

«Non si tratta di una zona grigia. È una violazione del diritto internazionale umanitario e i responsabili saranno chiamati a risponderne».

 

Mielizia

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Francesca Santoro
Francesca Santoro
Giornalista pubblicista. Laurea in comunicazione, specializzazione in marketing e comunicazione nel no profit. Per 15 anni si è occupata di comunicazione e progettazione formativa nell’ambito del consumo critico. Dal 2016 crea contenuti online e interventi formativi per progetti, enti, associazioni.
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